Questa è una brutta sconfitta
Doveva essere la partita del rilancio, invece è stata la sfida dove sono state cancellate altre certezze su questo Venezia. La partita è stata decisamente poco spettacolare e, dall'altro lato, non si è visto un Lecce partircolarmente vispo, ma l'incapacità di produrre azioni da gol pericolose, unita poi alle amnesie difensive degli ultimi venti minuti, ha fatto suonare un campanello d'allarme rumorosissimo in casa arancioneroverde. Il primo tempo è stato abbastanza anonimo, si è registrato infatti il tiro al volo del solo Bruscagin, mentre dall'altro lato l'arbitro Baroni ha "graziato" i Leoni considerando fallo una spinta molto leggera di Scavone su Andelkovic, altrimenti degli arancioneroverdi abulici si sarebbero trovati sotto già nel primo tempo.
Fortunatamente però si è andati all'intervallo sullo 0-0 e, come successo contro il Benevento, negli spogliatoi qualcosa è cambiato. Verrebbe da chiedersi: perchè servono 45 minuti quasi vuoti per affinchè la squadra si ridesti? Questa è una delle tante domande nate dopo la trasferta al Via del Mare, visto che anche contro i campani e contro il Padova il Venezia si è espresso meglio nei secondi quarantacinque minuti. Sta di fatto che i Leoni, pur subendo un Lecce che in avanti ha nomi importanti, nella ripresa ha finalmente messo in campo qualcosa, fallendo una chance da gol clamorosa con Geijo (ancora molto impreciso) e trovando una rete del vantaggio che sapeva di liberazione grazie al solito asse Falzerano-Di Mariano. Trovato il bandolo della matassa? A giudicare dai minuti successivi, assolutamente no.
Gli arancioneroverdi infatti si schiacciano, il che è prevedibile visto che un po' di paura di vincere dopo due sconfitte può esserci, ma a questo si uniscono delle amnesie mai viste da parte di quello che era considerato il reparto migliore del Venezia, ovvero la difesa. Prima Pettinari mette in mostra le insicurezze di un Lezzerini che forse sta pagando il momento negativo, visto che la sua respinta è cortissima e solo un Andelkovic fulmineo evita il più facile dei tap in. Poi il crollo, prima la retroguardia non legge un filtrante di Falco che, per quanto bello, non era impossibile da intuire, almeno da uno tra Modolo e Andelkovic, che invece sono rimasti pietrificati. Poi nel finale viene fatta la frittata, con un rinvio sbagliato, una marcatura tardiva su Tabanelli che serve a Palombi la palla della vittoria. Amnesie difensive e due sole palle gol create contro una squadra che traballava soprattutto dietro (6 i gol presi dal Lecce in 3 partite). Così proprio non ci siamo, serve sicuramente non disunirsi, ma Vecchi dovrà cambiare qualcosa, perchè questo Venezia subisce tanto e produce poco, sappiamo che così non si va troppo lontani. Speriamo che, come dicono tutti i giocatori, il tempo sia galantuomo. Ora arriva il Livorno, squadra che ha racimolato solo 1 punto, una sfida che assume già i contorni di sfida crocevia per il futuro del campionato.


