Atalanta-Venezia 3-1, UP&DOWN degli arancioneroverdi
Sei partite e sei sconfitte. Non cambia il canovaccio al New Balance Stadium di Bergamo contro i padroni di casa dell'Atalanta, già avanti 2-0 dopo appena sette minuti di gioco con i gol di Kessie e Kristovic. Disattezione difensive ed errori a centrocampo nel palleggio proseguono con il passare dei minuti, permettendo ai nerazzurri di presentarsi più volte davanti a Stankovic, battendolo in tap-in ancora con Kristovic al 30' minuto. La reazione arancioneroverde inizia al 37' minuto con il gol di Hainaut su cross di Sagrado mentre, il vero e proprio miglioramento avviene nella ripresa, con una partita più equilibrata nel gioco e nelle occasioni, tra cui diverse nitide per il Venezia tra cui due legni che, però, ancora una volta non sono sfruttate sino in fondo.
UP
2) STANKOVIC
In una partita da notte sempre più fonda per gli arancioneroverdi, è una delle poche certezze che può ancora far ben sperare, almeno considerando quanto lungo sia ancora il cammino e le partite da giocare. Più ancora le parate, tante, almeno due decisive per tempo, è encomiabile la carica che cerca di dare imperterrito ai compagni, intervento dopo intervento, scuotendoli e incoraggianti.Sembra un'impresa ardua, ma alla fine ci riesce e, almeno a livello di prestazione, il secondo tempo è degno di essere considerato tale. Giorno per giorno, partita dopo partita lavora da leader carismatico oltre che tecnico.
1) HAINAUT
Non parte bene come praticamente tutti i suoi compagni, limitandosi a lungo anch'egli al "compitino". Il gol, il secondo in questa stagione, su assist di Sagrado è però sfruttato dalla squadra e soprattutto da lui, tra i migliori della ripresa. Fino all'ultimo secondo ci prova, non molla mai, e fornisce palle pulite per i compagni, su tutti i cross per Adams e soprattutto per Schingtienne, quest'ultimo liberissimo di colpire a rete di testa. Pensando alla contenstazione del finale partita sotto la curva dei tifosi, pare difficile accusarlo di qualcosa in particolare.
DOWN
3) JUAN JESUS
Molto più che con la Lazio quando, non considerando la dinamica dell'azione, a imputargli poteva al massimo essere il secondo gol, contro l'Atalanta l'esperto difensore ex Inter e Napoli affonda insieme al resto della squadra. Troppi gli errori e le fragilità complessive della retroguardia, in particolare sul fronte destro, e troppa la facilità avversaria di sorprendere e colpire. Che i compagni faticano ancora a seguirlo ne è prova su tutte il 2-0 da calcio d'angolo, con una marcatura generale rivedibile in più posizioni. Ciò non toglie che, in alcuni frangenti, mostra una capacità e un intelligenza tattica diversa, riuscendo a cavarsela più per meriti personali che di squadra e che, a mitigare il giudizio sulla sua prova, c'è un sistema di gioco che lo porta, come altri, al duello uno contro uno a campo aperto anche in fasi di partita che non lo farebbero presupporre. Alla fine, raggiunto in modo diverso, il risultato è lo stesso della precedente partita e, ancora una volta, deve guidare il gruppo a prendersi i fischi della curva.
2) KIKE PEREZ
Eccesso di generosità o di foga, ma anche il centrocampista spagnolo finisce nel calderone della negatività generale della squadra, almeno sotto il lato tecnico e, quindi, del palleggio. Forse una giornata storta, o meglio, un tempo storto che lo vede determinare spesso in negativo e soprattutto sul primo e terzo gol, tra un tocco di troppo che causa un rimpallo e l'azione del gol di Kessie e un passaggio troppo corto per Sagrado che è facilmente letto da Bellanova e dalla sua corsa che scatena per Rowe e, in tap-in, per Kristovic. Lo spogliatoio all'intervello lo rigenera e in campo pare scendere in campo il solito Kike, il leader tecnico dell Serie B e comunque tra i giocatori più affidabili anche del difficilissimo inizio di questa stagione, però ormai il danno è fatto e recuperare è come scalare una montagna.
1) MORENO
Insieme a Correia per pochi minuti e dopo con Sagrado, vive un incubo costante sin dai primissimi minuti, che lo portano velocemente a perdere di fiducia, inducendolo a una partita di totale cautela. Tuttavia, se l'esterno belga ha il merito di farsi scivolare via l'andamento del match e gradualmente entrare nello stesso, tanto da servire anche il cross per l'unico gol del Venezia della serata, per Moreno la musica è diversa e il giocatore rimane rigidamente bloccato in attesa delle potenziali transizioni avversarie che, appunto, avvengono. Trasuda insicurezza e questa si manifesta in interventi in ritardo, se va bene, o nemmeno quelli in altre situazioni. Nel complesso, una prestazione negativa dai connotati inspiegabile considerando le incoraggianti vibes che aveva fornito nelle prime apparizioni in arancioneroverde.


