Ora c'è una montagna da scalare, ma il sogno resta più che vivo

08.06.2018 08:00 di  Davide Marchiol   vedi letture
Ora c'è una montagna da scalare, ma il sogno resta più che vivo

Contro il Palermo al Penzo un po' tutti speravamo in una vittoria per poter andare alla Favorita e giocarsela con due risultati a disposizione su tre. Era molto difficile però che i rosanero sbagliassero la partita come successo poche settimane fa in campionato, quando ne presero addirittura tre. C'era un'altra situazione psicologica, che Stellone ha sistemato e si è visto in campo. La rosa siciliana poi è incredibile per la Serie B. Il mister ex Frosinone si è infatti potuto permettere un ampio turn over, lasciando comunque in campo un tasso tecnico molto importante. La scelta molto probabilmente è stata fatta per tenere freschi alcuni pezzi da novanta, evitandogli il caldo umido di Venezia. C'è da dire che Coronado, uno dei famigerati pezzi dell'artiglieria pesante, si è mangiato il gol vittoria, che poteva mettere un masso sopra le speranze di passaggio del turno della squadra di Inzaghi.

 Ecco, venendo al Venezia. Mister Inzaghi, al ritorno in panchina, di cambi ne ha fatti solo due, Marsura per Geijo e Del Grosso per Garofalo, lasciando quindi praticamente invariata la squadra che aveva battuto il Perugia. Arma a doppio taglio perchè da un lato hanno giocato calciatori ancora in palla dopo il successo sugli umbri, dall'altro la stanchezza per le due partite in pochissimi giorni si è fatta sentire eccome. Proprio a quello si può attribuire l'incursione quasi indisturbata di La Gumina che ha portato al vantaggio palermitano. Così come la freschezza di Marsua, unita al tasso tecnico di Litteri, ha permesso di trovare il pareggio.

Purtroppo proprio sulla freschezza potrebbero giocarsi le chance di arrivare i finale. Il limite del Venezia sta nel fatto di avere delle scelte quasi obbligate, tranne che in pochi ruoli, mentre il Palermo ha un arsenale che permette a Stellone di giocare con qualsiasi modulo, schema o giocatore senza andare a perdere in campo chissà chè. Al Barbera dunque servirà soprattutto l'entusiasmo per trovare energie insperate e riuscire a tenere lo stesso ritmo dei siciliani. A parità di intensità, il Venezia ha dimostrato di potersela giocare alla parti e, anzi, di avere forse qualcosa in più. Se gli arancioneroverdi vedranno quello del Barbera come un tratto ripidissimo della salita, tirando fuori tutta l'adrenalina che hanno in corpo, allora la vittoria (obbligata) che serve potrebbe anche arrivare. È un sogno e, come tutti i sogni, serve uno sforzo maggiore rispetto agli altri per riuscire a raggiungerlo.