Ecco a voi il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

06.06.2021 21:53 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Ecco a voi il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

PAUL KALKBRENNER DE LA VEGA IN CIP & CIOP.

Ci scuseranno i nostri sparuti e coraggiosi lettori se abbiamo deciso di accantonare momentaneamente la nostra rassegna, peraltro assolutamente non richiesta, sulla rosa arancioneroverde, ma la notizia del rinnovo xxl di Mister Zanetti, detto Zorro dal presidente DJ con passato da lupo di Wall Streer, merita una serie di riflessioni a parte. Come pagina, o meglio, come collettivo di cazzoni, abbiamo scelto per linea editoriale di evitare mielose proskynesis nei confronti di questo e quello e cercheremo di evitare la narrazione alla Emilio Fede anche questa volta. Sappiamo benissimo come nel DNA della nostra comunità il culto della personalità e l’uomo solo al comando non abbiano mai riscosso gran successo. Ne sa qualcosa mister Mercatone, abile a far risalire le sorti sportive della squadra ma incapace di farsi amare dalla piazza, e ne sa qualcosa perfino l’Avvocato Donkey Kong, anche lui protagonista di stagioni gloriose eppure anche lui incapace di penetrare fino in fondo nel cuore dei tifosi. Perché il veneziano ama colui che si mette al servizio dell’istituzione, non chi pretende tutti gli onori cercando poi di dividere e casomai rinfacciare gli oneri. Mai i veneziani dedicarono la statua ad un Doge, mero primus inter pares della Repubblica; piuttosto non ci pensarono due volte a tagliare la testa a Marin Falier da la bella mujer, quando annusarono aria di assolutismo. La statua la dedicarono, anche se malvolentieri, al pluritesticolato Colleoni, ma semplicemente per accaparrarsi la sua ricca eridità. E non furono generosi neanche con il libertador Tommaseo, ritratto intento a defecare una copiosa pila di libri nel bel mezzo di campo Santo Stefano. Ora voi vi chiederete, legittimamente, che diavolo centri tutta questa digressione con il rinnovo di Paolo Zanetti. C’entra perché questa società, questo gruppo di persone, si sono messe in punta di piedi a disposizione di una comunità calcistica disillusa e tradita da anni di orrende peripezie e truffe. Non hanno preteso folle oceaniche né dimostrazioni di entusiasmo viscerali. Cip & Ciop, Poggi e Collauto, sanno che a dispetto della rivendicata tradizione di terroni del nord la passionalità veneziana è uggiosa come una giornata lagunare novembrina.  E quindi hanno costruito in silenzio, senza proclami. E tutti questi step silenziosi, questa progettualità meticolosa e a lungo raggio, ci stanno quasi illudendo che questo meraviglioso sogno che stiamo vivendo non sia destinato ad essere solo un sogno, ma che possa anche durare. C’è un Presidente dal nome simile a un dj berlinese con un passato nelle istituzioni del tempio sacro del capitalismo predatorio che sta costruendo una società animata da principi di sostenibilità e progettualità, al grido di another football is possibile. C’è un allenatore che arrivato a riflettori spenti è riuscito in poco tempo a creare un’alchimia degna del miglior Hermes Trismegisto, dando vita ad una crescita graduale ma inesorabile ma che soprattutto si è dimostrato un Uomo dai valori straordinari e che ha deciso ora di sposare la causa di un popolo intero. Un popolo, quello arancioneroverde, sfilacciato, disilluso e fiaccato da mille sfortune purtroppo non solo calcistiche, ma spesso animato da una ostinazione più forte di quella che teneva assieme l’armatura del Cavaliere Inesistente; per dirla alla Nelson Mandela, un popolo affamato di grandezza. E come ci raccontava magistralmente Clint Eastwood, a volte può capitare che proprio dal fango e dal sudore dei campi sportivi si possa trovare la forza d’animo per voltare pagina, e specchiarsi nelle torbide acque lagunari con un’espressione meno autocommiserata e più gagliarda. Infine ci siamo appunto noi tifosi, a cui spetta adesso la prova forse più ardua per i nostri animi induriti: aprire il nostro cuore e mostrare di meritare tutto questo. Zanetti, e non solo lui, meriterà il massimo sostegno anche qualora le cose non dovessero volgere al meglio. Perché in un calcio sempre più inguardabile e in balia di folli progetti in nome del dio denaro, che è riuscito a far disamorare le nuove generazioni e buona parte delle vecchie, c’è una società che sta andando in direzione ostinata e contraria. Alea iacta est.