Poggi: "Suzhou nuovo focus del nostro lavoro, ma non trascuriamo l'Academy di Miami e i fronti che rigurdano Australia e sud est asiatico"
Paolo Poggi, responsabile dei progetti internazionali del club, è stato protagonista di recente per due settimane a Suzhou in Cina, questo il suo commento a La Nuova Venezia: "Un periodo molto utile perché abbiamo per la prima volta, nella stessa trasferta, portato in Cina due modelli diversi della nostra offerta, una parte tecnica destinata ai ragazzi e una formativa per gli allenatori, che poi a Suzhou sono stati gli stessi insegnanti di educazione fisica nelle scuole, che poi hanno un ruolo di allenatore nelle squadre dei vari istituti. Ci siamo potuti valutare per renderci conto del prodotto che esportiamo".
Mattia Collauto, quindi Alessio Chiarin e Jacopo Zennaro, hanno avuto sotto osservazione 80 ragazzi. Nella seconda settimana sono stati 36 gli insegnanti a “scuola” di calcio con il Venezia: "Siamo stati osservati a nostra volta da dirigenti delle scuole cinesi, perché, per loro, è stato un investimento. L’attività riscuote interesse ovunque fuori Europa, e l’Asia in generale è il mercato più importante perché nel 90 per cento di quei Paesi non c’è la stessa cultura calcistica che c’è da noi".
La prima Academy vera e propria è pero nata a Miami: "Queste perché loro vogliono alta qualità a livello tecnico. Hanno allenatori discreti, mentre in Cina, Thailandia o Vietnam sono più interessati alla metodologia di lavoro e formazione dei tecnici, devono creare un movimento che parte da molto in basso. L’ambito dei progetti legati, invece, ai supporter club attecchisce dove la comunità italiana o veneta è più importante. Ne abbiamo due in Cina, uno in Giappone, Canada, Perù e Argentina, e vedremo in quali altri Paesi indirizzarci".
Anche il brand legato al Venezia non sarà trascurato: "Sappiamo che non sarà immediato perché il nostro brand in questo momento non può essere paragonato a quelli di Inter o Manchester United, ma il nostro è un lavoro di prospettiva anche per allargare la base di tifosi nel mondo. Suzhou, che è gemellata da 38 anni con Venezia, ha 11 milioni di abitanti, e nelle due settimane trascorse lì abbiamo avuto vari passaggi in telegiornali, giornali, radio e siti web. Quello che noi vendiamo a livello commerciale parte sempre da una primaria offerta tecnica".
Al lavoro anche sul fronte australiano: "Vorrei rimarcare una cosa però, quando ci sono queste missioni estere non si muovono intermediari, ma siamo noi stessi dirigenti a prendere contatto con le varie realtà e a tenere i corsi. Una garanzia di qualità. Poi, a Suzhou, siamo anche in ballo per una eventuale amichevole che possa inaugurare il loro nuovo stadio in costruzione. Tra settembre e ottobre saremo quasi certamente in Corea del Sud, Thailandia e Vietnam. A fine anno negli Stati Uniti per verificare il lavoro dell’Academy di Miami, e sempre a ottobre pianificheremo le attività del prossimo anno sempre a Suzhou in Cina".


