Una grande Unione cade contro l’Inter ed il Var
Devo essere onesto con voi. Era un po’ che non vivevo il prepartita così; poca tensione, scarico, quasi rassegnato ad un destino che proprio non vuole saperne di girare dalla nostra parte. È molto raro per me; ho sempre visto le cose migliori anche nei momenti più difficili, per non parlare delle serie più infime. Eppure è così, mi stavo quasi adagiando in una vibrazione che non mi apparteneva. Poi, però, è iniziato il match contro i “campioni d’Italia”. E tutta l’apatia, la mancanza di fiducia, il sarcasmo, è volato via lasciando al suo posto una sensazione quasi antica, quella di essere finalmente all’altezza. Anche nelle sconfitte più dolorose di questo inizio di stagione, la curva faticava a trovare quella rabbia quasi naturale da riversare sulla squadra e sulla situazione. C’era solamente una cosa che chiunque a fianco a me chiedeva a squarciagola: “noi vogliamo gente che lotta”. Beh, ragazzi, questa sera l’abbiamo avuta. Un VeneziaMestre trasformato nella testa, nell’intensità, nella fame di voler a tutti i costi portare a casa dei punti anche contro l’avversaria più forte (e, forse, più spinta) di tutti. Una squadra totalmente rivoluzionata nello spirito, nelle distanze e nella mentalità, quella che per ottanta minuti se l’è giocata alla grande, difendendo bassa, ma concentrata, e ripartendo con i modi ed i tempi giusti ogni volta che ne aveva l’occasione. Siamo stati belli cazzo. Siamo stati finalmente una squadra solida, con un’idea chiara di ciò che doveva fare, consapevole anche dei propri limiti e del punto a cui si è giunti nel proprio percorso di crescita. Alla fine, però, è sempre il campo a dire la sua. Vero.. Se.. se non fosse che parlare degli errori sotto porta, della propria carenza di cinismo, o delle due reti evitabili.. non ha così senso, stasera. Perché se in almeno tre episodi chiave il pessimo direttore di gara decide nel modo sbagliato, se nemmeno il Var ha il coraggio di invertire, allora c’è veramente poco da dire. Gli arbitri sono l’alibi dei perdenti, dicono. Eppure a dirlo.. sono sempre gli stessi. Questa sera l’Unione avrebbe meritato la vittoria. L’ha meritata grazie al coraggio di un mister che ha fatto scelte pesanti, ma azzecatissime, come quella di Lauberbach prima punta ed Adams al suo lato con tanto campo a sua disposizione. Due giocatori apparsi totalmente trasformati, con il primo ad incarnare la nostra necessità di una boa offensiva, ed il secondo meno gravato di quel compito, e più pronto e fresco nelle giocate. Certo, quel limite nel controllo sul fuorigioco va superato al più presto, ma è indubbio il progresso del ragazzo, apparso come una vera e credibile soluzione offensiva. Dolorosa, senza dubbio, la scelta di rinunciare a Yeboah, ma che è risultata per larghi tratti vincente. Una chiamata alle armi per il giocatore ecuadoriano a cambiare marcia, trovando quella concretezza di cui abbiamo troppo bisogno. La continuità con il secondo tempo di Genova si è vista anche nella fase difensiva, con un blocco arretrato granitico davanti alla mole di gioco nerazzurra. Equilibrate le prestazioni sia di Mazzocchi a sinistra che Hainout a destra, apparsi più propositivi delle apparizioni targate Nicola, ma molto più accorti delle versioni stroppiane. Combattiva e ariosa la mediana, con la sorpresa Helgason a trovare sempre lo spazio giusto, ed un Kike in linea con le ottime prestazioni delle ultime settimane. Su Sohm il giudizio deve tenere gioco forza conto delle due palle perse che sono costate la sconfitta, ma il giudizio va tuttavia annacquato sia dalla grande voglia del ragazzo che dalla clamorosa svista arbitrale sul primo dei due episodi. Il mister, in ogni caso, ha sbagliato veramente poco, partendo con le due punte a cercare il secondo pallone, e provando a colpire, con i cambi, gli spazi che l’Inter stava concedendo. Ma se non si riesce a buttarla dentro, poi resta solo del rammarico. Fastidio per quegli errori determinanti ed imperdonabili a questo livello, rabbia per una direzione arbitrale che stasera ci riporta alla mente tempi decisamente più cupi, quando forze esterne decidevano i campionati, e squadre come il VeneziaMestre dovevano essere relegate a mere comparse. Ecco, comunque andrà a finire questa stagione, vorremmo giocarcela con le nostre forze e le nostre debolezze.. e con la curva a sostegno..
Ora avanti ragazzi, la strada è quella giusta, ora che quella mestezza che mi ha abbracciato nel prepartita è solo un brutto ricordo, questa sera io voglio credere possibile un sogno quasi impossibile.
Avanti Unione, avanti fioi!


