Zenga, un allenatore in cerca di rilancio per una squadra da risollevare
Alla fine è successo. Tacopina nella notte ha deciso di portare avanti l'idea di ribaltone che serpeggiava ormai da qualche giorno. Addio dunque a Stefano Vecchi, allenatore su cui si era puntato tanto subito dopo l'addio di Inzaghi, ma con il quale era sparita la grinta che aveva caratterizzato il Venezia l'anno scorso in cadetteria. Quattro punti in sei partite, anche affrontando avversari che, sulla carta, lotteranno al massimo per un campionato tranquillo, sono troppo pochi per una società e una piazza che ambiscono a crescere. O quanto meno non vogliono fare un anno lottando per non tornare in Lega Pro, campionato pericolosissimo dove tantissime squadre anche importanti finiscono con lo sparire. Se però la decisione di esonerare Vecchi era abbastanza nell'aria, lo era di meno il nome del possibile sostituto, visto che, come al solito, sulle varie testate nazionali sono passati i nomi degli allenatori più svariati, da gente con tanta esperienza in A come Iachini, a profili che hanno fatto sempre bene nella categoria come Cosmi, a tecnici in cerca di rilancio come Oddo. Alla fine si è optato per un soluzione che corrispondesse all'ultimo pacchetto di tecnici.
Ecco quindi arrivare in arancioneroverde Walter Zenga. Persona che da calciatore ha scritto pagine di storia dell'Inter e della Nazionale italiana, ma la cui carriera da allenatore sta andando un po' sulle montagne russe. L'ex portiere ha infatti inizialmente legato il suo nome a squadre importanti, ma di campionati minori, come la Steaua Bucarest in Romania o la Stella Rossa in Serbia, ottenendo titoli nazionali e trofei. Poi lo sbarco in Italia, a Catania, dove ottiene il record di punti in Serie A, per il club etneo (43). Da lì in poi le sue avventure sono state molto particolari. È passato ai rivali del Palermo, non facendosi amare troppo in Sicilia e finendo stritolato dal presidente Zamparini (che tutti conosciamo fin troppo bene). Ha poi fatto il giro degli Emirati Arabi, tornando in Italia per allenare la Sampdoria (dove aveva giocato per un paio di anni). In blucerchiato prima ha ricevuto parole al miele dal presidente Ferrero, salvo poi durare a malapena 12 giornate con tanto di eliminazione dall'Europa League per mano del Vojvodina. Altra avventura araba e passaggio al Wolverhampton, squadra ambiziosa di Championship che voleva un allenatore esperto per puntare in alto, ma anche quindi dopo poco più di 10 partite le cose non vanno. È un misto invece l'ultima esperienza, quella di Crotone. Zenga infatti raccoglie l'eredità dell'amatissimo Davide Nicola, che si era dimesso per divergenze con la società. I pitagorici sotto la sua guida sfiorano il miracolo bis, ma risultano decisive le due debacle contro Benevento e SPAL, le uniche due partite dove non si doveva sbagliare. Il suo Crotone ha fatto vedere tante cose positive, ma appunto quelle due sconfitte hanno finito col rovinare tutto.
Ora l'esperienza a Venezia. Dopo tanta Serie A, mister Zenga ha deciso di accettare la discesa in Serie B, per rilanciare il suo nome, che ultimamente non è troppo legato a esperienze felici. Tacopina ha voluto puntare su un altro grande ex del calcio italiano dopo Pippo Inzaghi (stavolta dell'altra sponda di Milano), che però ha già tanta esperienza e che ci mette tantissima grinta, proprio quella richiesta da tifosi e società. Con lui probabilmente arriverà anche una svolta tattica, perchè l'Uomo Ragno non è tipo da farsi spaventare dalle rivoluzioni, vedremo se la sua esperienza e la sua grinta basteranno a riportare l'entusiasmo che sta lentamente sparendo e che tutti rivogliamo vedere al più presto, costi quel che costi.


