Genoa-Venezia 1-0, UP&DOWN degli arancioneroverdi

La rubrica dedicata agli Up&Down delle partite del Venezia: l'eurogol dell'ex arancioneroverde Ellertsson decide la partita di Marassi contro il Genoa
26.10.2026 08:00 di  Flavio Zane   vedi letture
Genoa-Venezia 1-0, UP&DOWN degli arancioneroverdi
© foto di Venezia Fc/S.Fornasini

Basta un gol di straordinaria bellezza firmato dall'ex Ellertsson a regalare al Genoa tre pesantissimi punti per la corsa salvezza. Il gol dell'islandese arriva al 25' minuto della sfida del Marassi, dopo che, appena due minuti prima, il Venezia aveva creato la prima palla pericolosa dell'incontro, fornita da Adams e conclusa da Yeboah troppo centralmente, favorendo la respinda di Bijlow. Invece, dopo il gol dell svantaggio, gli arancioneroverdi impegano diverso tempo a reagire e, anzi, sono ancora i rossoblù, padroni del gioco nel primo tempo, seppur piuttosto sterilmente, ad avvicinarsi al raddoppio con El Shaarawy che svirgola la conclusione in area di rigore su assist di Messias. Nella ripresa, avviene finalmente il cambio di passo sperato e gli arancioneroverdi prendono completamente il pallino del gioco. Non solo, non mancano le occasioni ma i vari Hainaut, Adams e Lauberbach non hanno mai la freddezza di sfruttare al meglio le occasioni prodotte e permettendo ai padroni di casa di difendere con le unghie e con i denti il minimo scarto fino al novantesimo inoltrato.

UP

NESSUNO

Ci sono diverse note positive in una partita che, ancora una volta, si è conclusa con un amara sconfitta. Infatti, se da una parte la truppa arancioneroverde ha dimostrato una certa discontinuità di rendimento all'interno della stessa partita, è anche vero che la punizione del gol è un eccessiva condanna per una squadra che, sul campo del Genoa, ha rischiato davvero pochissimo già a partire dal primo tempo, quello che ha visto praticamente la sola applicazione difensiva, eccezion fatta per l'occasione di Yeboah due minuti prima del gol subito. Un altra nota positiva è poi il fatto che, sebbene non ci sia stata un immediata reazione allo svantaggio, a differenza di altre volte non c'è stata la benché minima sensazione contraria, ovvero di una squadra pronta a sciogliersi ad ogni passaggio in area degli attaccanti avversari. Infine, la trasformazione della ripresa, senza perdere di equilibrio, costruendo alcune occasione gol non finalizzati.

Da qui, con ogni probabilità, l'aspetto più dolente e soprattutto più preoccupante: la sensazione che, prova dietro prova, questa squadra non abbia numeri realizzativi per essere fino in fondo competitivi a questi livelli. Da questo spettro, è difficile individuare un giocatore che più degli altri sia emerso per qualità o personalità in questa partita. Piace la crescita di Halhal, così come l'affidabilità di Juan Jesus; convince l'interpretazione al gioco di Kike Perez e incoraggiano gli sprazzi di qualità di Yeboah. In sostanza però, così come mancano al Venezia quei punti che, oltre a dare serenità e autostima, manca a livelli di singoli la brillantezza, conducendo gli arancioneroverdi a infilarsi spiacevolmente una spirale che invece di portarti a sgraffignare il risultato che serve, ti permette solo di sfiorarlo.

DOWN

1) SOHM

Un passo indietro rispetto a quelle che erano state le sue ultime apparizioni in maglia arancioneroverde. Con l'avvento di mister Nicola, si sarebbe potuto pensare che il ruolo in mediana calzasse perfettamente ale caratteristiche del calciatore svizzero, le cui appunto capacità di visione di gioco e rapidità di esecuizione a servire i compagni avevano fatto il bene del Parma due stagioni fa, attirando le attenzioni della Fiorentina e le speranze di rivalsa del Bologna ancor prima del Venezia. Con il Napoli,  la sensazione era parsa concretizzarsi, ma già precedentemente contro la Lazio, con mister Stroppa ancora alla guida tecnica, si era capito che lì effettivamente potesse fare quel salto di qualità necessario per lui e per la squadra. Salto di qualità che magari arriverà, ma che non si è visto mai contro il Genoa, in una partita importantissima per tantissime ragioni. Tanta imprecisione, poca velocità nelle giocate e la percezione di un atteggiamento nuovamente remissivo e passivo che non ha aiutato la squadra a trovare il modo di impedire il fraseggio avversario per tutta la prima frazione di gara. E se, nella ripresa, la musica è cambiata per la squadra a livello generale, questo non è successo con lui, con ancora nuovi errori e palloni strappati dagli avversari dai suoi piedi nella propria metà campo. Inoltre, una domanda: perché non ha calciato lui il pallone dal limite dell'area al 56' minuto?