Sartori: "Scouting fondamentale per i successi della Reyer, quando i giocatori scoprono la vastità del nostro progetto destiamo molto interesse"

08.08.2018 17:36 di  Davide Marchiol   vedi letture
Sartori: "Scouting fondamentale per i successi della Reyer, quando i giocatori scoprono la vastità del nostro progetto destiamo molto interesse"
© foto di www.reyer.it

La Nuova Venezia ha raggiunto Mauro Sartori, team manager della Reyer Venezia, ovvero l'uomo che si occupa anche di scovare i talenti che poi dovranno portare in alto i colori orogranata, sono suoi l'occhio e il parere che spesso stanno dietro alla scelta di un giocatore, com decine di partite visionate: "L’importanza è infatti notevole per uno scouting fatto bene, ti permette di avere un occhio su tutto quello che offre il mercato e non solo. Studi i giocatori anche per un giorno intero, gli stessi che magari un agente poi ti potrebbe offrire. Normalmente gli agenti ti mandano liste di nomi a fine campionato o nel corso della stagione, e di quegli atleti magari non sai nulla. Il vantaggio dello scouting è quello di vedere molti di quei giocatori nelle varie sedi in cui si mettono in mostra durante l’anno, anticipando un lavoro di ricerca e acquisizione dati tecnici e umani che può farti poi risparmiare tanto tempo al momento della scelta".

Tanti i fattori che entrano in gioco: "Se un giocatore ti interessa cominci a indagare tra chi lo ha allenato, chi ci ha giocato contro e cosa pensano altri addetti ai lavori o chi lo ha già visto alla Summer League, fai tutto sempre per essere pronto in caso di emergenza. Gli agenti fanno il loro lavoro, sanno che un tuo giocatore si è fatto male, ti mandano nuove proposte, ma non puoi fare le cose a caso. Se hai una testa matta in squadra, che riesci a gestire, e non è il nostro caso ora, non puoi prenderne un’altra, altrimenti faresti magari esplodere lo spogliatoio. Così facciamo l’identikit del giocatore che potrebbe servirci subito o in futuro, ma lavorando anche sulla componente umana dello stesso, non solo su quella tecnica".

Stone e Brown i talenti che hanno dato più soddisfazioni: "Su tutti Julyan Stone a Las Vegas, poi anche il buon Lorenzo Brown. Su Stone avevamo poco materiale a video, e quando poi lo abbiamo visto in campo al primo torneo di Jesolo, dove ha dimostrato di essere un giocatore totale, è stata una grandissima soddisfazione. Prendo questo incarico in modo molto passionale e con il cuore, cerco di vedere tutto quello che posso e annotare ogni dettaglio. A volte i roster alle Summer League non sono aggiornati e i nomi non corrispondono ai numeri. Allora devi risalire ai giocatori in un secondo momento. Guardi l’aspetto espressamente tecnico e comportamentale in campo, le reazioni con arbitri, allenatori e compagni. Poi lavori sulla parte umana a casa. Con lo scudetto e l'Eurocup in bacheca ora abbiamo più appeal. Non tutti sanno, sia agenti che giocatori più giovani, cosa sia e dove sia la Reyer. Ma quando scoprono il nostro vivaio di 4.500 ragazzi, le 20 società nel Progetto Reyer e le due prime squadre ai vertici, allora cambia parecchio".