Stroppa: "Milan e Venezia squadre con idee simili di gioco"

27.08.2026 14:15 di  Flavio Zane   vedi letture
Stroppa: "Milan e Venezia squadre con idee simili di gioco"

Alla vigilia del match di Serie A contro il Milan, è intervenuto in conferenza stampa l'allenatore del Venezia, Giovanni Stroppa. Di seguito le sue risposte alle domande poste dai giornalisti.

La prima trasferta stagionale sarà disputata in uno stadio leggendario come San Siro: quali sono le sue sensazioni personali e di una squadra che deve fare punti?

"Dobbiamo e cercheremo di fare punti. Sappiamo dove andiamo, in uno stadio non solo iconico, ma che rappresenta tanto a livello di calcio internazionale e anche per il mio trascorso. Mi auguro di fare la stessa prestazione di domenica scorsa per atteggiamento, coraggio e attenzione. Sappiamo di incontrare una squadra fortissima e quindi sarà sicuramente difficile e bisognerà alzare l'asticella dell'attenzione per non fare errori, perché sappiamo che, per le qualità individuali e per l'idea della squadra rossonera, sono assolutamente di valore".

Quali sono le caratteristiche del Milan che maggiormente la impensieriscono e riservare particolare attenzione? Quali sono i giocatori su cui prestare particolare attenzione e come intendete impensierire l'avversario?

"Il Milan è una squadra completa che ha un'identità di gioco che, anche se sicuramente ancora in costruzione, è abbastanza precisa. Ha delle individualità che in qualsiasi momento, come mi riferivo poco fa, e in qualsiasi giocata può decidere un gol o una situazione da essere sicuramente attenti. Poi, un altro aspetto che è una caratteristica di queste squadre così forti e allestite è che, nel giro di 2-3 minuti, tu rischi di andare sotto, come è successo a Torino. Perché cali un attimo e prendi un uno-due che ti compromette il risultato e la prestazione. E' una caratteristica delle squadre forti, quindi non c'è soltanto da limare l'errore nostro, ma anche quello di avere un atteggiamento di attenzione su qualsiasi cosa, come ogni palla mezza e mezza, la qualità di un controllo o la gestione della palla. Perché, nel momento in cui presti il fianco, individualmente o di squadra, ti fanno male. Quindi, a maggior ragione, è una partita di assoluta attenzione. Poi, ci sono dei valori, ma questi nel calcio valgono fino a un certo punto perché, se lavoriamo di squadra, con coraggio e se portiamo in campo certe caratteristiche, sicuramente quando avremo la palla qualcosa succederà. Questo è il mio pensiero: poi c'è una partita da giocare".

Che cosa vuol vedere in più rispetto a domenica scorsa? I gol e poi cos'altro?

"Ha già risposto. Non posso dire altro, magari gli ultimi 10 minuti. La fotografia del secondo tempo ha sicuramente un pò condizionato il giudizio di tutti quanti. Poi torno a dire sempre le stesse cose, ovvero che non bisogna mai mollare dal 1' al 95' minuto: cose dette e ridette. Non possiamo permetterci un elemento, anche in panchina, che non sia mentalizzato a fare la partita fino al 100' minuto. Poi, bisogna fare gol e non prenderlo".

Su quali aspetti in particolare hai lavorato in settimana?

"E' stata una progressione di lavoro e di mettere dentro quelli che sono un pochino più in ritardo per idee e concetti. Per il resto, alla partita con il Lecce non posso aggiungere nulla. Abbiamo preso gol senza un tiro in porta, al di là del palo su calcio d'angolo al 35' minuto. Non abbiamo rischiato niente, lavorando benissimo individualmente, di reparto e di squadra. Siamo stati aggressivi, non lasciando il palleggio all'avversario e siamo stati asfissiante senza concedere nulla, aspetto non di poco conto. E' vero che dopo 15'' secondi prendiamo gol, ma per un controllo errato e una palla rimbalzata male: non posso sinceramente andare a lavorare su queste cose. Vado a fortificarle, perché sicuramente ci sono molti aspetti positivi su cui lavorare. Quindi, bisogna continuare a lavorare senza farsi condizionare da un risultato che sicuramente ci penalizza anche se, per esempio, sul secondo gol abbiamo lavorato male. Dovevamo essere in marcatura e sulla palla che passa sopra, anche se è vero che è stata deviata, non eravamo in posizione di marcatura. Lì bisogna assolutamente lavorare. Poi, per il resto la partita è stata eccellente, anche se è vero però che bisogna fare gol, perché forse la partita cambia".

Avete superato la delusione che era palpabile un pò in tutti, soprattutto allo stadio, per una sconfitta che è arrivata in maniera abbastanza casuale e dettata più dagli episodi che dalla prestazione, ma che non rispecchia quelle che erano le aspettative?

"La delusione è durata quello che doveva durare. C'era troppo poco tempo per preparare un'altra partita e per pensare alle cose che non sono andate. C'è stato però il tempo e la consapevolezza che è la prima giornata di campionato, che abbiamo visto la categoria e una squadra che magari lavora soltanto per una fase difensiva che è sparagnina e che porta a un risultato straordinario. Ne facciamo tesoro, però la strada per me è segnata. E' vero che si aspetta una partita "proibitiva", ma bisogna sempre crederci, avendo rispetto dell'avversario e considerando che una piccola disattenzione ti porta a compromettere il risultato stesso. Quindi, stiamo sereni e tranquilli, continuando a lavorare come stiamo facendo e mettendo cose dentro specialmente per qualcuno che magari è un pochettino più indietro. Poi, credo non può andare diversamente".

TVS - Recuperi Moreno? Se sì, è pronto fisicamente e che tipo di giocatore è?

"A proposito di ragazzi in ritardo, Moreno è arrivato fuori condizione e non ha potuto fare le amichevoli, perché ha lavorato a parte. Quando si è inserito ha avuto questo mezzo problemino andando in spaccata su un contrasto. Si è aperto e, quindi, l'entità dell'infortunio è un attimino più importante di come sembrava all'inizio. Da quello che mi diceva lo staff medico e ai fisioterapisti, pensavo a un recupero di 2-3 giorni. Purtroppo dobbiamo rinunciare a lui anche per questa partita e spero di recuperarlo per l'Udinese perché così in Coppa Italia, come ho fatto la stagione scorsa, darò spazio finalmente a chi è magari un pò in ritardo di condizione e conoscenze. Bisogna anche testare chi arriva da fuori e Moreno è un giocatore che sicuramente stiamo aspettando. Però, non sappiamo ancora cosa potrà darci".

TVS - In avanti Rrhamani,  nonostante il poco tempo giocato, è sembrato un giocatore brillante e con qualità: può essere l'occasione di rivederlo dall'inizio o ha pensato a qualcosa di nuovo davanti?

"In questo momento le gerarchie sono queste. Comunque, a me piace Rrhamani e l'ho mostrato le volte che l'ho messo dentro perché, a proposito di gente in panchina che non molla mai, mi piace la gente che entra dentro e ti da l'apporto giusto, come lo stesso Haps. Un apporto giusto di carattere perché poi, a livello tecnico, bene o male, al di là di qualche caratteristica, i giocatori sono quelli. O per necessità, per esigenza o per scelta, si può fare tutto lì davanti. Secondo me, magari un cambio di tutti gli attaccanti, considerando quello che avevo in panchina, lo potevo fare. Quindi, faccio auto critica, perché magari ci voleva gente fresca. Però, ho scelto così, sperando ancora in uno spunto di Yeboah".

TVS - Sui singoli in difesa, Franjic è stato cercato molto e ha dato sicurezza, mentre dall'altra parte il rendimento di Schingtienne non sembra, da un punto di vista esterno, ancora ai livelli dell'anno scorso: qual è il suo giudizio?

"Schingtienne benissimo, anche se sicuramente deve migliorare la condizione fisica e al di là del palleggio che non è la sua caratteristica migliore. Si è posto in quello che poteva essere il suo apporto tecnico e l'ha dato. In fase difensiva molto bene mentre, per quanto riguarda Franjic, molto molto bene per pulizia tecnica, palleggio, velocità di recuperi e forte nell'uno contro uno. La mia richiesta non è stata soltanto eseguita ma interpretata molto bene".

TVS - Non parla di calciomercato quando è ancora aperto ma a livello generale ci può dire se ritiene la squadra è completa o se sotto qualche aspetto si possono sfruttare questi ultimi giorni?

"Chiamiamo Antonelli che potrà rispondere a questa domanda (sorride ndr)".

Avendolo visto allenarsi, dove si colloca Moreno nel suo schema difensivo?

"In tutti e tre i ruoli di difesa. E' vero che è un destro, ma può giocare anche a sinistra come può fare Halhal. Anche quest'ultimo è arrivato fuori condizione dopo un Mondiale, non avendo fatto niente. L'abbiamo buttato dentro perché era necessità quella di portarlo dentro al più presto, però sicuramente, sotto l'aspetto di condizione fisica, era molto indietro. Sta recuperando e vedrete che è un giocatore di livello superiore".

Halhal e Moreno possono essere alternative di Bella-Kotchap in caso non lo avessi?

"Assolutamente sì, non soltanto come alternative ma, anzi, sono giocatori che possono essere anche tra le prime scelte. Io non precludo niente dietro ma è chiaro che, in questo momento, per necessità ci sono delle gerarchie che il tempo ha dato a me e ai ragazzi. Chi è arrivato prima ha avuto la possibilità di allenarsi con la squadra, di condizionarsi fisicamente e di portare dentro magari dei movimenti prestabiliti rispetto a quelle che erano le idee della squadra. Inoltre, il discorso vale anche per chi è indietro o sta fuori in mezzo al campo, perché ci sono comunque giocatori molto importanti. Quindi, il centrocampo e la difesa di oggi può essere ribaltata. Chiaro che se le cose funzionano andiamo avanti ma poi, di volta in volta, per caratteristiche si potrà scegliere. Tuttavia, in questo momento credo che le idee siano abbastanza obbligate".

Da allenatore sei tornato pochissime volte a Milano da avversario:

"Un paio con il Crotone, mentre con il Pescara contro l'Inter quando San Siro era chiuso per il covid".

L'allenatore del Milan si è messo in mostra in questi anni nello Sporting Lisbona con un sistema di gioco vincente, seppur poi non in Premier, e ora porta in Italia qualcosa di nuovo come il 3-4-2-1, modulo che non si vede spesso, giocando molto alto e prediligendo gli esterni offensivi: come pensate di poter arginare una squadra che gioca altrettanto alta come voi?

"Ho grande stima per Amorim per le sue idee al di là dell'esperienza al Manchester nel quale non ha fatto bene. Ha un'identità molto precisa che mi permetto di dire in costruzione, visto che siamo a un mese e mezzo dall'inizio della stagione. Però, mi sembra che il Milan abbia una fotografia di come sa stare in campo e di quello che vuole. Quindi, bisogna dare i meriti ad Amorim di quello che sta facendo".

Che cosa vi preoccupa molto considerando che lavora molto sulla simmetria delle fasce e i cambi campo?

"Tutto quanto. Credo che Venezia e Milan si assomiglino molto in fase difensiva e ci sono degli aspetti simili anche nelle idee di gioco, anche se gli obiettivi sono diversi. Però, credo che la voglia di palleggiare e dominare sull'avversario sia evidente. Quindi, bisogna toglierli quelle che sono le certezze e, allo stesso modo, loro cercheranno di farlo con noi perché noi siamo una squadra che ha questa voglia, coraggio e idee".