Il sito del Venezia ricorda il ritorno in Serie A del 1939/40

06.09.2018 08:00 di  Davide Marchiol   vedi letture
Fonte: www.veneziafc.it
Il sito del Venezia ricorda il ritorno in Serie A del 1939/40
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© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com

In un periodo molto importante dal punto di vista storico, quello della seconda Guerra Mondiale, il Venezia ritrovò la Serie A dopo dodici anni. La stagione 1938/1939, infatti, si era conclusa con il secondo posto in Serie B, guadagnato all’ultima giornata nello spareggio contro l’Atalanta grazie al gol di Pernigo. Un incontro indimenticabile che completò la rimonta neroverde in una stagione partita sottotono e conclusasi al meglio. Dopo un inizio stentato, infatti, il Venezia centrò una serie di ottimi risultati che portarono la squadra a giocarsi tutto proprio a Bergamo contro i nerazzurri, che alla fine chiusero a pari punti ma che subirono la beffa a causa di una peggiore differenza reti.

Con la promozione ci si trovò di fronte alla necessità di ampliare la capienza dello stadio che ospitava le partite casalinghe, il Penzo. Si passò così dai diecimila posti agli oltre ventimila, con l’ampliamento delle tribune e delle curve.

L’annata sportiva iniziò come meglio non poteva. Arrivarono subito sei risultati utili consecutivi, tra cui la vittoria interna contro i futuri campioni dell’Inter (all’epoca denominata Ambrosiana), che portarono la squadra di mister Bepi Girani in vetta alla classifica, davanti a Genoa e Bologna. Era, quella, una squadra costruita con l’obiettivo di sorprendere e di conquistare la permanenza nella massima serie, con giocatori come Alberti, Corbelli e lo stesso Pernigo a formare la base da cui partire. Oltre a questi, vennero acquistati dal presidente Arnaldo Bennati delle certezze quali Busidoni, Di Gennaro e Stefanini, ognuno dei quali ebbe un ruolo primario nel proseguo della stagione. Ma la vera novità nella rosa dei leoni fu un giovane di belle speranze che si apprestava a debuttare nel calcio a grandi livelli. Dall’Alfa Romeo Milano, infatti, arrivò Valentino Mazzola, oggi ritenuto da molti uno dei più grandi giocatori italiani di tutti i tempi. Curioso il motivo per cui il futuro numero 10 del Grande Torino aveva firmato con la squadra milanese: la prospettiva di un lavoro stabile come meccanico nell’azienda automobilistica. Dalla firma con il Venezia in poi la carriera di Mazzola fu un crescendo fino a fare di lui il capitano di quel Torino ritenuta una delle squadre più complete di sempre.

Il primo anno di Valentino Mazzola con i neroverdi non lo vide giocare spesso titolare, ma gli servì più che altro per adattarsi a un torneo competitivo come la Serie A. A fine campionato, dunque, furono solo sei le sue apparizioni in campo, ma nonostante ciò riuscì comunque a trovare la prima rete con i leoni.

Durante la stagione i neroverdi si tolsero più di una soddisfazione, a cominciare dal successo al debutto casalingo contro l’Ambrosiana, sconfitta 2 a 1 davanti a diciottomila persone. Ancor più sorprendente fu poi il 2 a 0 con cui la squadra di Girani espugnò Roma all’ottava giornata, dando l’impressione di potersela giocare con tutti. Alla fine, la poca esperienza all’interno della rosa rallentò la corsa dei veneti, che dovettero ben presto abbandonare ogni speranza di gloria, accontentandosi della salvezza.

Quello del 1939/1940 fu comunque un campionato per lunghi tratti molto soddisfacente per i lagunari, che chiusero al decimo posto a 27 punti, riuscendo a conservare la Serie A e gettando le basi per quella che sarebbe stata la miglior stagione di sempre: l’annata 1941/42, culminata con il terzo posto finale e uno Scudetto sfiorato.