Haynes: "Grande onore essere il Capitano, sono stato scelto per quel che sono, non per quello che posso diventare. Voglio far parte di qualcosa di grande"

31.08.2018 12:45 di  Davide Marchiol   vedi letture
Haynes: "Grande onore essere il Capitano, sono stato scelto per quel che sono, non per quello che posso diventare. Voglio far parte di qualcosa di grande"

Dopo essere stato designato come nuovo Capitano dell'Umana Reyer Venezia, Marquez Haynes ha parlato delle sue sensazioni al sito ufficiale del club: "È un grande onore essere stato scelto come Capitano, è bellissimo sapere che Club, coach e compagni hanno fiducia in me, darò tutto me stesso, come ho sempre fatto. Squadra, staff e società sono una cosa sola e io voglio continuare a fare del mio meglio, essere il miglior punto di riferimento possibile. Sono stato Capitano in passato, ma mai come professionista, anche se sono stato un leader in tanti Club in cui ho giocato, la Reyer è la squadra in cui ho giocato più anni in carriera e certamente c'è un grande legame con la Città dato che è il mio terzo anno qui. C'è un grande rapporto con i tifosi, con il Club. Questa è casa mia, amo stare qui ed è un grande onore essere il Capitano, come lo è aver trovato una nuova casa lontano dal Texas. Credo che la cosa più importante sia continuare ad essere quello che sono stati in questi due anni, come Capitano continuerò a guidare la squadra e migliorare come leader, so di dover continuare a crescere ed imparare sia come giocatore che come leader. Sfrutto ogni giorno per imparare ed essere migliore in ogni ambito, i miei compagni, coach Walter e Federico Casarin mi aiutano tanto e io cerco di aiutare loro, è un lavoro di gruppo e io farò ciò che mi verrà chiesto, sono a disposizione del team, credo che essere il Capitano significhi fare ciò che è necessario per il bene del gruppo. Nel corso della mia carriera ho imparato che nei momenti difficili l'unica cosa da fare è continuare a lavorare e restare positivi, è fondamentale continuare a lavorare. Studiare i video, sudare in palestra e correggere gli errori perchè di solito sono le piccole cose che fanno andare i risultati nella giusta direzione. Nei momenti difficili parlo ai miei compagni, ma anche e soprattutto a me stesso perchè alle volte è difficile restare sotto controllo, controllare le proprie emozioni, qualche volta devi semplicemente guardarti dentro per mantenere la calma. Essere un punto di riferimento per il gruppo e contribuire all'equilibrio dello spogliatoio credo siano le cose più importanti per un Capitano, lo spogliatoio è il cuore della squadra, in tanto vedono ciò che facciamo in campo, ma è ciò che succede nello spogliatoio che influenza il risultato del lavoro sul parquet. Il Capitano deve capire cosa sta succedendo nello spogliatoio e mandare il messaggio giusto al momento giusto. A volte basta una piccola cosa per cambiare la situazione, se un compagno di squadra sta affrontando un momento negativo o non sta giocando bene, talvolta dire la cosa giusta nel momento giusto può aiutarlo a migliorare o addirittura cambiargli la stagione. Il mio rapporto con Walter è molto profondo, nella mia carriera professionistica non ho mai condiviso così tanto tempo con un coach, lui fa un gran lavoro nel "capire" i giocatori, non solo su quello di cui hanno bisogno in campo, ma anche di cosa necessitano mentalmente. Mi ha aiutato ad essere efficace e fare la cosa giusta in tantissime situazioni, mi ha sempre compreso e mi ha fatto sentire "libero", credo che gli ultimi due anni siano stati i migliori della mia carriere, ho disputato buone stagioni da altre parti, ma qui sono sempre stato felice ed è per questo che ho sempre pensato di rimanere alla Reyer, Walter in tutto ciò ha un ruolo importante. Essere il Capitano, essere un'icona per i tifosi, questa è una parola grande, voglio solo continuare ad essere me stesso e fare ciò che ho sempre fatto, sono Capitano per ciò che sono, non per quello che potrei diventare. Tutti gli sportivi sognano di diventare un'icona, ma io non devo pensare a ciò, voglio solo continuare ad aiutare la mia squadra a vincere e magari appendere altri stendardi qui al Taliercio. Magari tra 15/20 anni mi guarderò indietro e mi renderò conto di aver fatto parte qualcosa di grande, per ora devo mantenre l'Umana Reyer tra i migliori club italiani".