Soligo in dirigenza con Poggi e Collauto: "Sarà un uomo società", l'ex capitano: "Voglio essere una risorsa per il club"

10.08.2018 14:37 di  Davide Marchiol   vedi letture
Soligo in dirigenza con Poggi e Collauto: "Sarà un uomo società", l'ex capitano: "Voglio essere una risorsa per il club"

La storia di Evans Soligo con il Venezia continua. Il capitano ha appeso le scarpe al chiodo, ma la società ha voluto fortemente tenerlo nel proprio organigramma. Sarà "uomo società", in attesa che Evans capisca quale settore gli permetterà di sviluppare al meglio le sue capacità.

Paolo Poggi fa gli onori di casa, introducendo l'ingresso di Soligo nell'organigramma del settore giovanile: "I discorsi sul suo futuro sono iniziati già l'anno scorso, quando non doveva pensare alla partita abbiamo parlato delle possibili opzioni per il suo ruolo dopo il ritiro, che non è mai un passaggio semplice, ma Evans ha fatto capire subito che c'era la volontà di iniziare un percorso diverso e noi siamo una società che punta sepre ad allargare i propri punti di vista. Aumenta ulteriormente la qualità del prodotto che distribuiamo. Oltre che essere una persona seria e una bella presenza ha rappresentato la storia della società, quindi il fatto che sia ancora con noi è un ulteriore sintomo della serietà del nostro progetto. Il progetto che portiamo io e Mattia Collauto parte sempre da una base tecnica, poi c'è anche altro, ma si parte sempre sulla tecnica e sul settore giovanile, a questo si collega Evans, - spiega Poggi - che aumenterà il bagaglio di conoscenze del settore giovanile e poi sarà con me per imparare e costruirsi il suo spazio, dando la possibilità alla società di muoversi su più fronti. Per me è un vantaggio, perchè mi toglierà alcune mansioni, e alla società permetterà di avere più opzioni. Sono contento che si sia messo subito nella mentalità di venire da subito in ufficio quotidianamente, cosa che conferma ulteriormente la sua professionalità, gli do quindi il benvenuto nel mio dipartimento".

Mattia Collauto, responsabile del settore giovanile, spiega la scelta: "Sappiamo quanto Evans sia stato importante per il nostro club, lo considero una persona dagli alti contenuti morali, parliamo molto tempo di cosa andare a fare, credo che alla base di tutto in una società di calcio ci dev'essere la conoscenza, della filosofia e della metodologia del club. Soligo farà parte dello staff della Primavera, sarà a disposizione di Marangon, la squadra principale del settore giovanile in modo che capisca subito quali siano i nostri obiettivi a livello giovanili e in modo che si formi un bagaglio di un certo tipo. Partiamo da una base solida, Evans lo conosciamo già bene. Io e Paolo cercheremo di essere d'aiuto, ma penso che anche lui ci farà crescere".

Parola ora a Soligo, che parla della sua decisione di ritirarsi dal calcio giocato, passando a un ruolo dietro a una scrivania: "Ringrazio il presidente, che purtroppo non ho ancora visto, e il direttore sportivo, che mi danno la possibilità di essere qui oggi con due persone che mi hanno dato tanto sul campo e fuori. Marangon mi aiuterà a crescere sulla nuova strada, come diceva Paolo farò sia lavoro di campo che all'estero, due strade complementari. Cimentarmi su entrambe mi permetterà di capire quale delle due aree sia a me più congeniale. Mi ha dato tranquillità sapere che, quando stavo decidendo di smettere, la società mi volesse ancora in un altro ambito, mi ha facilitato la scelta, perchè così non ho dovuto smettere chiedendomi cosa fare del mio futuro".

Vedremo Soligo ancora in divisa tecnica: "Sì sarò con i ragazzi in allenamento, così per me sarà uno stacco graduale. Farò alla fine quello che ho sempre fatto, correrò meno, ma darò dritte e consigli ai ragazzi come faccio di solito. Sarò una spalla, perchè lavorerò con Paolo e con Marangon, quindi indirettamente con Mattia. Non parto da zero, ho un'infarinatura della cosa, poi farò esperienza". Collauto: "Lo chiamerei uomo società, perchè una società è fatta soprattutto da persone". Poggi: "Gli manca ancora esperienza in alcune mansioni, ma può dare già tanto da questa stagione, per noi è una comodità averlo, poi è giusto che sia lui decidere dove si troverà al meglio".

Darà una mano anche nella scelta dei luoghi in cui portare il marchio Venezia: "Sì mi darà una mano a scegliere dove portare il progetto Venezia - spiega Poggi - e come portare la storia di questo club agli interessati. Dopo l'avventura in Cina sono stati imbastiti altri progetti, è un'attività che dura da due anni, quello che colpisce sempre è la qualità del nostro lavoro, muoversi con Mattia è un grande lavoro aggiunto. I nostri prossimi viaggi sono i paesi del sud est asiatico".

Ora il settore giovanile del Venezia può contare su tre dirigenti del posto: "Questa è una conseguenza, non è scritto da nessuna parte che un giocatore che ha giocato con il Venezia poi resti qua, però coloro che hanno avuto una certa storia con la società penso entrino in dirigenza di conseguenza, la cosa più importante per noi è che il Venezia faccia il Venezia sempre. Sapete bene che nell'ultimo periodo abbiamo avuto delle grosse difficoltà, ma credo che ora ci sia una grande volontà di ricostruire ed è stato fatto un grande lavoro, ora fortunatamente la ruota ha girato".

C'è grande orgoglio per il lavoro svolto: "C'è la forza della venezianità, con una mentalità opposta rispetto alle altre squadre italiane. Solo i top club fanno quello che facciamo noi, con modalità diverse. Il vantaggio è che se ti chiedono di Venezia noi tre sappiamo raccontarla, anche solo una banalità sul come arrivare allo stadio, noi sappiamo dirlo, quindi capiscono quanto ci teniamo al progetto".