Perdere il derby è da ustione, ma non perdiamo la bussola e riprendiamo la marcia

04.09.2018 08:00 di  Davide Marchiol   vedi letture
Perdere il derby è da ustione, ma non perdiamo la bussola e riprendiamo la marcia

Dopo la vittoria sullo Spezia, tutto il popolo veneziano era carico per il primo derby della stagione. Dopo la scontro in Serie C, è tornata l'eterna sfida tra Venezia e Padova... che purtroppo ha detto male al Venezia. Quanto di positivo fatto contro gli spezzini non si cancella, certo è che un piccolo passo indietro è passo esserci. I biancoscudati, sulla carta, hanno giocatori meno qualitativi dei liguri, eppure hanno messo in mostra una partita molto ordinata, aspettando gli arancioneroverdi (ormai tutti sanno che la tattica lagunare prevede soprattutto una difesa accesa) e diventando per pochi minuti inarrestabili Clemenza. Un tempo irrisorio rispetto alla totalità della partita, sia chiaro, ma abbastanza da sfiorare la rete più volte e trovarla con Ravanelli che, no, non è parente di Fabrizio e fa anche tutt'altro ruolo. Insomma un Padova non trascendentale e che ha fatto il suo, puntando sul fattore casa e su un cannovaccio tattico che sembra già consolidato.

E il Venezia? Parlavamo di un passo indietro, ci arriveremo. Supportati da quasi 700 tifosi (il pubblico ha risposto alla grande allo sfogo del presidente, ora vedremo nelle prossime partite) ci si aspettava dei Leoni non arrembanti, ma di certo almeno in grando di imbastire azioni pericolose per gli avversari. La prima mezz'ora è stata buona, è vero, ma la produzione è stata pochissima, così come il gioco nella metà campo avversaria. Di Mariano allargato sembra perdere di efficacia, così come Citro sembra ancora doversi immergere nella nuova realtà. L'ex Frosinone la voglia ce la mette, ma non sa mai dove andare per rendersi effettivamente utile. Tutto poi a discapito di Vrioni, che deve giocare in velocità per diventare pericoloso, non ha la fisicità di Zigoni, Geijo o Litteri per supportare da solo la fase offensiva. Impalpabile Pinato, uno dei pilastri dell'anno scorso, che è parso stranamente disorientato per almeno 50 minuti.

Tutto questo potrebbe anche non influire, perchè l'anno scorso il Venezia non ha stupito per la sua artiglieria pesante, ma piuttosto per la sua capacità di erigere una diga impossibile da oltrepassare. Il passo indietro nasce quando, nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo, la squadra sembra quasi restare stupita dal cambio di passo di Clemenza, che inizia ad innescare i suoi compagni, conquistando piazzati dove i Leoni sono stranamente poco reattivi, proprio su una punizione è arrivato il gol sconfitta. Una distrazione che può capitare, certo, ma è strano che per "addirittura" 15 minuti sia venuto meno uno dei fondamentali migliori degli arancioneroverdi. La reazione poi c'è stata, ma un po' frenetica, d'altronde senza così tanti elementi a disposizione era anche difficile immaginarsi una risposta ben organizzata e orchestrata. Segnali positivi da Falzerano, che ha rimesso in mostra il suo repertorio.

Ora però non bisogna entrare nel panico, siamo appena alla seconda giornata di campionato, è arrivata una vittoria insieme a una sconfitta. Vecchi deve ancora sistemare qualcosa in difesa, perchè il calo è stato strano, mentre in avanti deve aspettare qualche rientro. Marsura per esempio è abile e arruolabile, ma è chiaro che sia completamente fuori forma e nei pochi minuti giocatori lo ha dimostrato. La pausa per le Nazionali arriva proposito. Mettiamoci alle spalle questo 1-0, recuperiamo alcuni elementi e riempiamo il Penzo per la sfida con il Benevento, altro test ad alta quota.