Venezia-Lazio, Juan Jesus: "Usciremo da questo periodo buio"
In seguito alla partita di Serie A contro la Lazio, ha parlato in conferenza stampa Juan Jesus, difensore del Venezia. Di seguito le sue risposte ai giornalisti.
Sul secondo gol, come ha detto mister Stroppa, avresti potuto usare più mestiere sul giocatore? Come hai vissuto quella situazione e com'è stato giocare da capitano?
"Sicuramente potevo fare meglio, ma nella dinamica della partita è troppo veloce. Quindi, quando uno guarda dal video, può dire quello che pensa e lo rispetto. Essere capitano per me è una responsabilità e ho fatto il meglio che ho pututo, considerando che sono qua da 20 giorni. Oggi la squadra mi è piaciuta nel primo tempo e, nonostante lo 0-2, abbiamo creato tanto. Usciremo fuori da questo buio e questa tempesta con il lavoro. Ho imparato in vent'anni di calcio che sicuramente si esce solo così; non c'è altra strada o scorciatoia".
TVS - Hai giocato la prima partita al Venezia dal 1', con la fascia al braccio: che idea ti sei fatto dei pregi e dei difetti di questa squadra che costruisce tantissimo ma non segna, con episodi in cui si subisce? Qual è la tua idea sul momento del Venezia?
"E' un momento difficile, ma dobbiamo ricordarci che siamo alla quinta di campionato e non che mancano cinque partite. C'è ancora tanto da fare e ho trovato sicuramente una squadra con voglia di imparare. Sono cambiati diciotto giocatori dalla Serie B ad adesso e giustamente il mister sta provando a dare il suo meglio e ci sta riuscendo perché, a parte i risultati, anche oggi l'impegno e l'aiuto c'è stato. Ci dispiace che Yeboah ha procurato il rigore, ma lui ha anche rincorso l'avversario: si vede l'impegno. A me piace che, al di là del risultato, i ragazzi hanno voglia di imparare e di crescere e già mi basta. L'unica cosa che dico chiaramente è che non mi piace che diventi un insulto dei giocatori verso la squadra. Non esiste perché noi stiamo facendo il nostro lavoro e ci stiamo comunque mettendo impegno. Posso capire se fosse stata una partita in cui si camminava, però in questo caso i ragazzi hanno lavorato, non mancando di rispetto a nessuno. Poi, se si inizia alla quinta giornata a insultare i ragazzi, non va bene. Quindi, per l'esperienza che ho, il tifoso deve essere un elemento in più nonostante il momento complicato. Non si lascia la squadra da sola, iniziando a puntare il dito. Ripeto, i ragazzi hanno voglia di imparare il mister sta facendo tutto quello che può. Ora c'è questa pausa di venti giorni e, quindi, ci servirà anche per crescere e imparare, entrando ancora meglio nei meccanismi che il mister vuole. A noi ci basta un gol, perché è una squadra che crea e non subisce. Questo sarebbe già importante".
Che cosa pensa sulle parole del mister che ha detto che vorrebbe lavorare ancora in queste settimane?
"Quando cambi un allenatore si riparte da zero e penso che si perda più tempo di quello che si guadagna. Quando non arrivano i risultati, il primo colpevole è l'allenatore: non è così. Io ho avuto degli allenatori importanti come Mancini, Conte e Spalletti e il nostro mister è uno di quelli a cui piace giocare la palla e ci da delle soluzioni. Gli piace giocare a calcio e non solo difendere. Quindi, è un momento buio e passerà. A me piace l'impegno e la voglia di imparare e crescere. Prima poi usciremo perché non può girare sempre male, anche se non credo nella fortuna e nella sfiga. Sicuramente avremo una bella stagione uscendone prima possibile".


