Venezia, Adorante: "Si sente il calore della gente, qui c'è un ambiente molto bello"

02.04.2026 22:48 di  Davide Marchiol  Twitter:    vedi letture
Venezia, Adorante: "Si sente il calore della gente, qui c'è un ambiente molto bello"

Nel corso del podcast ‘Espresso Cadetto’ Andrea Adorante ha parlato della sua annata a Venezia e non solo. Si parte con la gavetta fatta per arrivare a certi livelli: "Penso sia stata la parte fondamentale della mia carriera, avere tanti alti nel percorso con l'Inter per poi avere un crollo mi ha dato forza, mi ha fatto crescere e mi ha dato l'energia per raggiungere gli obiettivi".

La tua esultanza? Che obiettivi hai per questa stagione?
"L'esultanza è il mio modo di essere, mi diverto e basta ora a differenza del passato. Non ho pensieri quando gioco e l'esultanza riprende questo. Spero di raggiungere l'obiettivo collettivo e spero di giocarmi le carte in altre categorie, voglio raggiungere e superare il bottino dell'anno scorso. Un pensiero al Pablito c'è, ma c'è ancora da lavorare”.

L'ambientamento nella squadra e nel reparto avanzato:
“All’inizio è stato un po' difficile perché ero abituato a giocare con compagni che facevano il lavoro sporco con me, mentre adesso mi trovo meglio sotto questo aspetto e ringrazio il mister che mi ha dato la possibilità di migliorare sotto questo aspetto. Ci abbiamo messo un po ad amalgamarci, però adesso abbiamo sintonia, giochiamo l'uno per l'altro. Speriamo di continuare".

Anche in questa stagione sei partito dopo qualche partita:
"L'anno scorso ho cominciato con un infortunio e quindi è partito un po' in salita. In questa stagione c'erano tante attese su di me e questo un po' mi ha pesato, ci ho messo 5-6 partite a carburare realmente".

Il lavoro con Stroppa:
“Dentro al campo sto vivendo la miglior stagione della mia vita, Venezia è stata una parte fondamentale della mia crescita e lo è tutt'ora, sia come uomo che come persona. Il progetto Venezia mi ha fatto subito una grandissima impressione. Non ho esitato. Sapevo quando ero in vacanza che sarebbe arrivato Stroppa e so come lavora sugli attaccanti, ho scelto subito Venezia".

Il Penzo:
"lI Penzo è uno stadio molto particolare, che non vivi tutti i giorni perché devi prendere un traghetto per arrivare allo stadio. La voglia però si sente. Si sente il calore della gente e l’ambiente è davvero molto, molto bello”.

C'è un attaccante con cui hai giocato o che hai affrontato che ti ha ispirato?
"Quando mi sono fatto male al ginocchio ho potuto osservare gli allenamenti di Mauro Icardi. Mi ha fatto fare un salto perché ne ho osservato i movimenti, l'atmosfera che era in grado di creare intorno a se anche solo mentre si allenava. E' un attaccante completo. Caputo è uno degli attaccanti che ho studiato di più, faceva movimenti fuori dal comune. Ho studiato tanto anche Caracciolo, pur vivendolo meno rispetto a Caputo".

Attaccanti che hai affrontato che ti hanno colpito?
"Sicuramente mi piace molto Cristian Shpendi tra i giovani. Poi per tutto l'anno ho visto Pohjanpalo, credo che sia uno dei punti di riferimento di questa Serie B".