Un 4-3-3 con tanti spunti interessanti, Falzerano in avanti arma temibile, ma ora in attacco sono in tantissimi

23.10.2018 17:30 di  Davide Marchiol   vedi letture
Un 4-3-3 con tanti spunti interessanti, Falzerano in avanti arma temibile, ma ora in attacco sono in tantissimi

Sotto un nubifragio che ha reso il Penzo quasi impraticabile sia per giocatori che per gli spettatori, il Venezia di Zenga è riuscito comunque a esprimere un buon gioco, nonostante il vantaggio del Verona sia arrivato quasi subito. Mettere in campo certi concetti nonostante si giochi quasi a pallanuoto è una dimostrazione ulteriore di come almeno la mentalità sia cambiata con l'arrivo del nuovo allenatore, che ha portato anche delle novità tecnico-tattiche interessanti da analizzare. Il modulo di partenza infatti è stato il 4-3-3 come preannunciato e l'interpretazione che i singoli hanno dato allo schema è stata già discreta, con dei movimenti da analizzare in tutti i reparti.

Partendo dalla difesa, Bruscagin e Modolo sono stati recuperati in tempi rapidi dai rispettivi infortunii e gettati nella mischia con il nuovo modulo, facendo la loro prestazione senza lode, ma, soprattutto, senza infamia, cosa importante visto che davanti avevano un tridente praticamente da Serie A. Interessante è stata l'interpretazione del ruolo da parte di Garofalo, che affondava comunque spesso fino a fondo campo facendo passare, in fase di possesso palla, la difesa a 3 dietro. Servirà tanta abnegazione affinchè Agostino, dall'età non più verdissima, tenga sempre alti ritmi, ma la voglia di avere una squadra votata molto all'attacco è chiara.

Da qui anche la scelta din un centrocampo che puntasse più alla solidità che agli inserimenti e gli scatti in avanti. Infatti, contro ogni pronostico, abbiamo visto in campo contemporaneamente Schiavone e Bentivoglio, sulla carta uno la riserva dell'altro, ma evidentemente per Zenga, giustamente la carta resta tale. L'ex Cesena ha fatto da play, mentre l'ex Chievo da mezzala, il giocatore di sicuro affidamento a cui dare la palla in transizione offensiva. Entrambi hanno impegnato il portiere da fuori e smistato palloni importanti. Bene anche Segre, anche se quel gol mangiato a tu per tu con Silvestri grida vendetta.

La cosa più interessante forse è stata però vedere Falzerano avanzato come ala pura, per affiancare Litteri e Di Mariano. Marcello era sempre stato positivo, anche durante l'era Vecchi e anche facendo la mezzala. Contro il Verona, messo più avanzato, ha fatto ancora più male alla difesa avversaria, creando spesso scompiglio con i suoi movimenti a rientrare. Il giocatore stesso nel post partita ha rilasciato dichiarazioni entusiaste sul nuovo corso "Zenga mi ha fatto tornare la voglia di allenare". L'unico problema in tutta questa positività potrebbe essere dato dal fatto che, spostando Falzerano, le scelte in mezzo si riducono all'osso (oltre i tre scesi in campo restano Pinato, infortunato, e Suciu), mentre davanti c'è un evidente sovraffollamento. Restano fuori Citro, Zigoni, Geijo, Marsura, Vrioni e Fabiano. Tanti. Il mister ha detto di voler ruotare tanto i giocatori, facendo l'esempio del basket, pur ammettendo che lì sì gioca in 5. Ci vorrà molta abilità però per far sì che non si creino scontenti nel caso in cui si decida che Falzerano vada inserito tra gli attaccanti. Teniamoci stretto quanto di positivo visto e ora attendiamo altri segnali di crescita da parte del gruppo agli ordini dell'Uomo Ragno, che ha tanto da lavorare per gestire una squadra presa in corsa.