Il pagellone di fine anno, il Re Leone: una stagione da 10 per Zanetti, tecnico del passato, del presente e del futuro del Venezia

06.06.2021 08:00 di Davide Marchiol Twitter:    Vedi letture
Il pagellone di fine anno, il Re Leone: una stagione da 10 per Zanetti, tecnico del passato, del presente e del futuro del Venezia
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Non poteva mancare un approfondimento a parte anche per dare un giudizio al tecnico, che ovviamente non può che essere estremamente lusinghiero e lo sarebbe stato anche in caso di separazione, che anche con la promozione non era una cosa impossibile. Paolo Zanetti è arrivato in quel di Venezia con la fiducia totale della società, ma in un periodo di smarrimento invece per la piazza, che, visto il lavoro più che discreto messo in piedi dalla coppia Lupo-Dionisi, si aspettava di continuare sul tracciato già disegnato. Invece la stagione 2020/2021 è partita con un sacco di novità in dirigenza e nello staff tecnico, suscitando qualche perplessità. Il mister, reduce da un esonero discutibile arrivato ad Ascoli, si è messo subito all'opera, tenendo il solco già tracciato dall'allenatore ex Imolese e mettendo qualche innovazione che è farina del suo sacco.

Il mercato gli ha fornito gli elementi per fare il suo gioco offensivo, una rosa anche forse troppo ampia per una semplice salvezza con prospettive di grandezza, che era l'obiettivo iniziale prefissato dalla società. Ovviamente il gioco non è stato subito spumeggiante come poi è diventato, ma si è visto subito che Zanetti in estate, nel poco tempo a disposizione, ha lavorato benissimo, impostando la squadra su un 4-3-1-2 molto fluido e adatto a sfruttare anche più o meno tutti gli elementi a disposizione in organico. Proprio qui c'è stata la chiave di volta che ha trasformato la possibilità di fare una bella stagione in un'annata storica. L'ex Ascoli non ha lasciato indietro nessuno, dando importanza a tutti gli elementi in spogliatoio, anche quelli magari rimasti per mancanza di offerte concrete nel mercato estivo.

Di Mariano e Antonio Vacca sono i due esempi emblematici della capacità di Zanetti di creare un gruppo solido. I due dopo un'avventura sfortunata con Dionisi erano sul mercato. Sono rimasti e hanno fatto faville, con il play che, fino al grave infortunio, è stato probabilmente il miglior centrocampista della Serie B. Senza contare poi come Ferrarini, Bocalon, Svoboda e tutti gli elementi meno utilizzati abbiano dato tutto in ogni spezzone concesso loro, solo una grande guida riesce a creare un alchimia tale da far dare il massimo anche a chi non sta giocando quanto vorrebbe. Tatticamente e tecnicamente poco da dire, sì ovviamente qualche sbavatura in 43 partite c'è stata, ma parliamo di cose quasi irrilevanti e praticamente in tutti i casi il mister ha imparato dagli sbagli, migliorando nel girone di ritorno. L'esempio lampante sta nella doppia sfida col Monza, all'andata i brianzoli hanno tenuto sotto scacco i Leoni, mentre al ritorno gli arancioneroverdi hanno invece letteralmente abbattuto la corazzata (solo ipotetica poi nei fatti) di Brocchi.

Zanetti avrà un grande futuro, ha carisma per tenere lo spogliatoio e una pregevole arguzia sotto l'aspetto tattico. Non ci permettiamo di dire che rifiutare le avances degli altri club sia stata la mossa "migliore", questo lo dirà il tempo. A Venezia però c'è il suo gruppo e una dirigenza che lo affianca nel migliore dei modi, insomma tutto quello che serve per migliorare ulteriormente, stavolta nella massima categoria dopo un'annata in cadetteria dove veramente non si poteva fare di meglio e anzi, si è andati oltre le più rosee aspettative centrando il bersaglio enorme subito.