L’Unione non può essere questa
Che fosse una gara difficile penso che ognuno di noi, in fondo, lo sapesse. Ma una fragilità tecnica, fisica e mentale del genere credo che lo pronosticassero in pochi. Oramai è evidente che non è più la scintilla che mancasse, in particolare dopo essere andati in vantaggio, quanto l’idea di squadra che, semplicemente, non c’è. L’Unione dà fin dal primo minuto la sensazione di non essere all’altezza; manca nei duelli, nelle distanze, nella voglia. Ogni volta che la Viola ripartiva si andava in difficoltà, ed a questo punto non sembra nemmeno una questione di mentalità, ma di pura qualità. Questa Unione non è pronta, ancora una volta, per la massima serie. Un mercato che appariva finalmente degno si è tramutato in un incubo dal quale svegliarsi è veramente complicato. Pensavamo che fosse il nostro turno, che fosse arrivata l’ora di giungere pronti ad un’avventura diversa. Ed invece, qui, non ci sta capendo niente nessuno. Nè un mister che a braccia conserte osserva una gara impotente dove gli ospiti fanno ciò che vogliono, e nemmeno una rosa talmente impotente da rendere quasi inaccettabile ogni tentativo di rimonta. Il VeneziaMestre manca di intensità, di coraggio e di ordine; non è solamente una questione tecnica di chi possa ricoprire un ruolo o meno, è proprio un problema di organizzazione. Arrendersi alla quarta di campionato non è un’opzione, ma è evidente che qualcosa vada cambiato. La prestazione di stasera non è solo imbarazzante, non sono nemmeno le quattro reti subite (che potevano essere sette o otto), quanto la percezione del fatto che non abbiamo mai avuto una possibilità di vincerla, questa gara. La Fiorentina ci ha surclassato in ogni zona del campo, ci ha mostrato cosa significa reagire, di cuore e di istinto, andando a prendersi tre punti che non sono stati in discussione nemmeno dopo il momentaneo e breve vantaggio. Non c’è nulla da salvare dopo stasera. Quando sei costretto a presentare una difesa del genere, quando il tuo primo cambio all’infortunato Busio è Helgason, quando il tuo attaccante si sblocca e ciononostante non riesce a creare nient’altro di buono, allora è veramente dura credere ad un risveglio. Sembriamo, onestamente, una rosa impresentabile per la serie A. E va bene il progetto a lungo termine, amiamo l’idea di una società che parta dalle basi per disegnare il suo tipo di calcio, ma presentarsi così al massimo livello del calcio italiano è deprimente. Se il direttore ed il mister credono veramente in ciò che hanno messo su noi saremo con voi, ma se le giovanili faticano, se la prima squadra si fa umiliare ogni settimana, se le fondamenta di questo piano di lavoro è ciò che abbiamo visto stasera.. allora qualcosa va rimesso al proprio posto. Stroppa ed Antonelli hanno un credito ancora ampio, e dobbiamo ricordarlo, ma le domande su questo organico si moltiplicano, ed invertire la rotta sarà una delle sfide più grandi che entrambi abbiano mai affrontato. Ripartire è la parola d’ordine, muovere la classifica, entrare con la testa in questa categoria l’unica occasione possibile. Però servite voi ragazzi. Serve la vostra fede, la consapevolezza che uscire da qui sia fattibile. Poiché se siete questi, se è tutto quello che avete, allora credere diventa veramente un’esercizio di illuminazione. Avanti Unione.


