ESCLUSIVA, Binda: "Johnsen inarrivabile. Panada pista viva"
In occasione della trasmissione Talk Show TVM, ha parlato in esclusiva la firma de La Gazzetta dello Sport ed esperto dei temi della Serie B, Nicola Binda. Di seguito le sue risposte alle domande poste durante la trasmissione social.
Il Venezia non pare una squadra bisognosa di intervenire sul calciomercato se non per puntellare la panchina: il profilo di Johnsen sarebbe stato troppo per gli equilibri della squadra di Stroppa?
"Sì, poi Johnsen è abbastanza inarrivabile in questo momento. Gioca titolare in Serie A, ha giocato con la Juventus da titolare e la Cremonese non lo vuole vendere. Per andarlo a comprare, dopo che ha vinto un campionato, tu che l'hai venduto a 3,5 milioni, con la Cremonese che lo valuta 5 milioni, sarebbe un operazione abbastanza paradossale. E' vero che ne abbiamo viste tante e di tutti i colori, però è un operazione economicamente poco vantaggiosa. Poi, Johnsen è uno che cambia un pò gli equilibri e non mi sembra che in questo momento il Venezia abbia bisogno di cambiare la linea che ha preso. Dovrebbe arrivare Ambrosino, appena Antonio Conte lo libera, perché è lui che lo tiene li bloccato. Magari, dopo la partita di questa sera, chissà che non cambi idea e lo lasci venire. Il Napoli si è scusato per questo ritardo con il Venezia e tutto dipende da Antonio Conte. Poi, ci sono questi investimenti per il futuro per il centrocampo: quello di Dagasso è un pò in calo, perché ci sono tante un pò varie problematiche, mentre è sempre vivo quello di Panada dell'Atalanta, giocatore che magari arriverà l'anno prossimo ma che è sicuramente un prospetto importante".
Per l'operazione Dagasso si è parlato di molti giocatori del Venezia, ma specialmente Condé e Fila, con quest'ultimo che non pare però entusiasta del trasferimento:
"Sì, sono Fila e Condé i due giocatori che sarebbero dovuti andare la in cambio. Prospettiva che i due giocatori non hanno accolto con grande entusiasmo mentre, lo stesso Pescara, preferiva monetizzare. Insomma, l'occhio giusto del Venezia aveva visto giusto perché Dagasso è un ragazzo che ha davanti un grane futuro ed è titolare dell'Under 21. Ci sono su di lui anche squadre di Serie A che lo vogliono prendere, ma il Pescara, in questo momento, è più interessato a monetizzare. Quindi, sono venute a mancare le premesse per portare avanti la trattativa".
Ci sono ancora margini o è completamente saltata?
"No, ci sono ancora margini. In un mese di mercato può succedere di tutto. Diciamo che le parti conoscono bene le necessità dell'uno e dell'altro. Quindi, la parola fine non mi sento ancora di scriverla".
Il Venezia, specialmente nell'ultimo mese e mezzo, è la miglior visione di sempre delle squadre di Stroppa? Che differenze vedi rispetto alla sua Cremonese o al suo Monza?
"Ci mettiamo anche il Crotone se vogliamo, perché il vero Stroppa nasce lì fondamentalmente; la svolta della sua carriera cominciata con il 4-3-3. Ha preso poi questo sistema con la linea della difesa a tre appunto a Crotone, anche se l'idea di gioco rimane quella, ovvero del calcio di qualità, del palleggio e del dominio della partita. La squadra è padrona del campo, giocando nella metà campo avversaria. Secondo me, questo Venezia se la gioca con il Monza. E' più forte della Cremonese, la quale faceva una fatica terribile a trovare il gol, soprattutto in casa. Non aveva forse quei finalizzatori spietati che ha il Venezia dove, peraltro, se quest'ultimi hanno lasciato dei punti per strada è perché non ha certificato le occasioni che è riuscito a produrre. Questo è un pò un tormentone che si porta dietro Stroppa da anni: se tutte le occasioni che creano le sue squadre andassero a segno, anche solo la metà, avrebbe vinto 5-0 ogni partita. Chiaramente è impossibile, però adesso la concretezza della squadra sta venendo fuori. E' giusto ricordare che il Venezia viene da una retrocessione, che aveva sicuramente degli scontenti in rosa e che, per questo, la partenza è stata un pò sofferta, a differenza della piazza che invece mi sembra abbia dimostrato una grande maturità nell'accettare la retrocessione e nel ripartire accanto alla squadra. Per lo meno, è quello che ho visto io quando sono stato a Venezia. Questo percorso di questo nuovo ciclo è stato abbastanza fisiologico e adesso il Venezia ha preso un passo che adesso francamente, toccate quello che volete, è un pò come la valanga quando comincia a scendere da una palla di neve. Mi sembra che sia lanciatissimo verso il traguardo".
Si diceva che il Frosinone avrebbe potuto rallentare, considerata una rosa più corta, ma questo non sta succedendo:
"A Venezia era stato schiantato e sembrava dovesse finire lì. Invece, il Frosinone ha perso solo quelle due partite lì: 3-0 con il Venezia e la settimana dopo 1-0 con il Monza. Era arrivato a Venezia da protagonista e sembrava finito lì, ma poi invece si è ripreso molto bene, chiudendo l'andata da Campione d'Inverno con dei numeri importanti: la miglior serie positiva e il miglior attacco. Non è un caso e non si può più chiamare sorpresa. Adesso è una realtà con la quale il Venezia dovrà sicuramente fare i conti, perché ha anche superato anche il momento difficile. Quando ti senti bello e becchi due schiaffoni così, abbassi le orecchie. Invece, il Frosinone ha preso gli schiaffoni ma è ripartito alla grande. Quindi, non è sicuramente un cammino casuale quello che sta facendo".
Qual è il rischio per il Venezia oltre al calciomercato di Gennaio con le offerte per Doumbia?
"Il Venezia non si è mai voluto sedere al tavolo con nessuno. Sicuramente Doumbia è un giocatore che piace, soprattutto all'estero. Piace anche in Italia, ma nessuno si può avvicinare. Invece, all'estero ci sono state anche delle voci importanti, ma non credo ci siano state delle offerte ufficiali proprio perché il Venezia ha voluto rinviare ogni discussione alla fine del campionato. Quindi, penso che alla fine Doumbia sia blindato e sia destinato a rimanere al Venezia per finire l'anno a meno che non dovessero arrivare 15 milioni dalla Premier League. Allora, diventa un pò difficile, ma è normale. Bisogna un pò anche comprenderlo. Il trading players è una componente fondamentale delle società che, su questo, contano tanto. Quindi, davanti a un offerta così, il Venezia dovrà prenderne atto. Però, ripeto, al momento il Venezia non si è seduto al tavolo con nessuno e Doumbia è destinato a rimanere fino alla fine. Tuttavia, fino al 2 Febbraio, come sempre, per quello che riguarda il calciomercato ci vuole sempre un minimo di prudenza".
Avevamo sentito di un sondaggio del Wolverhampton, ma il Venezia non si era voluto sedere neppure al tavolo:
"Anche il Bruges. Sono quei giocatori che sembrano destinati a fare una carriera all'estero. Le squadre di Serie A figurarsi se spendono anche cento euro in Serie B. Se poi si parla di milioni di euro, lasciamo stare..".
Quali sono invece i rischi della squadra in questo momento? Un pò di supponenza e di sottovalutare il resto del campionato?
"Bisogna accarezzare Svoboda, tenerlo su una piattaforma e sperare che la sfortuna degli infortuni abbia smesso di tormentarlo. In una difesa con sei-sette titolari, lui mi sembra davvero quello insostituibile. Da quando è entrato lui, il Venezia ha svoltato, non prendendo più gol e cominciando a vincere le partite. Invece, in avanti c'è da aspettarsi un Adorante ancora più prolifico. La sua storia dice che, nella seconda parte di campionato, segni sempre di più, almeno negli ultimi anni. Visto che ha già fatto il primo gol del 2026, i presupposti ci sono. Il rischio è magari che la squadra si sieda sugli allori e si culli sulla sua bellezza e forza. Cosa che è successa già qualche volta perché, alcuni punti buttati via, penso a Carrara o Pescara, è anche figlio della supponenza e del sentirsi troppo forte. Sono quelle lezioni che la Serie B ti fa pagare. Una categoria dove vinci delle partite senza sapere come hai fatto e perdi delle partite che sei convinto avresti meritato di vincere. Quindi, se il Venezia mantiene questa mentalità, è destinato ad andare lontano. La garanzia è Stroppa, che della squadra conosce meglio di tutti la situazione. Se vede solo un giocatore fare un colpo di tacco in più per sentirsi più figo, sarà il primo a cui arriverà un cazziatone e lo porterà in panchina".
In casa Venezia si sta rumoreggiando sul nome di Lauberbach: hai dei riscontri?
"Io conosco solo Filippa Lagerback, ma non penso che centri qualcosa (ride ndr). Perdonatemi, ma anche quando arriva un giocatore straniero in Serie B, confermarsi non è per nulla scontato. Ammetto lo scetticismo iniziale, per esempio, che avevo anche su Pohjanpalo. Non sapevo chi fosse e lo decantavano come un grandissimo attaccante, ma ero scettico e volevo vederlo in Serie B. Devo dire che, in effetti, è stato ed è un grandissimo attaccante. Io non escluso che ci possa essere un guizzo, perché il Venezia ha voglia di investire qualcosa in questo momento. Quindi, non escludo che possa arrivare qualche nome straniero all’orizzonte, ma se guardiamo a domani o all'immediato, credo che la prima certezza sarà questo Ambrosino che oramai è diventato un tormentone dovuto alla testardaggine di Antonio Conte".
Il Venezia ne sa qualcosa già per Alessio Zerbin:
"Certi allenatori hanno un potere tale sulle società, ma non è l'unico caso. Per esempio, lo Spezia ha bloccato già da qualche giorno Alessandro Romano, classe 2006 della Primavera della Roma che si è affacciato alla prima squadra già qualche volta, lo sta aspettando, ma Gasperini non lo molla perché dice che finché non gli prendono qualcuno lo vuole tenere là nonostante non abbia mai giocato e ci si chiede cosa se ne fa. Non gli interessa e così vale per Ambrosino che non gioca al posto di Hojlund nel Napoli. Però, a Conte gli serve in settimana per fare degli allenamenti più competitivi; gli servono dei giocatori forti e allora vuole tenere Ambrosino. Però, per il ragazzo, purtroppo le presenze alle partite del giovedì non vengono calcolate negli almanacchi e nemmeno i gol. Quindi, è costretto a mettersi in mostra solo a Castelvolturno e non in una categoria dove ci starebbe bene e che, appunto, è la Serie B".
Quello che sta succedendo con Ambrosino è un pò contrario alla logica di far crescere un giocatore in Serie B piuttosto che tenerlo non impiegato al Napoli:
"A Conte non gliene frega niente. Guarda al proprio interesse e se lo tiene. Invece, il Napoli ha fatto l'accordo e lo da volentieri e si è scusato con il Venezia per questo ritardo, dicendo che Antonio Conte ancora non ce lo libera. Questo per evitare delle frizioni, visto che è già un pò nervoso, come avete visto a San Siro e adesso sta ancora 0-0 (Napoli-Parma ndr). Penso che vogliano evitare di buttare benzina sul fuoco".
Qual è la tua opinione su Monza e Palermo?
"Sono due squadre che anche loro erano attese in questo mercato per fare il salto di qualità. Però, il solo Palermo sta facendo qualcosa perché è notizia di oggi il gran ritorno di Giangiacomo Magnani che sta superando il problema di famiglia legato alla moglie che lo aveva costretto questa estate a tornare in fretta e furia a casa sua a giocare nella Reggiana. Adesso la situazione è molto migliorata e, quindi, ha deciso di tornare a Palermo e oggi quest'ultimo l'ha annunciato. Già che la miglior difesa del campionato metta dentro un pezzo del genere, direi che dietro il Palermo sia messo bene. Però deve trovare l'alternativa a Brunori, perché oggi davanti ci sono solo Pohjanpalo, che va benissimo, e il giovane Corona, più Le Douraon che è una mezza punta che può far tutto. Manca un altro attaccante. Voleva Tramoni, ma è diventato titolare in Serie A e facendo gol. Inoltre, il Pisa vuole sei milioni. Voleva Moreo, ma sta giocando titolare in Serie A; voleva Johnsen e anche lui sta giocando titolare in Serie A. C'è in ballo Pierini, che voi conoscete bene, e potrebbe essere lui se le condizioni fisiche sono sistemate e risolte. Invece, il Monza ha preso Hernani, che ha già debuttato a Chiavari sabato scorso. Hanno il problema della lista completa: non possono aggiungere giocatori se non ne vendono altri. Altrimenti, sono costretti a mettere fuori lista degli altri giocatori. Rientra Antov, che è un difensore rimasto fuori tutta l'andata per infortunio, ma comunque due giocatori devono stare fuori lista. C'è Caprari, che costerà più di un milione di euro di guadagni.. se il Monza riuscirà a vendere qualcuno, potrà prendere dei giocatori. Voleva prendere Cheddira, ma si è fermato. Se non prende nessuno, in queste condizioni potrebbe fare fatica".


