Venezia-Lecce, Di Francesco: "Bravi a saper soffrire nei momenti giusti"

24.08.2026 09:00 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia-Lecce, Di Francesco: "Bravi a saper soffrire nei momenti giusti"

Intervenuto nel post match della sfida di Serie A contro il Venezia, ha parlato l'allenatore del Lecce, Eusebio Di Francesco. Di seguito le parole del tecnico della squadra giallorossa.

Il Venezia nel primo tempo ha avuto un 75% di possesso palla, aspetto non nelle sue corde, con una trasformazione le secondo al netto dei gol dopo 20'', sicuramente uno schiaffo importante: qual è la sua analisi della partita?

"Il Venezia è partito meglio di noi dal punto di vista della manovra e del gioco. Ha tanti giocatori di qualità e palleggio e abbiamo fatto tanta fatica ad aspettare certe situazioni dentro al campo. Abbiamo fatto 2-3 errori in uscita su Yeboah, giocatore che ci ha creato tante difficoltà tra le linee. Poi ho modificato qualcosa nell'assetto tra primo e secondo tempo per cercare di ridurre questo spazio a lui e a quei giocatori bravi tra le linee. In quel caso lì siamo stati più bravi. Sapevamo che potevano avere più palleggio o comunque più capacità di tenere la palla con il loro tipo e sistema di gioco, ma noi siamo stati bravi a saper soffrire nei momenti giusti della gara e poi fare male. Secondo me ci sono state altre occasioni pericolose, qualcosa già nel primo e in particolare nel secondo tempo".

Che effetto le ha fatto tornare al Penzo da avversario? Qual è la sua opinione su questo Venezia?

"Innanzitutto pensavo di aver sbagliato spogliatoio e non riuscivo a collegarmi sulla parte dove dovevo andare (ride ndr). Come sempre sono stato accolto benissimo dalla società e dal direttore, con il quale ci siamo salutati anche prima della partita. Ovviamente c'è ancora l'amaro in bocca per loro, ma rimane grande rispetto e stima che ho nei loro confronti e che anche loro hanno dimostrato per me. Questo Venezia per me è una squadra importante che ha investito tanto su giocatori di livello e interessante. Poi ci sono le partite e la Serie A non è un campionato facile. Noi non avevamo magari tante soluzioni e alternative oggi e ho fatto esordire tanti giocatori dal 1' minuto, però siamo stati bravi a reggere nei momenti giusti della gara. Questa è la Serie A. Se gli altri non fanno gol e tu riesci a passare, questo fa parte del gioco del calcio. Io dico sempre che ci sono partite nella partita e noi siamo stati bravi nel momento in cui eravamo dentro alla partita e abbiamo fatto gol".

Ci può spiegare la scelta dall'inizio di Gorter?

"Io credo di non regalare niente a nessuno dal punto di vista delle scelte che faccio. Ha giocato perché meritava, dimostrandolo durante gli allenamenti nel quale si è applicato nel modo giusto, oltre per il fatto di avere le qualità di giocare in Serie A. Credo che lui è partito un pò timido, ma ha giocato in crescendo. Ci poteva stare, considerando la grande aggressività del Venezia. Poi è cresciuto alla distanza e ha segnato anche il gol. Si trovava in una posizione ambivalente rispetto a Coulibaly nel 4-3-3 di oggi. Ho giocato così piuttosto che con il 4-2-3-1 perché avevo bisogno di coprire più le ampiezze contro una squadra che giocava il 5-3-2. All'inizio non siamo usciti benissimo, soprattutto in mezzo al campo nelle pressioni, mentre nel secondo tempo, quando abbiamo aggiustato qualcosina, lo abbiamo fatto veramente bene. Il Venezia attaccava con tanti uomini e sapevamo che potevamo fargli male nelle ripartenze e in altre situazioni che si potevano venire a creare".

TVS - Nel primo tempo avete sofferto qualcosina sulla sinistra, mentre nella ripresa la sensazione è che il Venezia stesse perdendo di convinzione proprio perché avete trovato delle contromisure: quali sono stati gli accorgimenti che hanno cambiato la partita tra primo e secondo tempo?

"Piccoli particolari. Inizialmente, nelle scelte delle pressioni sbagliavamo nella palla libera. Dovevamo essere migliori nelle traiettorie. E' stato bravo, oltre Correia negli inserimenti, due-tre volte Yeboah, ma lo sapevamo che lui è bravo nello spazio tra le linee quando l'attaccante ci allungava. I nostri difensori facevano veramente fatica ad accorciarlo e dovevamo essere più bravi con i centrocampisti. Alla distanza non facevo più uscire l'uomo, ma facevo stare più vicini play e difensori. Questo ha dato sicuramente dei risultati ottimi. In altre partite la strategia di gioco può cambiare in maniera diversa".

Dal mercato le serve un tassello a centrocampo?

"Principalmente ci serve qualcosa in avanti, anche nella distribuzione dei cambi, per cambiare le partite e per mettere dei giocatori che facciano gol. Sto utilizzando anche N'Dri che vedete che sul gol è passato a destra per giocare la punizione in maniera differente e che ha dato i suoi frutti. I ragazzi però ci stanno mettendo grande applicazione e ardore ed è un aspetto positivo che ci tengo a sottolineare in positivo, sapendo che qualche rinforzo in mezzo, davanti e anche dietro ci può aiutare. Per esempio non abbiamo alternativa a Danilo Veiga e in mezzo al campo valuteremo, perché è entrato bene anche Maleh e di questo sono soddisfatto. Non facciamoci però ingannare da una partita, da una parte e anche dall'altra. Perché il Venezia, se non è costruito al 100%, lo è almeno al 90%, mentre noi siamo ancora indietro".