È veramente la fine del 3-5-2?

18.09.2018 08:00 di  Davide Marchiol   vedi letture
È veramente la fine del 3-5-2?

Altro giro altra sconfitta. Siamo solo alla terza giornata di campionato, ma due debacle consecutive non sono mai piacevoli, specie se si considera che ora con un campionato a 19 squadre i margini d'errore si riducono. Dopo la vittoria alla prima contro lo Spezia, che aveva reso tutti un po' ottimisti, sono arrivate le cadute nel derby con il Padova e con il Benevento, al Penzo. Soprattutto quella contro i campani ha lasciato più di qualche domanda nell'aria. Un po' di pessimismo è riemerso, soprattutto tra i tifosi, visto che non tutti hanno digerito la rivoluzione tecnica e un mercato incentrato più sul trovare giovani promesse che giocatori affermati come qualcuno voleva. Normale che in un momento negativo la frangia degli scontenti prenda più forza, starà ora alla squadra ribaltare la situazione e far tornare l'entusiasmo dell'anno scorso.

Tutti i giocatori, almeno a parole, sono convinti che le qualità per fare una buona annata ci siano tutti, Dando per scontato che la squadra le qualità per rialzarsi le abbia tutte, dove si può andare a modificare qualcosa? La sensazione è che il 3-5-2 del tanto rimpianto Pippo non funzioni più così bene. Sia contro il Padova che contro il Benevento gli arancioneroverdi sono parsi più propositivi con schemi diversi e anche la difesa è parsa ritrovare la solidità improvvisamente smarrita solo una volta cambiate alcune posizioni. Problema di modulo dunque? Sicuramente non è l'unica motivazione, ma potrebbe essere una delle componenti del problema. Anche gli infortunii stanno pesando non poco, basti pensare all'assenza di Schiavone, in linea teorica il sostituto di Stulac, e di Litteri, il bomber di questa squadra. Proprio per questo forse bisogna iniziare a pensare a soluzioni diverse.

Contro il Benevento è stato fatto un grande secondo tempo ma, oltre alla maggior grinta messa in campo dai ragazzi, Vecchi ha anche fatto alcuni aggiustamenti importanti. Di Mariano posizionato dietro a una prima punta come Geijo e a un attaccante di movimento come Citro ha dato molta più vivacità all'attacco, che ha messo a segno entrambe le reti nei secondi 45 minuti. Ovviamente questo fa sì che ci si scopra un po' di più, ma la difesa è esperta e, con un trequartista, i due centrocampisti possono anche dar maggior aiuto alla retroguardia. Il gol di Tello d'altronde è arrivato da una disattenzione, non tanto da un problema tattico o da una giocata geniale degli avversari. Questo permetterebbe di dover aspettare con meno ansia il rientro di Schiavone e avere due punte con un Di Mariano così pimpante potrebbe rendere meno gravosa l'assenza di Littere. Sono ovviamente semplici ipotesi, ma Vecchi sta sicuramente pensando a soluzioni diversi, anche perchè la rosa è sì giovane, ma profonda e permette di mettere in pratica diverse idee. Contro il Lecce ci aspettiamo già un Venezia diverso, sicuramente nell'atteggiamento, vedremo nella tattica.