Kikeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

07.11.2026 00:22 di  Manuel Listuzzi   vedi letture
Kikeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Notavo che i miei decibel crescono esattamente insieme alla squadra. Sono quelli dei ragazzi al mio fianco, che mi circondano e mi abbracciano nella stessa sofferenza. Finché tutta la curva inizia a seguire i battiti del VeneziaMestre.. Fino a diventare un unico coro, in totale sincronia con i ragazzi in campo. Ed infatti parte sommessa, scarica, quasi sfiduciata la sua serata. L’Unione lotta, si impegna e copre il campo da manuale. Ma poi non punge, non concretizza, non esalta la folla. Poi però, arriva la scintilla, quella che restituisce ritmo alle proprie pulsazioni, e ti riconsegna tutto d’un tratto la speranza. Ora ci si guarda con occhi diversi, adesso quella trama già scritta pare poter avere un finale diverso. Eppure, come spesso accade, giunge l’episodio che ti riporta a terra, la rete nichilista per eccellenza, l’autogol che rende aria ogni considerazione, qualsivoglia senso di rivalsa. Uno ad uno, e la sensazione che il Var mai, ma proprio mai, potrà girare dalla nostra parte. La curva però non abbassa l’intensità, lo stadio lo sente, ed a renderlo realtà è il bolide di Kike che si insacca sotto l’incrocio bianconero. È lì, proprio lì, che si trasforma un’emozione che diventa tangibile, toccabile, malleabile. Giusto in quel momento la rabbia, l’apatica frustrazione, la rassegnazione muta in orgoglio e viva fede. Forse.. possiamo farcela. Le corde vocali, a quel punto, si assottigliano sempre di più al passare dei minuti, rendendo sempre più acuto l’urlo di un Penzo che aveva bisogno di vincere come non mai. E poi, resta la gioia finale, vomitata con tutta l’essenza, per tre punti che donano vita ad un’ambiente estremamente vicino alla resa. Stadera era un derby, per importanza, per rivalità, ed un derby è stato. Una di quelle partite che possono spostare gli equilibri, regalare una chance, o affossarti. Ed i ragazzi lo hanno compreso fin dai primi minuti, quando hanno provato ad imporre le proprie misure ed il proprio ritmo. Un ritmo che però non risulta adatto a chi ha un urgente necessità. La solidità targata Nicola è visibile, evidente. L’Unione è più sicura sia asserragliata nella propria area che ripartendo palla al piede. Arriva con buona costanza nella trequarti friulana ma poi pecca, al solito, di qualità. Le scelte sbagliate, le conclusioni ciccate, ma soprattutto la poca convinzione con cui si attacca l’area. Dinnanzi una formazione in grande confusione, sia atletica che psicologica, che per lungo tempo sceglie, o è costretta, a lasciare l’iniziativa ai padroni di casa. Nella ripresa il copione varia leggermente, sebbene da una parte e dall’altra il gol appaia come un semplice miraggio. Il bel gol di Basic apre la gara, giocata a quel punto sui contrasti ed i secondi palloni. Kike sceglie di cambiarne la storia, coronando l’ennesima prova di grande qualità e grinta. Si indietreggia ma si concede quasi nulla ai disperati tentativi udinesi e si torna ad ascoltare un “pin floi” che gustoso così, era un bel po…

Non ho voglia, adesso, di raccontarvi le mie impressioni di campo. Una buona difesa, una mediana tosta ma carente di talento, un attacco formato da gente che la porta, purtroppo, fa estrema fatica a vederla. Insieme all’immenso Kike Perez vanno però citate le performance di un Mazzocchi apparso uno dei pochi a conoscere veramente la categoria ed un Hainout che, al netto dei gravi errori sottoporta, ha regalato una gara di grande costanza. 

Mi è piaciuta, da impazzire, la gestione però del finale. Una squadra finalmente cazzuta, furba, concentrata. Un VeneziaMestre con quella fame che è l’unica cosa che possa portarci fuori da questa melma. Arrivare a gennaio ancora in corsa, aggiungere qualità a questa squadra che, a quanto pare, non è presente in panchina secondo Nicola, e combattere ogni settimana come oggi, andando a rimediare a tutti gli errori, le sfighe e le paure che abbiamo affrontato finora. Io ho estremamente bisogno di crederci perché, la prossima volta, voglio urlare fin dal primo istante come ho imparato a fare negli ultimi anni. Forza ragazzi.

Avanti Unione!