Atalanta-Venezia, PAGELLE: Yeboah volenteroso, Moreno in affanno

12.10.2026 21:20 di  Flavio Zane   vedi letture
Atalanta-Venezia, PAGELLE: Yeboah volenteroso, Moreno in affanno

Le pagelle del Venezia della sfida di Serie A contro l'Atalanta terminata con il risultato di 3-1 per i nerazzurri.

Stankovic 7 - Un paio di interventi nel primo tempo, in particolare sul tiro di De Ketelaere, evitano alla sua squadra un passivo peggiore, mentre nella ripresa quelli su Krtistovic e Kristensen permettono di rimanere in piedi nella speranza di un recupero del risultato, seppur difficile. Sui gol subiti non ha responsabilità evidenti, salvando pure sulla conclusione di Rowe in occasione del terzo gol poi ribadito in rete da Kristovic nella sua doppietta personale.

Halhal 5,5 - Sul risultato di 2-0, si perde De Keteleare ed è Stankovic a salvare lui e la squadra per un gol che sarebbe valso il 3-0 dopo appena dieci minuti. Poco dopo, un suo intervento di testa quasi sulla linea rimanda ancora la terza rete atalantina fino al suo goffo intervento sul tap-in del tiro di Rowe al 30', segnato da Kristovic. Comunque, in una difesa in estrema sofferenza è quello che appare meno spesso in difficoltà, evidentemente più a suo agio nel ruolo di braccetto di destra.

Juan Jesus 5 - Fatica enormemente a contenere Kristovic e, più in generale, a coordinare una difesa e una squadra costantemente in difficoltà nel seguire i movimenti dei giocatori dell'Atalanta. Emblematico è il secondo gol, con una difesa disposta in maniera quantomeno superifiale, ma anche sulla prima rete firmata da Kessie, tutto il reparto è troppo facilmente sorpreso dal rimpallo sfavorevole. Lasciato anche sin troppo spesso al duello uno contro uno, se la cava con esperienza, mettendo qualche pezza qua e là a intervallare altri momenti di evidente difficoltà.

Moreno 4,5 - Sul suo fronte di competenza, il trio Bellanova-Elmas-De Keatelare imperversano con sin troppa facilità. Bucato spesso e volentieri, l'argentino va in affanno anche in fase di primo palleggio anche quando l'Atalanta non esercita sempre un pressing particolarmente aggressivo. In particolare sul primo e sul terzo gol, le cui colpe vanno comunque suddivise al collettivo, ha responsabilità importanti. Nella ripresa, invece, è rinfrancato dalla crescita della squadra e una minor spinta continua avversaria, ma la maggior parte dei pericoli continuano a nascere proprio dalle sue parti e, più che un miglioramento personale, la prova migliore sembra più dovuta al cambio di rotta delle rispettive squadre nella partita (Schingtienne sv).

Hainaut 7 - Appare intimidito dall'asse avversario Zappacosta-Rowe, riuscendo a limitarli anche a tratti ma, allo stesso tempo, faticando a imbastire sortite sulla sua fascia. Con il gol su cross di Sagrado, pregievole per tempismo e precisione, prende notevolmente coraggio, diventando l'elemento più efficace della squadra per la capacità di rifornire suggerimenti ai compagni, in particolare con due cross precisi per Adams e Schingtienne non sfruttati a dovere.

Kike Perez 5  - Il caratterre non manca mai e la generosità neppure, però il centrocampista spagnolo per un tempo è forse anche sin troppo impreciso e frenetico per almeno 45' minuti, quelli del primo tempo, con errori anche senza pressing. A rendere molto negativa la sua prova sono in particolare gli errori sul primo e sul terzo gol e, se nel primo caso è anche sfortunato su un tentativo di recupero che invece scaturisce il rimpallo che permette all'Atalanta di iniziare l'azione, meno alibi ci sono per il passaggio corto a Sagrado, bruciato a sua volta da Bellanova che, anche questa volta, inizia la ripartenza. Errori costosi che non possono essere cancellati da una ripresa decisamente diversa per piglio e qualità delle giocate.

Sohm 5,5 - Entra in partita molto tardi, cominciando a distribuire palloni a risultato già ampiamente compromesso. Nel secondo tempo, con la crescita generale della squadra, il suo apporto sale molto, permettendo alla squadra di salire dalla propria trequarti con fluidità e verticalizzare in maniera pulita e precisa. Più che tecnico, il limite del calciatore anche nell'incontro appare più di carattere, condizionata molto dal momento della squadra e dalla partita più che da una spinta e da una leadership o da iniziative personali (87' Rrhamani sv).

Basic 5,5 - Tra i più continui della sua squadra in quella pulizia di passaggi e di giocate che permettono la costruzioni di buone trame offensive, così come di riuscire ad aggirare la prima pressione in costruzione. Anch'egli finisce un pò in apnea nella fase della partita dopo il doppio vantaggio dell'Atalanta, ma ne esce meglio, tentando oltre a qualche sortita in combinazione con i compagni, anche un paio di interessanti soluzioni personali (83' Helgason sv).

Correia sv - Giusto otto minuti, il tempo di osservare la sua squadra due gol senza avere particolari responsabilità prima di andare ko per un problema muscolare.

8' Sagrado 6 - L'entrata a freddo sembra costargli qualcosa e l'esterno impiega diverso tempo a tirare fuori la testa dalla morsa atalantina che è particolarmente preponderante sul suo versante. Poco alla volta però ne viene fuori, migliorando in movimenti e in giocate, fino a servire il traversone per il gol di Hainaut che vale l'1-3. Nella ripresa, la sua partecipazione alla costruzione offensiva non è continuo come quello dell'altra parte e, il lato sinistro, pare comunque l'anello più attaccabile per gli avversari, ma riesce comunque a creare qualche presupposto utile e conseguente grattacapo alla difesa atalantina.

Yeboah 6 - Nelle grandi difficoltà del primo tempo appare comunque l'elemento con maggiore qualità di palleggio che abbina a una generosità che lo porta ad abbassarsi per ricevere il pallone. Se nel primo tempo appare però comunque predicare abbastanza nel deserto, sfavorito probabilmente dalla paura della squadra ad accompagnare l'azione, la crescita generale della ripresa lo porta a diventare protagonista. Al 57' minuto solo la traversa gli nega la gioia del gol dopo una percussione rifinita con tempi perfetti, mentre al 64' appare incontenibile quando, con una serpentina personale, si libera di tutta la difesa avversaria, costringendo Carnesecchia a uscire e chiudergli la luce per il tiro in rete. Sfortunato dunque e, a volte, per la sua stessa generosità, ma la capacità di rimanere sempre in partita senza lasciarsi influenzare dal corso degli eventi purtroppo contrari è un segnale importante.

Adams 5,5 - Già nel primo tempo mostra una connessione migliore con i compagni seppur a corrente alternata, giocando discretamente di sponda e fornendo un paio di appoggi in fase finalizzativa. Cresce nella ripresa, trovando maggiore continuità con gli inserimenti delle mezzali e degli esterni, così come con Yeboah. In combinazione con quest'ultimo, segna un gol annullato per un fuorigioco non di molto e, pochi minuti dopo, da un suo velo, favorisce la galoppata del compagno fermato solo dalla traversa. Oltre alla rete annullata, va vicino due volte al gol buono da cross: sul primo, Kristen è provvidenziale, mentre sul secondo, poco prima dal suo cambio, non centra la porta da ottima posizione. Al di là del gol non mancato, è probabilmente la prestazione più incoraggiante del giocatore in campionato a livello di contributo nel gioco con la squadra (Lauberbach 83' sv).

All. Stroppa 5 - Un primo tempo disastroso sotto ogni punto di vista e una ripresa positiva per la reazione, il gioco e le occasioni create e i due legni colpiti, nonostante quest'ultime non manchino neppure agli avversari. Lo spartito è però tragicamente sempre lo stesso, con gli stessi pregi e difetti. Da una parte, un palleggio piacevole e anche ficcante, scarsa vena realizzativa a parte, ma anche una grande facilità per gli avversari di scavalcare la prima pressione avversaria, costringendo i propri a temerari e a volte incomprensibili duelli uno contro uno. Favorita propobabilmente dai risultati che non mancano, c'è poi un altro problema, quello della fragilità mentale al primo errore che, nel caso della partita con l'Atalanta, è il gol subito dopo quattro minuti, con dunque tutta una partita da giocare, ma che per la squadra è come un cazzotto fortissimo che tramortisce per lunghissimo tempo. Infine, è quantomeno insolito l'utilizzo così tardivo dei cambi, solo a dieci minuti dalla fine circa, contando anche i minuti di recupero, ma che anche in questo caso da la sensazione di una fiducia non così solida del tecnico per delle alternative da inserire all'interno di una partita giocata si bene in quella fase dai suoi interpreti, ma che inevitabilmente toglie qualcosina a livello di brillantezza.