Venezia-Palermo, Stroppa: "Primo posto conseguenza di quanto espresso"

09.05.2026 00:52 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia-Palermo, Stroppa: "Primo posto conseguenza di quanto espresso"

In seguito alla partita di Serie B contro il Palermo, ha parlato in conferenza stampa l'allenatore del Venezia, Giovanni Stroppa. Di seguito le sue risposte ai giornalisti.

TVS - Dopo una settimana del genere poteva esserci qualche dubbio per questa partita, ma è arrivata una grandissima prestazione: qual è innanzitutto il suo commento sulla partita?

"Non sapevo più cosa fare per potergli motivare e stimolargli per poter fare una prestazione del genere. Anche questa sera i ragazzi hanno tirato fuori una prestazione straordinaria. Il primo tempo è stato di qualità, ma non efficace; il secondo tempo è stato devastante. Peccato per quei pali, però sono molto felice e, come ho detto ad alcuni vostri colleghi, sono molto felice e soddisfatto perché siamo anche la miglior difesa e il miglior attacco. Non poteva andare diversamente per il gioco espresso da questa squadra e per quello che ha fatto e mostrato in campo. Non poteva non portare anche questi numeri dalla propria parte".

TVS - Questo è il tempo di raccogliere i risultati e di non pensare già troppo avanti però, con la migliore difesa, il miglior attacco e dei numeri del genere, come non si può pensare che questa base non ci possa già orientare al futuro?

"Io l'unico pensiero che ho è domani a San Marco. Non ho altri pensieri e non fatemi domande sul prossimo futuro. Domani voglio godermi la festa sul Canal Grande e a Piazza San Marco. Non è stata possibile stasera perché c'è stata l'invasione e mi dispiace perché volevamo salutare tutto lo stadio in modo diverso. Detto questo, come si fa a contentere questo affetto? E' bellissimo e non vedo l'ora che arrivi domani pomeriggio".

TVS - Ha già vinto più volte questo campionato: che cosa differenzia, oltre ai risultati, questa stagione rispetto a quelle precedenti?

"La forza della squadra che ha cominciato praticamente da subito e la capacità di fare un certo lavoro anche durante la settimana e che vedevo di qualità sicuramente importante. Io avevo detto che saremmo stati sicuramente protagonisti e lo siamo stati anche nel girone d'antata nonostante, a Novembre, forse eravamo sesti o qualcosa del genere. Però, la squadra ha sempre mantenuto costanza e non ricordo una prestazione o una partita al di sotto di una qualità di gioco superiore all'avversario. Sicuramente abbiamo lasciato dei punti per strada, ma poi abbiamo raccolto tutto quello che la squadra ha seminato. Quindi, questa sera me la sono goduta quasi da spettatore ed è stato magnifico vederli giocare. E' troppo bello ed è troppa la soddisfazione e l'orgoglio. Perché poi c'è stato qualcosa di più nel secondo tempo e doveva finire così"-

Nella sua esperienza da tecnico che voto si darebbe per quello che ha ottenuto, proprio sotto l'aspetto tecnico?

"Io vivo sempre da protagonista perché mi sento molto responsabile. Le percentuali e i voti dateli voi, ma la squadra è li da vedere in qualsiasi caso. A ogni modo accetterò il voto. C'è un lavoro che, anche se è vero che siamo arrivati a un certo livello, non è e non è stato tutto scontato. C'è un viaggio e c'è un percorso dove sicuramente abbiamo avuto delle difficoltà non mostrate, perché le prestazioni ci sono state in maniera equilibrata e in crescita, suggellate da risultati importanti. Poi questa squadra, verso il girone di ritorno, ha inanellato una serie di risultati importanti che mi rimarrano dentro e sarebbe successo anche se non avessimo vinto. Il mio percorso e la mia esperienza, se andate a vedere le mie esperienze, così come il mio percorso nella comunicazione è quello per creare una prestazione. Poi, il risultato diventa sempre una conseguenza".

Con il primo posto, rispetto ad altre volte, almeno si è guadagnato qualche settimana anticipata di ferie:

"Vero. Ne sono contento perché, rispetto alla scorsa stagione che mi pare abbia terminato il primo di Giugno, avrò qualche giorno in più. Preso però mi tornerà la voglia di ricominciare, anche se poi lascio liberi i ragazzi perché quello che hanno dato a questa società e alla piazza, così come a me e allo staff è veramente tanto. Quindi, in un certo senso, sono riconoscente e mi sembra giusto non portarli in questi giorni a fare niente ed è giusto che il fare niente lo facciano a casa, avendo la soddisfazione di stare con la propria famiglia".

Quali sono state per lei le partite più belle? Quando è arrivata la svolta di questa stagione?

"Non c'è stata la svolta. Se vado a vedere le mie precedenti esperienze, c'è stato qualche episodio e partita dove si è iniziato a fare un certo tipo di lavoro sul campo. Però, a memoria non c'è una partita che mi possa pensare che ci sia stato questo episodio. La svolta c'è stata il 13 di Luglio quando ho cominciato a lavorare con questa squadra: è un percorso che è nato forte ed è proseguito ancora di più in maniera straordinaria. Non ci sono le partite; ci sono tutte le partite, anche quelle dove non abbiamo raccolto punti ci hanno dato qualcosa. Questa squadra, partita dopo partita, è cresciuta sempre, nonostante avesse, già dall'inizio del campionato, dato un impressione di forza e grande identità".

Questa è la squadra più forte che ha allenato?

"Questa è quella che è partita prima. Sicuramente è molto completa, ha tante caratteristiche tecniche, di intelligenza calcistica, fisiche e aggiungo anche di mentalità. E' un percorso condiviso perché il lavoro che ho fatto con tutto lo staff e le componenti della società non posso sottovalutarlo. Anzi, lo devo sottolineare. Quindi il mio grazie, oltre ai ragazzi, va anche a questa società che dietro le quinte ha sicuramente spinto alle spalle dentro gli spogliatoi me e tutto lo staff tecnico".

Questo nuovo successo aumenta la voglia di volersi misurare con la sfida della Serie A?

"Non lo so, perché io sono davvero soddisfatto del mio lavoro. Questo non è fatto di categoria: se faccio la Serie B o la Serie A a me non cambia nulla. Lo faccio al meglio, sperando di poterlo fare a questo livello. Chiaro che ci sono le categorie, ma non cambia il mio modo di essere. Mi interessa avere il quotidiano e la sua qualità, aggiungendo il centro sportivo di Cà Venezia che mi da la possibilità di avere la qualità e di essere esigente con una squadra così. Nel momtento che c'è una squadra che richiede la mia prestazione, se non c'è un centro sportivo adeguato, non vado a lavorare. Poi sicuramente ci sono le componenti. Ho ringraziato la settimana scorsa Filippo Antonelli e lo ribadisco anche questa sera. C'è qualcosa che fa la differenza e noi, se abbiamo una società forte alle spalle, lavoriamo molto meglio".

Quanto ti ha fatto piacere l'onore delle armi del Palermo schierandosi prima della partita?

"Molto. Inzaghi ha riconosciuto, e gli faccio i complimenti in vista dei playoff, quella che è stata la forza di questa squadra. Difficilmente si vede in Italia una cosa del genere. Tanto di cappello e di stima per quello che hanno fatto nei nostri confronti".

Come è riuscito a portare l'entusiasmo prima dei risultati a inizio stagione? Questo Venezia è la squadra che si avvicina più di tutte all'idea di calcio di Stroppa?

"Per quello che la squadra ha espresos in campo, è il mio pensiero e il mio modo di fare calcio. Però, senza i giocatori forti, certe idee non vengono espresse. Sottolineo sempre, non so se l'ho fatto qua ma sicuramente l'ho fatto a Cremona, che la differenza la fanno i giocatori. Quindi, sono fortunato in questo senso. All'inizio stagione ho trovato un ambiente che era pronto a ricominciare. Non soltanto l'ambiente, ma anche la possibilità di avere mentalizzati questi ragazzi. E' vero che si è lasciaro andare qualche elemento, ma a volte succede che, rimanendo in Serie B, si pensa di essere giocatore di Serie A. Non c'è una categoria, però è la cosa più deleteria e pericolosa quella di mantenere gente che non è mentalizzata. Ripeto, per questione di fortuna o bravura, la mentalità che c'era in ritiro è stata  migliorata grazie alla mentalità che i ragazzi avevano nel rimettersi in discussione e ricominciare insieme a me un percorso che avete visto tutti. Perché, la bellezza dei dodici mila, è un orgoglio anche personale. Vedere che il Venezia ha questo spartito e forza tecnica, creando un qualcosa che è anche uno spettacolo. Perchè noi ci siamo anche per la gente e vedere che si entusiasma in questo modo è una gratificazione pazzesca".

A margine della sfida la nuova presidente le ha detto qualcosa?

"Non ho visto nessuno e, con l'invasione, sono scappato. Ero negli spogliatoio, mi hanno preso e adesso sono qua. Avrò modo di salutare tutti".