Zenga e la riscoperta del Venezia

27.11.2018 08:00 di  Davide Marchiol   vedi letture
Zenga e la riscoperta del Venezia

Altra vittoria per il Venezia di Zenga. I Leoni, da quando hanno cambiato gestione tecnica, hanno avuto uno score invidiabile: ben 11 punti in 6 giornate. Un andamento che, visto l'avvio avuto con Vecchi si poteva solo sognare, se ritorniamo con la mente a inizio ottobre. Ora invece il desiderio di Play-Off, obiettivo dichiarato del presidente Tacopina, sta iniziando a tornare, con invece l'incubo bassifondi che sta arretrando. Certo, il cammino è ancora lungo, ci sono tante partite contro squadre che magari saranno meno dotate tecnicamente di Palermo, Salernitana ed Hellas Verona, ma che avranno un bisogno disperato di punti e daranno tutto. Saranno test altrettanto difficili.

Ciò che stupisce di più però nella gestione dell'Uomo Ragno è, oltre a una grinta ritrovata e a una mentalità di squadra tornata solida, è la varietà di soluzioni, sia a livello tattico che di uomini, che stiamo vedendo. Zenga durante la presentazione aveva detto che per lui il modulo non era importante e sta dando continuità a quelle parole. 4-3-3, 4-2-3-1, 4-3-1-2, ciò che conta è chi scende in campo, non tanto lo schieramento. Stiamo quindi assistendo a una nuova crescita di elementi che sembravano essere in difficoltà.

Uno su tutti è Vrioni, chiamato da Panucci nella nazionale albanese, che, dopo un avvio di stagione con tanti minuti, sta ritrovando continuità e sta iniziando a mettere in mostra il suo talento. L'assist fornito a Di Mariano ne è una dimostrazione. Oppure la duttilità di Falzerano, usato ala, ma contro il Brescia schierato mezzala (anche se poi la sua partita è stata rovinata da un rosso molto dubbio). Meno colpi di genio, ma più versatilità. È tornato anche Pinato, che tra gli infortunii e il tesseramento con il Sassuolo sembrava l'ombra di sè stesso. Sabato è stato invece fondamentale. Così come il giovane Segre sta dando un contributo importante, o Citro, tenuto in panchina per diverso tempo per poi essere rispolverato. Si vede dunque come il tecnico osservi attentamente tutta la rosa e non si sia adagiato sugli allori dopo aver trovato l'11 titolare. Un insegnamento cestistico, sport molto amato da Zenga. Ora il lavoro continuerà, ci sono tanti altri elementi che possono dare una mano più consistente, pensiamo a Litteri, Marsura e Schiavone. Una rinascita mentale, ma anche una grande riscoperta tecnica. Continuando così, questo Venezia ha un futuro e a gennaio si potranno fare le giuste valutazioni per puntellare una rosa che sembrava male assemblata, ma che sta invece tirando fuori armi inaspettate.