Venezia-Modena 3-2, UP&DOWN degli arancioneroverdi
Nella partita d'esordio ufficiale valida per i trentaduesimi di finale, gli arancioneroverdi soffrono, vanno sotto due volte al Pier Luigi Penzo, rischiano il tracollo, ma alla fine compiono la rimonta vincente per 3-2 contro il Modena. Se il palo al 10' di Kike Perez dopo un regalo di Chichizola può sembrare il preludio a una partita in discesa, sono I Canarini a passare avanti: il diagonale di Ambrosino per la corsa sulla propria fascia destra di Imputato, brucia Halhal così come Bella-Kotchap, che non riesce a tenere la velocità di Ambrosino che batte a rete al 18'. Gli arancioneri reagiscono e pervengono al pari dieci minuti dopo com Adams che è lesto sul doppio tap-in a seguito di un primo tentativo di Kike Perez. Ad accendersi sono però di nuovo i gialloblù, in particolare con gli imprendibili Olzer e Ambrosino: se Stankovic coadiuvato dal palo salva, nulla può quando si ripresenta pochi minuti dopo Ambrosini che sfrutta la verticale di Caso e segna con un pallonetto al 39'.
Nella ripresa, nonostante la reazione dei padroni di casa, in particolare con Kike Perez, è il Modena più pericoloso e, anche dopo i cambi, fondamentale è la parata al 80' di Stankovic su Olzer che tiene vivo il risultato. Infatti, gli arancioneroverdi crescono nel finale e trovano il nuovo pari con l'incornata di Yeboah al 82' su cross di Adams. Lo stesso centravanti nigeriano completa poi la rimonta, capitalizzando un assist di Rrhamani e il cui tiro è deviato in maniera decisiva dalle gambe di un giocatore gialloblù.
UP
3) KIKE PEREZ
Probabilmente il migliore degli uomini di movimento fino alla sua sostituzione. E' l'uomo chiamato maggiormente all'inserimento e al suggerimento negli ultimi trenta metri di campo agli attaccanti che, dal canto loro, hanno comprensibilmente ancora da affinare molto il feeling. In questa veste già indossata più volte nella scorsa stagione, il centrocampista spagnolo dimostra di trovarsi a suo agio, peccando solo di precisione nel tiro ed esordendo la stagione come l'aveva chiuso, con un palo. Paradossalmente, dopo la sua sostituzione arrivano i gol del vantaggio: questo fatto però non deve trarre in inganno, perché quella di Kike Perez è una prestazione completa
2) STANKOVIC
Il portiere serbo è la solita saracinesca anche in una partita estremamente complicata, contro un avversario che continua a puntare la porta, spesso sfruttando enormi praterie. Non può nulla sui due gol e l'intervento in uscita alla mezz'ora su Olzer, flagello per la difesa arancioneroverde è già oltre l'ordinario. E se il centrocampista del Modena non trova la rete neanche nel secondo tempo con una gran botta da fuori, il merito è ancora una volta di un balzo felino a evitare quello che sarebbe stato un letale 3-1 ospite e una quasi condanna per la sua squadra.
1) ADAMS
Difficilmente poteva presentarsi meglio al Pier Luigi Penzo. L'attaccante nigeriano non sarà probabilmente un giocatore per palati fini e lo ha fatto capire subito sul campo, così come allo stesso tempo ha dimostrato nel secondo tempo, quando servito come piace a lui, quali siano i suoi pregi da lottatore silenzioso, difficile da arginare quando può nascondere o semplicemente avere lo spazio che serve per lavorarla per sé o per la squadra. Perché oltre ai due gol, uno di tempismo e uno di perveranza dopo l'innumerevole numero di palloni gestiti (oltre che di un pizzico di fortuna per la deviazione), la sua capacità di trattenere il pallone anche in situazioni di apparente facile lettura altrui ha portato al traversone per il gol di Yeboah del 2-2, il più bello per il Venezia e forse anche della partita.
Caratteristiche che fanno sapere che mister Stroppa quest'anno ha in dote un calciatore ideale per cercare di scardinare anche le difese più serrate, come potrebbe succedere già nel prossimo weekend nell'esordio di campionato contro il Lecce. Interessante sarà poi scoprire anche le altre sue skills, quelle a campo aperto, magari in partite diverse, con più campo, come potrebbe essere già contro il Milan o comunque in molte partite che, a differenza di quella con il Modena, vedrà l'avversario cercare maggiormente di gestire gioco e pallone. Intanto, ci si gode il primo Adams, il suo assist e i suoi gol come il migliore dei buongiorno.
DOWN
3) SCHINGTIENNE
La partita del difensore belga e quella del neo arrivato Halhal sul versante opposto della difesa possono considerarsi pressoché sovrapponibili, con l'unica discriminante che, se per il calciatore marocchino si tratta di una delle primissime apparizioni in campo dal suo arrivo poche settimane fa, Schingtienne è un giocatore che le richieste e gli schemi di mister Stroppa gli conosce meglio di tutti. Eppure, anch'egli si è lasciato trascinare dal canovaccio negativo di una difesa in grave affanno, a tratti irriconoscibile rispetto alla collaudata retroguardia che aveva chiuso la scorsa Serie B al 1° posto per minor numero di gol subiti. Il momento più difficile è stato paradossalmente dopo il gol del pareggio del 1-1, con la grande reazione del Modena che ha capito di poter ripetere a sinistra con il belga, quello che stava già attuando sulla corrente sinistra.
Nella seconda frazione, la musica è sembrata cambiare poco ed è servita l'intelligenza tattica di Hainaut (ma anche la rinuncia a una maggiore proposizione offensiva) per aiutare Schingtienne e il resto della difesa a limitare i danni. Chissà che, come un diesel, il numero 3 del Venezia possa venir fuori con le sue caratteristiche atletiche, aggiungendo però anche quell'aspetto caratteriale da leader che forse ancora non è riuscito sin qui a far emergere e che sarebbe un power up che porterebbe giovamento a lui e la squadra.
2) SOHM
L'esordio dal 1' minuto ha stupito probabilmente tutti e probabilmente anche lui che, a causa della doppia defezione di Basic e Dagasso, è stato catapultato sul rettangolo di gioco. E se nell'ultima stagione con Fiorentina e Bologna è parso l'ombra del giocatore ammirato al Parma, al battesimo arancioneroverde è parso purtroppo ancora questa seconda versione. Difficile giudicare la sua prestazione pressoché avulsa dal gioco per 58' minuti: pochissimi palloni toccati in mediana nel 1' tempo, pochissimi palloni toccati nella ripresa anche da mezzala con maggiore possibilità di svariare alla ricerca di una posizione più congeniale per essere utile all'economia della squadra. Di attenuanti però ce ne sono tantissime per quello che è in ordine temporale l'ultimo arrivato in casa Venezia e quindi presto e prematuro qualsiasi giudizio per un giocatore che ha come missione di ritrovarsi e fare la differenza.
1) BELLA-KOTCHAP
La facilità e lo spazio che Ambrosino guadagna quando può calciare il pallone che infila Stankovic per l'1-0 è qualcosa quasi difficile da credere. La rete è sicuramente il momento più basso della prestazione difficile di Bella-Kotchap, fatta di tanti duelli persi e una difficoltà nel ripiegare, ma a volte anche nelle chiusure negli ultimi venticinque metri, che lascia perplessi. Certo, il paragone con Svoboda in questo momento è alquanto ingiusto, ma, proprio considerando le differenti caratteristiche del vecchio capitano passato alla Premier League e chi in Premier League ci ha giocato, l'interrogativo è se quella posizione sia proprio quella più congeniale per le richieste di gioco di mister Stroppa. D'altro canto, il centrale tedesco è stato impiegato in tutto il pre-campionato in quella posizione e questo possiamo ad oggi giudicare. E in questo caso, la prova è ampiamente da rimandare.


