Venezia-Inter, Nicola: "Estremamente orgoglioso della mia squadra"

28.10.2026 22:24 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia-Inter, Nicola: "Estremamente orgoglioso della mia squadra"

In seguito alla partita di Serie A contro l'Inter, ha parlato in conferenza stampa l'allenatore del Venezia, Davide Nicola. Di seguito le sue risposte ai giornalisti

Dopo un fallo in area di rigore su Sohm, è sembrato di vederla dire che non ci credeva nella scelta dell'arbitro: ci può dire cosa è successo e qual è la sua reazione dopo una partita obiettivamente ben giocata dal Venezia?

"Sul fallo non sono d'accordo, ma non bisogna ridurre tutto a un episodio. Come dico sempre, per me è importante il percorso e preferisco esprimermi su questo. Sono qui da quattordici giorni, periodo nel quale abbiamo giocato tre partite: la prima abbiamo ottenuto qualcosa in più, mentre nella seconda meritavamo di vincere ma non siamo stati sufficientemente abili da farlo. Tuttavia, a Genova ho visto un tempo fatto bene e uno di meno. Stasera era un banco di prova e contava fare bene entrambi i tempi, curando il dettaglio, con la capacità di capire se ripartire e ribaltare velocemente l'azione, portando più umini possibili o se salire con un fraseggio più strutturato per cercare di rifiatare e mantenere le dispanze. Oggi i ragazzi hanno fatto bene davanti a una squadra forte. Forse, però, dobbiamo capire che in Serie A serve fare gol al momento giusto per spostare gli equilibri emotivianche a una grande come l'Inter. Perché subire gol non fa mai piacere e, se dovessimo subirlo, dobbiamo avere la forza di rimanere sempre in partita. Per il resto, della mia squadra sono estremamente orgoglioso della mia squadra che vedo come lavora durante la settimana e come accoglie quello che propongo. Se questo è lo spirito, sono convinto che abbiamo i mezzi per salvarci. Quindi, andiamo convinti contro il prossimo avversario fra pochi giorni; un grande avversario. Per il resto, io sto cercando la nostra espressione massima che possiamo noi dimostrare per trovare quella continuità di prestazioni che ci può portare anche una continuità di risultati. Questo è l'obiettivo fondamentale e prima ce la facciam, meglio è. Però, io andrò al campo sempre con il sorriso e, nel momento che lo faccio, sarò già un leone perché credo ciecamente nel lavoro".

La sconfitta è arrivata perché avete voluto proprio vincerla non accontentandovi del pareggio neanche a pochi minuti dalla fine? Questo aspetto vi rende orgogliosi?

"Mi rende tansissimo orgoglioso. Però, in Serie A non puoi giocare solo una fase; non ti basta. Così al massimo pareggi ma, per far punti ed esprimersi, bisogna fare entrambe le fasi. Stasera noi le abbiamo fatte, ma si può fare ancora meglio. Poi, loro hanno fatto due gol e, sui fuorigioco, non guardo il millimetro e accetto la regola, mentre sul fallo di Sohm non sono d'accordo e lo dico serenamente, accettando anche quello. Perché io voglio avere il controllo delle mie emozioni e voglio trasferirla ai miei ragazzi. Per giocare a certi livelli bisogna avere la forza mentale oltre che tecnica. Quindi, sono contento ma non ci basta. Sappiamo che dobbiamo fare punti oltre che le prestazioni e ci arriveremo".

TVS - Qual è il motivo della scelta del duo Lauberbach-Adams?

"Intanto, da un punto di vista tecnico, per sopperire anche a delle caratteristiche specifiche dei difensori dell'Inter. Poi, perché insieme hanno un dinamismo, sanno venire ad appoggiare così come attaccare gli spazi, mentre Yeboah, che anche lo sa fare, ha caratteristiche diverse e interpreta il gioco in maniera diversa. Poi, Helgason ha dimostrato che può essere una mezz'ala e che ha tempi e qualità tecnica. Sono contento di aver dato minutaggio a Busio, che tra l'altro ha avuto un occasione incredibile e importantissima. Rientrava dopo tanto, quindi magari gli mancava un pò di fluidità, ma ha fatto vedere che si può contare su di lui. Poi, anche per gli altri, prima o dopo, avranno l'occasione. Per me l'importante è che facciano il lavoro che ha fatto i Lauberbach, i Mazzocchi, i Busio e gli Helgason, perché ovviamente con tre partite in quattordici giorni io devo cercare nel gruppo e scoprirne degli altri per poter rafforzarlo".

TVS - Si riparte dagli applausi finali ricevuti?

"Al di là dell'arrabbiatura che uno può avere per il risultato, io credo che quando una squadra e dei giocatori danno tutto, il pubblico riesce a riconoscerlo, per un allenatore questa è la migliore espressione possibile. Poi, come detto, questo non basta a nessuno, ma noi dobbiamo costruire un percorso e questo è l'atteggiamento giusto per farlo".

Il Venezia è stato più chiuso e più propenso alle ripartenze di altre volte:

"Sì, ma oltre le ripartenze abbiamo aggiunto due concetti nuovi che abbiamo provato dopo. Anche su di essi mi hanno dimostrato. Dire quello su cui abbiamo lavorato mi piacerebbe, ma adesso abbiamo un'altra partita subito. Ora dobbiamo migliorare sul riconoscere quando gli spazi sono consoni alle ripartenze e quando c'è bisogno di palleggio, di un cambio gioco e di ripristinare la distanza tra i reparti, oltre che portare i giocatori vicini allo stesso reparto per collaborare, costruire a tre ed allargarsi a quattro. Ci sono tre-quattro cose sul quale stiamo insistendo da quando sono arrivato e quello che mi piace è che sembra che anche a loro piacciano queste cose. Quindi, andiamo avanti, non chiacchieriamo troppo e continuiamo a lavorare su questo".

Quanto le è dispiaciuto l'assenza del tifo della Curva dei primi trenta minuti?

"Sicuramente avranno avuto le loro motivazioni. Poi, io sono qui da troppo poco tempo per magari comprendere. Io so solo che, quando la mia gradinata fa quello che ha fatto per la maggior parte della partita, vi posso dire che è un aiuto pazzesco. Però, se non l'hanno fatto avrenno avuto le loro motivazioni e, anche se uno non canta, mantiene la presenza. Mi è dispiaciuto molto di più che non c'erano nella scorsa partita quei tifosi".