Venezia, Nicola: "Ho fiducia in Yeboah. Correia è recuperato"

05.11.2026 15:49 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia, Nicola: "Ho fiducia in Yeboah. Correia è recuperato"

Alla vigilia della partita di Serie A contro l'Udinese, ha parlato l'allenatore del Venezia, Davide Nicola. Di seguito le sue risposte alle domande dei giornalisti.

Domani c'è una partita molto importante, di quelle che non si possono sbagliare. A proposito di questo, recentemente il direttore Antonelli ha detto che contro l'Udinese si aspetta un Venezia arrembante: per lei che squadra vedremo? Come ha preparato la partita contro un avversario che ha cambiato all'allenatore, un ex da queste parti (Paolo Zanetti ndr)?

"Venezia è una piazza ambita e, quindi, di ex ne arriveranno diversi e tutti molto importanti. Non mi concentro su questo, ma su una partita che ci vede ad affrontare un avversario sicuramente ha cambiato guida tecnica e che potrà avere nuovi stimoli. Noi, però, ci concentriamo su quello che noi dobbiamo fare e su quello che vogliamo fare. Credo che le prestazioni del Venezia siano dimostrabili, anche l'ultima che abbiamo fatto perché siamo comunque riusciti a essere competitivi contro una signora squadra, così come le altre precedenti. Ora è il momento di continuare, perché noi abbiamo solo la voglia di farlo, affrontando l'avversario con il nostro modo di stare in campo, con i nostri equilibri e la voglia di aumentare, di partita in partita, il coraggio di fare sempre meglio certe cose".

Che avversario si aspetta in questo specifico momento?

"L'Udinese è un avversario da trent'anni consecutivi in questa categoria e che in questo momento arriva in lotta per il nostro stesso obiettivo. E' chiaramente un mondo strutturato e una squadra molto fisica e con qualità. Come dico sempre, per noi non ci saranno partite più o meno abbordabili, ma ci saranno avversari che ci porranno davanti delle difficoltà diverse, ognuno per la propria qualità. Allo stesso modo, il Venezia si proporrà contro questi avversari cercando di capire come poter creare problemi, mantenendo l'equilibrio per limitarli. Quindi, il discorso del coraggio è legato all'interpretazione del gioco perché non esistono altezze di campo dove tu non debba o non possa essere coraggioso. Esiste un'altezza di campo che ti può vedere più basso dentro la tua area o ti può vedere nell'area avversaria, ma in entrambe le fasi devi curare sempre le fasi principali: la lettura del gioco e, mentre stai attaccando, l'occupazione del campo perché, se gli altri recuperano la palla, loro faranno la stessa cosa con te. Quindi, grande concentrazione, continuare a lavorare su quello che stiamo facendo e grande dedizione e fiducia, perché le prestazioni e la continuità di prestazioni sono l'arma migliore per poterci permettere una continuità di risultati".

La partita di ieri del Como in Champions League rivaluta ulteriormente la vostra prestazione contro di loro, oltretutto dove siete stati penalizzati da un episodio in particolare? A proposito di questo, hai dovuto lavorare un pò sulla testa dei tuoi giocatori per cancellare questa ingiustizia che ha influito il risultato?

"La nostra comunicazione all'interno del gruppo è molto semplice da questo punto di vista: noi certi aspetti non li possiamo controllare e non perdiamo tempo a farlo. E' compito di altri analizzare certe cose, mentre noi dobbiamo produrre quel tipo di lavoro e di comunicazione e di immagine che ci permetta di farci migliorare ulteriormente. Poi, la squadra ha avuto da subito la consapevolezza di aver fatto un ottima partita, perché sapevamo chi incontravamo e, allo stesso tempo, la loro partita di ieri dimostra quanto di buono abbiamo fatto. Però, noi ci siamo anche occupati nel vedere cosa potevamo fare meglio in quella partita, perché questo fa una squadra, un allenatore o comunque un gruppo che vuole crescere. Adesso, secondo me, c'è da continuare l'interpretazione di certe cose e, a mano a mano che andiamo avanti, di inserire nuove cose. In questi tre giorni abbiamo lavorato su alcune cose che mi piacerebbe inserire e sul consapevolizzare che, quello che abbiamo già fatto, lo possiamo svolgere in maniera ancora più fluida e convinta. Quindi, proseguiamo su questa strada".

Se fosse stato confermato il rigore con il Como, lo avrebbe calciato Hainaut?

"No, noi abbiamo chi ha questo tipo di compito. Poi, in base a chi gioca, decidiamo".

TVS - La tua squadra ha trovato equilibrio e solidità dietro: davanti può fare qualcosa di più nonostante le trame importanti che ci sono qua?

"Sì ma, come dicevo prima, gioco forza noi siamo partiti da una fase e bisognava valutare la possibilità di essere efficaci senza dover magari recuperare passivi importanti. Quindi, io credo ciecamente nella capacità di sapersi difendere, non solo restando dietro la linea della palla, ma muovendosi in maniera corale e riuscendo a reggere dove e con chi è possibile pressare, portando proprio un pressing e non soltanto una semplice pressione. La squadra sta dimostrando che c'è un'attenzione maniacale in questo, ma poi, ovviamente, ci sono anche le qualità degli avversari. Allo stesso tempo, in queste quattro partite abbiamo avuto quello che vorremmo poter proporre, ovvero la capacità di poterci difendere e attaccare nel minor tempo possibile. Però, gli avversari che incontri hanno tutti una loro strategia di gioco e vedremo domani che strategia adotteranno domani. Noi siamo consapevoli e convinti di poter fare meglio molte altre cose, ma ci arriveremmo facendole periodicamente e quotidianamente".

Che tipo di partenza ti aspetti dall'avversario di domani?

"Mi aspetto che la nostra gente ci dia una grande mano come abitualmente fa. Quindi, domani potenzieremo tutti le corde vocali e l'impegno in campo. Questo è indubbio perché per noi ogni partita è importante e ti da la possibilità di poter aver quella continuità di risultati, che è quello che alla fine ci interessa davvero. Per farlo, dobbiamo giocare in maniera molto determinata ed equilibrata, leggendo i momenti nel quale il gioco prende più velocità e quelli nel quale prepararsi con più attenzione e pazienza per trovare gli spazi giusti per attaccare successivamente. Quindi, io mi aspetto dagli avversari, indipendentemente da chi incontro, le stesse prerogative. Poi, ripeto, ci sono avversari che arrivano e adottano una strategia più prudente e che magari cambia dopo quindici minuti... noi dobbiamo prepararci in tutte le fasi di gioco e in tutti i momenti della partita".

TVS - Nel post match della partita precedente, ha spiegato i due compiti principali che chiede alla squadra: l'efficacia difensiva senza rinunciare a proporsi. Il Como non ha avuto molte occasioni per poter segnare e vi siete mantenuti in partita con il risultato sul 1-0 fino alla fine, però con la sensazione che sia mancato qualcosa per tentare di pareggiare: è stata una scelta quella di mantenere un equilibrio o anche lei avrebbe voluto qualcosa in più dalla sua squadra?

"Io credo bisogna fare i giusti confronti, come per altro state facendo. Nel senso che trovare il modo di utilizzare un'altra strategia di gioco a partita in corso significa aver già raggiunto determinati equilibri e convinzioni. Io credo che il nostro processo di crescita, in questo momento, sia il fatto di percepirci come un blocco squadra che riesce a unirsi e muoversi insieme in entrambe le fasi. Ci sono state partite come a Genova, dove il secondo tempo è stato espressamente di marca del Venezia, con numeri come quello del possesso palla al 80% e la capacità di creare più situazioni di gioco, però, secondo me, noi dobbiamo lavorare sulla convinzione che da ogni azione difensiva ne corrisponde una d'attacco e viceversa. Quindi, quell'interpretazione e quel passaggio lì lo dobbiamo imparare a gestire e leggere meglio, rendendolo più qualitativo. Può darsi che, in questo momento, il passaggio chiave non lo facciamo con i tempi giusti o al momento giusto e, lavorando su questi aspetti e principi, arriverai a farlo. Però, devi arrivarci a farlo senza pensarci troppo perché, se ci pensi, un pelino ritardi e, paradossalmente, qualcosa perdi. Io sono convinto che questa squadra debba continuare ad esprimersi come sta facendo, aumentando il tipo di coraggio da passare da una fase all'altra, ovvero difendendosi per il minor tempo possibile, se arriveremo ad avere questa bravura e a cui credo ci arriveremo, per poi poter preparare e riconoscere la qualità della preparazione e se debba essere con o con meno passaggi più ragionati e di controllo del gioco e, quindi, con un periodo dello stesso che possa essere più lungo. A queste cose qua ci arriveremo, ma bisogna farle e, soprattutto, bisogna farlo misurandoci con altre realtà. Poi, in tutto questo, non bisogna mai dimenticare che la nostra priorità è quella di essere comunque efficaci e, quindi, di poter far punti".

TVS - Nelle ultime due partite, Yeboah è entrato dalla panchina e spesso è andato molto vicino a incidere a livello di gol e assist, però poi forse è mancato sempre alla fine qualcosa, forse anche un pizzico di fortuna: come lo vede in questo periodo? Come sta lavorando e cosa gli chiede nello specifico?

"A John, come a tutti gli altri attaccanti in base alle loro caratteristiche, chiedo fondamentalmente la capacità di saper coordinarsi e cooperare con un attaccante di riferimento che ha caratteristiche diverse rispetto alle sue. Inoltre, gli chiedo che sfrutti le sue capacità e che abbia la capacità di smarcarsi tra le linee e che possa leggere il momento nel quale sovraccaricare uno spazio piuttosto che un altro, oltre che la capacità di essere anche lui protagonista in termini di assist, perché è un giocatore che ha anche quel tipo di servizio. Io sono molto contento di lui come degli altri e non ragiono in termini di giocare a cui manca qualcosa. Credo semplicemente che loro stiano facendo un percorso di adattamento cper arrivare ad esprimere n questa categoria come abitualmente gli succedeva con facilità in altri contesti. Quindi, cambiano le categorie e bisogna dargli il giusto tempo di adattamento e bisogna che il giocatore capisca che quelle qualità che ha può dimostrarle anche in questo contesto. Inoltre, bisogna avere fiducia in questo giocatore, noi per primi, perché ha le qualità per potersi esprimere".

Considerando che al Venezia è successo spesso di perdere un gol per un piede o una spalla avanti, si può allenare la capacità di non andare in fuorigioco?

"Certo, si può assolutamente allenare. E' la situazione in allenamento che ti porta a correggere progressivamente quelle che sono le letture e i momenti delle ripartenze. Poi, ogni squadra difende in modo differente, quindi bisogna anche imparare ad adattarsi alle varie tipologie di difesa e anche alle caratteristiche dei singoli difensori che la compongono. Alle volte si parla del gioco come se fosse una cosa semplice e, effettivamente, di per sé lo è. Tuttavia, la difficoltà è proprio quella di renderlo semplice e, per farlo, bisogna esercitare grande dedizione al lavoro e riuscire a manifestare grande abilità di scelte e di posizionamento".

Ci sono novità per quanto riguarda dei possibili recuperi tra gli infortunati?

"Correia vorrei portarlo perché ha fatto due allenamenti con noi e, quindi, vale il principio di cui ho parlato, quello per cui voglio inserire un giocatore anche se sicuramente sarà verificabile dopo la sosta. Almeno così ha la possibilità di rientrare nel gruppo squadra e risentire gli odori della partita, come mi piace chiamarli. E' importante per me che si inseriscano sotto tutti i punti di vista".

Tra i vostri numeri, vi mancano un pò gli inserimenti e i gol dei vostri centrocampisti?

"In realtà in queste partite non siamo stati poco pericolosi. Con il Como non siamo riusciti a produrre, ma non è facile farlo. Abbiamo analizzato il fatto di come nell'esecuzione, nello smarcamento e nella capacità di ricevere il passaggio, avevamo e sapevamo di avere una grande pressione di una squadra che si muove con un timing pazzesco. Quindi, li bisogna fare quello stesso tipo di giocata con un numero di tocchi inferiori, predisponendo già la postura del corpo in funzione di dove poi andrai a giocare e in base al compagno con il quale ti relazionerai. Per noi, la partita di Como è stato un banco di prova importante e, nonostante questo, ci sono state le condizioni per vederci magari passare in vantaggio. Inoltre, ci sono state 3-4 situzioni nelle quali non siamo riusciti a capire che, superata la linea avversaria, avremo potuto avere campo aperto. Poi, nel secondo tempo, ce ne sono state altre nel quale non siamo riusciti ad alzare un pochino il baricentro e portare più uomini ma, in questo momento, credo che la partita di Como sia stata ben giocata e che noi abbiamo fatto il massimo di quello che possiamo fare in questo momento contro una squadra del genere. Invece, nelle altre partite ci sono stati non solo buoni segnali perché, in realtà, ci sono stati tre gol, due dei quali annullati per fuorigioco. Comunque, abbiamo creato occasioni e, quindi, non è un discorso di essere più pericolosi, bensì di fare con più velocità, sicurezza e coraggio di fare certe cose che stiamo acquisendo. A mano mano che passano le partite, lo dobbiamo fare perché queste cose saranno interiorizzate".

Nelle altre partite avete fatto tredici tiri in porta:

"Però si può tirare meglio, da una posizione migliore oppure fare una scelta diversa. Comunque, serve chiedere a questi ragazzi di essere quasi perfetti in alcune situazioni di gioco perché la pressione che subisci e gli avversari che incontri ti portano a un livello tale di concentrazione, di occupazione degli spazi e di esecuzione che è elevatissima. Questo bisogna cercare di alzarlo, sbagliando per imparare e non per sentirlo come un mezzo fallimento. Noi dobbiamo imparare e, imparando, magari commetteremo degli altri errori che si andrà a migliorare successivamente. In quelli che stiamo commettendo adesso, dobbiamo diventare efficaci, interiorizzandoli. Per quelle che, invece, sono le nostre qualità, dobbiamo perseguirle senza pensarci più".

Vedremo dei cambi rispetto a Como?

"Abitualmente guardo sempre le caratteristiche di chi possa dare una mano all'inizio per l'interpretazione e guardo chi sarà chiamato a subentrare e a fare una seconda parte di partita. Noi in questo momento abbiamo bisogno di costruire con può giocatori possibili con caratteristiche leggermente diverse. Quindi, è possibile che ci siano dei cambi oppure no".

TVS - Sei stato capitano da giocatore: Juan Jesus rimarrà capitano del Venezia visto che c'è anche Busio?

"Credo che questo sia un discorso di una narrazione che andrà a perdersi nel tempo. Il capitano è importante per la squadra e solitamente si sente rappresentata da chi ha quei compiti di relazione, non solo in campo. Quando sono arrivato io, la situazione era questa, ma credo che la squadra abbia una leadership plurale sia di leader tecnici che in campo. C'è chi magari è più giocoso e chi ha uno status che si deve portare dietro, però non è importante il concetto di capitano se non per la squadra. Se la squadra si sente ben rappresentata, per me non ci sono ombre di dubbio".