Venezia-Avellino, Stroppa: "Potevamo tirare di più. Tifosi? Orgoglio puro"

03.03.2026 23:35 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia-Avellino, Stroppa: "Potevamo tirare di più. Tifosi? Orgoglio puro"

In seguito al match di Serie B contro l'Avellino, è intervenuto in conferenza l'allenatore del Venezia, Giovanni Stroppa. Di seguito le risposte del tecnico della squadra arancioneroverde ai giornalisti presenti in sala stampa.

Per qualche momento ha temuto di non riuscire a sbloccare la partita o eravate consapevoli che prima o poi il gol sarebbe arrivato?

"Per come stava andando la partita, credo che prima o poi qualcosa poteva succedere. Stavamo lavorando bene anche in parità numerica e abbiamo avuto due occasioni importantissime con Casas e Sagrado. Del resto, la partita era quella lì. Senza concedere niente e senza concedere gol in ripartenza. Poi la superiorità numerica ci ha agevolato e da lì, con il palleggio, siamo riusciti ad andare in vantaggio e, con il 2-0, la partita si è indirizzata in quell'ottica lì".

A fine partita i tifosi hanno cantato il suo nome:

"E' orgoglio puro. Questo ripaga di ogni sacrificio e credo non c'è cosa più bella. E' vero che hanno fatto il mio nome, ma io lo giro a tutto lo staff per tutto il lavoro che facciamo insieme alla squadra. E' bello, mi piace e sono veramente contento".

TVS - Un giocatore che cerca subito di metterla in difficoltà nelle scelte è Dagasso con un esordio da sogno: qual è il suo parere sulla sua prestazione al di là dei due gol segnati?

"Se devo prendere la prestazione sia del primo che del secondo tempo, potevamo tirare più in porta. Lui queste capacità le ha e le dimostra. Credo che in questa squadra si possa divertire perché è un giocatore di palleggio che arrivare davanti alla porta e ha qualità anche nei tiri da fuori. Credo che sia un elemento che può accrescere la qualità tecnica di questa squadra che già ha".

TVS - Di solito anche con difese molto chiuse riuscite a sbrogliare le difese basse avversarie, mentre oggi l'Avellino vi ha concesso un pò di meno, mentre una bella risposta è che, appena arrivata l'espulsione, in sei minuti avete fatto 3 gol: qual è il suo pensiero da  questo punti di vista?

"A campo aperto questa squadra ha delle qualità enormi dal tiro da fuori e con i cross. E' vero che erano chiusi, ma noi abbiamo messo due uomini davanti al portiere e, quindi, nel momento in cui non si fa gol, per me è una cosa assolutamente positiva. E' quello che è successo anche con il Pescara in casa nei primi venticinque minuti prima del loro gol, a memoria al ventunesimo-ventiduesimo minuto. Ci siamo presentati sette volte davanti al portiere, non solo a creare delle opportunità. Per me questo è sinonimo di positività e non posso chiedere altro. Chiaro che vorrei o vorremmo concretizzare ogni occasione che abbiamo ma, se non è possibile, dobbiamo continuare a lavorare, come del resto la squadra ha fatto stasera e nelle altre partite".

TVS - A proposito di positività, lei ha provato a gestire le energie con tre cambi all'intervallo ma chi è entrato, per esempio Yeboah, hanno messo un entusiasmo che trasudava: che risposte le hanno dato gli ingressi come lui o come Bohinen e Pietrelli, i quali hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra dopo aver avuto poco spazio sin qui?

"Questa opportunità di mettere gente fresca è sì far riposare chi gioca da tanto tempo, perché giocare dopo due giorni non è semplice con la qualità mentale e tecnica che questa squadra ha sempre avuto. Quindi c'era bisogno di gente fresca e ho avuto l'opportunità con i tre gol di vantaggio di far rifiatare qualcuno, ma anche quella di vedere qualcuno che purtroppo ho potuto fare giocare di meno".

Nella ripresa ha potuto anche sperimentare la difesa a quattro?

"No, erano dei riferimenti perché loro si erano messi con un 4-4-1 e noi, nelle scalature e nelle pressioni, dobbiamo sicuramente alzare un quinto da una parte o una mezzala dall'altra: Pietrelli sul terzino sinistro e Doumbia su quello destro. Quindi, avendo la superiorità numerica, giocavamo con due centrali sull'attaccante che rimaneva isolato dell'Avellino.

Lato Avellino i complimenti per la vittoria e per essere la miglior squadra vista, anche considerando la partita ad Avellino. Ne approfitto per chiederle come ha visto l'Avellino e dall'atteggiamento della squadra al di là della sconfitta che poteva essere messa in preventivo?

"Ringrazio per i complimenti, ma è mia abitudine non fare commenti sulle squadre avversarie. Mi limito a fare i complimenti per quello che ha fatto e gli ho fatti ad Avellino per la prestazione che avevano fatto anche se ne eravamo usciti con un risultato che ci andava un pò stretto. Credo che la squadra stasera abbia dimostrato ancora una volta tantissima qualità e, quindi, non credo che sia facile venire qui e giocare in un certo modo, soprattutto se ci sono queste qualità e questa brillantezza anche fisica".

Rispetto all'andata è cambiata anche la capacità di ferire, al di là dell'espulsione, sembrando più propositivi e meno bloccati?

"Sì, torno a dire quanto detto poco fa. Ad Avellino credo che Daffara sia stato di gran lunga il migliore in campo ed è l'esempio di come era andata la partita".

Il terzo gol è la rappresentazione che riassume il Venezia e la sua mano in questo tipo di gioco?

"Non lo so, me lo dovete dire voi se lo avete visto altre volte oppure no. Noi lavoriamo in un certo modo e poi le qualità dei ragazzi fanno sicuramente la differenza".