Lazio, Gattuso: "Nel primo tempo il Venezia poteva essere sopra 2-0"

20.09.2026 08:00 di  Flavio Zane   vedi letture
Lazio, Gattuso: "Nel primo tempo il Venezia poteva essere sopra 2-0"

Intervenuto nel post match della sfida di Serie A contro il Venezia, ha parlato l'allenatore della Lazio, Gennaro Gattuso. Ecco le sue parole in conferenza stampa.

Questa è una vittoria del gruppo della Lazio che sa combattere e lottare contro una squadra che, nonostante le difficoltà di struttura tipico delle squadre progettate per un campionato diverso, grazie al gioco, alla determinazione e al lavoro sta accorciando quel gap: che effetto le fa vedere la Lazio prima in classifica e che effetto le fa vedere una Lazio saper lottare in questo modo?

"Innanzitutto bisogna essere onesti. Oggi, se il primo tempo stavamo sotto di 2-0, il Venezia non aveva rubato nulla. Abbiamo sbagliato approccio e abbiamo preparato la partita in un altro modo, come nel secondo tempo. Sistematicamente stavamo nella nostra metà campo sei contro due, con i loro due attaccanti e, quando giocavamo, andavamo sempre nelle posizioni centrali e perdevamo palla. Dopo l'aggressività non viene fuori e cominci a prendere le transizioni e non sei mai aggressivo. Secondo me uno dei primi tempi più brutti da quando alleno la Lazio. Invece, nel secondo tempo abbiamo cominciato a fare le cose come si deve. Molto bene i due centrali che diventavano due braccetti, con Belahyane che si buttava dentro la linea loro. L'ampiezza sia con Romano che con Nuno abbiamo cominciato a lavorare bene di catene, come si vede in occasione del cross e il rigore, che vengono per merito di queste giocate qua, con loro che facevano fatica a venirci a prendere. Penso che nel primo tempo abbiamo toppato, ma poi c'è stata grande soddisfazione. Penso che mancano ancora 27 punti per stare tranquilli e poi fare un calcio con meno pressione, ma questo è un dato di fatto e non lo dico per scaramanzia. Ci godiamo questo momento, però noi abbiamo un obiettivo, quello di scendere in andare al campo, lavorare con serenità, perché se siamo qua è merito dei ragazzi che stanno facendo cose importanti. Ci sono giocatori che l'anno scorso non erano protagonisti come quest'anno, che stanno cominciando a fare cose importanti. Tuttavia, non è merito mio ma del lavoro e dell'impegno che ci stanno mettendo. La classifica deve darci la forza di fare ancora di più, di lavorare con serenità e dopo vedremo".

Cosa c'è dietro l'esultanza sotto il Settore Ospiti in quanto abbiamo vista molta empatia per una tifoseria molto controversa e che oggi ha festeggiato, ma è sempre in contestazione con la società? Cosa ha cambiato poi tra il primo e il secondo tempo?

"Come detto, era molto semplice la partita; di una lettura facilissima. Secondo me, se chiudete gli occhi e pensate a quello che dico, eravamo sistematicamente sei giocatori contro i due attaccanti. Non c'era pressione ultra offensiva, stavano là ad oscurarci mentre noi ci abbassavamo per giocare. Eravamo con i terzini che giocavano dentro e combinazioni tra Frattesi, Noslin e Taylor non ne avete viste. Quando prendevamo palla, loro ripartivamo. Eravamo lunghissimi con due blocchi: cinque-sei giocatori da una parte e quattro dall'altra, facendo così il gioco loro. Era di facile lettura e l'abbiamo sbagliata. Nel secondo tempo molto bene e, dopo il 2-0, la squadra non mi è piaciuta di nuovo perché abbiamo sbagliato tantissimo a livello tecnico, facendo di tutto per farli fare gol, anche se non ci sono riusciti. Penso che noi dobbiamo migliorare questi aspetti qua. Dopo è normale che non puoi dominare l'avversario, però non puoi permetterti di uscire dalla partita. Anche perché forse ti viene spontaneo, perché oggi era importante per me riuscire a fare risultato considerando che perdi otto giocatori per la Nazionale e che fai venti giorni di stacco. E' da venti anni che faccio questo mestiere e, anche da giocatore, quando passa troppo tempo dopo una sconfitta o un risultato non positivo, le settimane non sono belle e sono lunghe. La mia grande gioia è questa perché, quando si vince, si lavora meglio. Poi, i nostri tifosi sono educati, perché la verità è una sola. Io la città la vivo perché sto vicino a Formello, sono educati, fanno lavorare in pace e sto bene. La tifoseria non è che ci mette la pressione, perché la pressione è normale e viene da sola. Perché giochi con una maglia con lo stemma della Lazio e capisci che, quando indossi questa maglia, la pressione c'è sempre".

Non eravamo abituati a vedere tanti giocatori chiamati in causa e Floriani e Belahyane ne sono un esempio e manca solo Przyborek: è la squadra di tutti?

"Przyborek, per essere un 2007, non è nemmeno male e peccato che due giorni fa ha avuto un infortunio all'adduttore perché è un giocatore giovane molto interessante. In ogni caso, quando faccio i complimenti alla squadra è perché hanno grandissimi meriti. E' anche il discorso che ho fatto ieri su Icardi: è semplice, perché il gruppo sta dando tutto quello che ha con grande professionalità e voglia. Quindi, quando ieri ho spiegato in conferenza stampa il perché è meglio che Icardi non venga, è questa la motivazione. Perché in questo momento c'è grande serenità e professionalità. E' un grande piacere allenare questi ragazzi qua. Poi, avendo una partita a settimana, diventa difficile far giocare tutti. E' difficile, credetemi: ho quattro centrali uno più forte dell'altro. Io ne sono contento e devo essere bravo a sbagliare meno possibile e di metterli nelle condizioni migliori. Io sono contento di quello che ho e, lo ripeto, quando sono arrivato pensavo di non fare nessun mercato. I presupposti erano quelli e devo ringraziare Fabiani e Lotito per i giocatori che sono arrivati. Ci abbiamo messo un pò di tempo, ma il motivo sono io che volevo giocatori funzionali a quello che volevamo fare con quello che ci abbiamo in testa. Tanti giocatori ci abbiamo messo del tempo a sceglierli per questo motivo qui, quindi penso che un ringraziamento vada anche al presidente".

Con la Lazio non ci avevi mai avuto niente a che fare, giocandoci solo contro da giocatore:

"Ci sono stato vicino da ragazzo due-tre volte e lo stesso da allenatore".

Come vedevi la Lazio e la lazialità da fuori e che cosa ci hai trovato dentro?

"L'ho detto due settimane fa: ho trovato gente che vive per la Lazio. Laziali al 100%; gente che quando vince piange e che, quando ci sono momenti di difficoltà, stanno sempre vicino. Mi aspettavo questo e sapevo, come detto, che di padre in figlio è una storia incredibile. Una storia di tifosi con grande passione e bambini piccoli con questi colori. La immaginavo così, anche se non sapevo come fosse dentro. Ora che lo so, vi posso assicurare che è qualcosa di incredibile. C'è tanta gente che lavora e che è laziale al 100%".

Consideravi questa partita una trappola come è stata? Non temi che, visto il record del miglior avvio della Lazio in Serie A di tutti i tempi, queste tre settimane possano creare troppa euforia anche in vista del Monza?

"Sì, però il primo poso è qualcosa che non ci riguarda. Questa classifica non ci riguarda. L'ho detto prima: meno ventisette. Dopodiché, possiamo fare tutti i ragionamento che volete. Prima assicuriamoci la tranquillità e dopo vediamo. Adesso ci saranno cinque giorni di recupero e dopo giochiamo con l'Arezzo e poi ne rigiochiamo un'altra (di amichevole ndr). Sarà da termometro senza gli otto giocatori in Nazionale e termometro di come ci arriviamo. Poi ti dirò se vediamo qualcosa di diverso".