Venezia-Udinese, Zanetti: "Non meritavamo di perdere. Noi poco precisi"

06.11.2026 08:30 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia-Udinese, Zanetti: "Non meritavamo di perdere. Noi poco precisi"

Intervenuto nel post match della sfida di Serie A contro il Venezia, ha parlato l'allenatore dell'Udinese, Paolo Zanetti. Di seguito le sue risposte alle domande dei giornalisti.

Come hai trovato l'Udinese da un punto di vista della condizione? C'è rammarico per qualcosa che poteva essere e non è stato?

"Non posso dire che la squadra ha sbagliato atteggiamento; questo assolutamente no. Quello che posso dire è che, dal punto di vista del ritmo, in alcuni momenti siamo andati in difficoltà. Non riuscivamo a star dentro al ritmo gara e arrivavamo con i difensori in ritardo. Se guardiamo ai gol, anche le corse di rientro non sono state fatte a cento all'ora. Dobbiamo alzare sicuramente l'intensità e portarla ad un livello molto più alto. Abbiamo delle qualità: l'Udinese è una squadra che ha delle caratteristiche fisiche di un certo tipo e dovrebbe essere molto brillante, molto fisica e molto intensa e di gamba sulle corse lunghe. Invece, in questo momento questo non lo vedo e ci dobbiamo lavorare sia sotto questo punto di vista, sia sotto quello psicologico. In alcuni momenti, c'è un pò di paura e ci sono degli errori tecnici dove magari concediamo delle situazioni pericolosi e ripartenze quando abbiamo la palla noi, con dei passaggi ed errori banali che sono difficili da accettare da una squadra di caratura del genere. Questo mi fa capire che la squadra, in questo momento, sta soffrendo. E' capibile, umano e c'è tutto il tempo, però oggi abbiamo toccato il fondo perché siamo ultimi in classifica e peggio di così non si può fare. Spero che questo dia a tutti quanti un bagno d'umiltà, se ce ne fosse bisogno, non tanto per l'atteggiamento, ma per capire che bisogna lavorare duro ancora di più e fare molto molto di più. D'altra parte, bisogna recuperare la fiducia dei nostri giocatori migliori e di qualità perché anche oggi, ad esempio Davis, ha fatto una buona partita e ha avuto due-tre occasioni eclatanti e, se le avessimo segnate, probabilmente staremmo parlando di un'altra cosa. Invece, abbiamo preso un gol all'incrocio e, in questo, non ci gira neanche bene. Questa è la realtà: le cose non vanno bene e dobbiamo rialzarci tutti quanti insieme. Quindi, grande calma e lucidità, così come grande e totale fiducia nei ragazzi. Abbiamo la fortuna di avere un ambiente che ci sostiene e lo farà fino alla fine nei momenti in cui la squadra deve correre e lottare, però dobbiamo fare di più".

Guardando le varie statistiche della partita, il match è stato equilibrato ma, dopo il 2-1 del Venezia, non c'è stata la reazione che serviva:

"Sono d'accordo. I numeri testimoniano la sconfitta e che non meritavamo di perdere. Se vogliamo gettarci la croce addosso, possiamo anche farlo, ma non meritavamo di perdere e probabilmente dovevamo sfruttare meglio le occasioni ed essere precisi. Però, il problema sta dopo. Abbiamo preso un gol evitabile, fatto da una ripartenza subita quando eravamo noi in attacco con un aggressione fatta molto blanda. Si parte sempre da lì, quando subisci una situazione e prendi l'eurogol. Da lì in poi non c'è stata la forza ne emotiva, ne fisica per rimettere in piedi la partita. Chi entra deve assolutamente fare meglio e dare di più. Ho tirato Devis, che aveva sessanta minuti, e ho tirato Solet, rischiando che si facesse male. Inoltre, anche chi parte deve fare di più, perché con l'organico che ha l'Udinese, onestamente, c'è bisogno che si alzi il livello in tutte le situazioni. Però, non è tutto da buttare".

Che cosa di buono possiamo tirare fuori da questa serata?

"I numeri sono chiari; sono dei dati di fatto su cui non si può discutere. I numeri dicono che siamo stati dentro la partita tanto quanto il Venezia. Dicono che siamo stati pericolosi almeno quanto il Venezia e su questo non si discute. Poi, abbiamo fatto anche un buon calcio nella metà campo avversaria per dieci minuti a folate: dieci minuti bene e poi errori stupidi che hanno tolto autostima. Venivamo indietro; venivamo fuori... è stata onestamente una partita di alti e bassi, finendo poi con un calo generale che ovviamente non mi piace".

E' più un problema di testa o di gambe?

"E' un insieme di cose. Contro una squadra ultima in classifica bisogna alzare il livello. Nicola è venuto qui e ci ha messo un pò per arrivare a questa serata. Tuttavia, per noi non è finita; oggi noi non siamo retrocessi così come, se vincevamo, non eravamo salvi. Dobbiamo lavorare per un percorso a lungo termine e questa squadra per me ha tutto per salvarsi. Però, deve alzare i giri del motore perché ora sono troppo bassi. L'unica via è il lavoro".

Come si lavora sulla testa e sulle motivazione dei giocatori che non erano settati per lavorare su questa situazione di classifica? Probabilmente non eravamo neanche nati l'ultima volta che l'Udinese era in questa situazione di classifica...

"Io nemmeno, però ci siamo. Tuttavia, abbiamo ventisette partite davanti e, quindi, ci vuole calma. Poi, che la squadra non sia motivata è paradossale e impossibile: nessuno di noi ha piacere ad essere ultimo. Io sono qui da due giorni e onestamente sto male e mi dispiace. Mi dispiace per i tifosi. Piuttosto, non sono pronti ad alzare il livello dell'unità, della lotta, dell'intensità e della fame. Il primo gol è un brutto gol perché facciamo delle pressioni in ritardo e blande, con le corse di rientro dei centrocampisti che non sono adatte e che mi fanno capire che non hanno paura di prendere gol e che non si percepisce il pericolo. Questo è un aspetto mentale, a meno che non mi dicano: "Mister, è il 70' minuto e non sto più in piedi". Allora, io ti posso dire: lavoriamo di più, però uno scatto al sessantesimo me lo devi fare. Non può arrivare prima di te il centrocampista che parte dietro. Anche se usciamo in ritardo, dentro l'area non si può arrivare secondi. O era una questione fisica o era una questione mentale: non è che si scappa tanto. Quindi, bisogna alzare entrambi i parametri. Do loro l'alibi del fatto che probabilmente dovremmo alzare il livello del lavoro, ma bisogna alzare anche quello mentale; questo è fuori discussione. Bisogna essere anche pronti a non prendere questo tipo di gol, mentre il secondo può capitare, ovvero un tiro da fuori sotto l'incrocio, anche se lì parte da una situazione di pressione blanda. Queste sono le aree dove è evidente che bisogna lavorare e chiunque di voi, se venisse al posto mio, le vedrebbe; non è che mi invento niente. La squadra ha potenziale, sa giocare, ma ogni tanto ha paura. Bisogna alzare il ritmo di tutti e, dal punto di vista lì, bisogna assolutamente migliorare e anche in fretta".