Javorcic: "Dobbiamo ripartire dalle basi, ricostruendo identità, mentalità e feeling con i tifosi"

10.06.2022 13:50 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Fonte: Giuseppe Malaguti, trascrizione a cura di Davide Marchiol
Javorcic: "Dobbiamo ripartire dalle basi, ricostruendo identità, mentalità e feeling con i tifosi"
© foto di Giuseppe Malaguti

Tempo di presentazione per Ivan Javorcic, nuovo allenatore del Venezia dopo la storica promozione ottenuta con il Sudtirol. Queste le sue dichiarazioni.

Cosa l’ha convinta a non rinnovare con il Sudtirol per approdare al Venezia?

“Il nostro incontro è stato la chiave di tutto. Un incontro informale dove abbiamo parlato di calcio ma non solo, anche dell’approccio al quotidiano, la filosofia verso il lavoro e verso la vita. Il presidente e i suoi partner mi hanno dato una sensazione di una dimensione mondiale, sia come persone che come businessman. E’ molto stimolante, è una sfida. Per me è stato un incontro chiave per decidere di intraprendere questo nuovo percorso. Obiettivi? Non ne abbiamo parlato nello specifico, veniamo da una retrocessione dunque il momento è delicato, dobbiamo ricostruire le basi, la mentalità, l’identità di gioco, il feeling con la tifoseria. Su questo ci dobbiamo concentrare e lavorare. Il Venezia comunque per la sua storia deve essere ambizioso, quindi dobbiamo essere pronti a lottare per i massimi livelli anche se la prossima B sarà molto tosta”.

Che Venezia vedremo tatticamente e tecnicamente?

“Non parlo di una mia filosofia del calcio, non sono così pretenzioso, cerco di vedere il calcio nella sua totalità e nella sua natura. E’ molto semplice, non devi prendere gol e devi farlo. Cercheremo di rispettare quella che è la natura del gioco, il calcio di oggi è ritmo, intensità. Dovremo essere proiettati verso la vittoria e per farlo dovremo dominare le fasi di gioco. Dovremo essere aggressivi, veloci”.

Giuseppe Malaguti – Ripartendo da una difesa solida

“Non penso sia una questione di difesa, credo la solidità derivi da un atteggiamento collettivo così come la fase offensiva. La nostra solidità l’anno scorso dipendeva da come gestivamo la palla, da come davamo il ritmo alla gara. Non vedo una fase più importante dell’altra, sono tutte interconnesse”.

Giuseppe Malaguti – Qualche giocatore del Sudtirol potrebbe seguirla? Penso per esempio a Casiraghi:

“In questo momento dobbiamo concentrarci sui giocatori del Venezia, dobbiamo capire chi sarà adatto al nostro progetto. Casiraghi è un ottimo giocatore che con me ha fatto molto bene, ma è un giocatore del SudTirol”.

Sarà importante lavorare sulla testa dei ragazzi che hanno vissuto la passata stagione:

“Dobbiamo ripartire dalle basi, lavorando sui rapporti umani, sul singolo, dando grande importanza al lavoro quotidiano. Conosco un profondo sforzo quotidiano, poi il resto si costruisce con il tempo. I giocatori che resteranno dovranno prima di tutto essere funzionali al progetto”.

La costruzione dal basso sarà alla base del nuovo Venezia?

“Penso sia importante per una squadra saper scegliere in base all’atteggiamento avversario e al momento della partita, bisogna semplicemente saper far tutto, solo così si può essere competitivi e si può cercare di essere migliori degli avversari”.

Sa già più o meno su chi potrà contare della rosa attuale per la prossima stagione?

“Stiamo parlando di tutti i giocatori che sono sotto contratto. Dovremo avere le idee chiare prima del ritiro per avere già un’ossatura di squadra, anche lì ci sarà un percorso da compiere e bisogna saperci stare”.

Si ripartirà dalla difesa a 4?

 “Sì questa è l’idea, non ne faccio una questione di dogmi, mi piace imparare, studiare, il calcio si sta evolvendo e come i giocatori anche l’allenatore deve saper crescere. La squadra è stata costruita fino ad oggi pensando a una difesa a quattro e un centrocampo a tre, per poi variare in attacco. Parlare di numeri è comunque relativo, non ne faccio una questione di sistemi, chi è bravo a tre può anche essere bravo a due, etc…”.

Spalato sta diventando una fucina di tecnici:

“Spero di poter seguire le orme di tecnici importanti come Tudor e Juric, sono un riferimento per me, spero di poter seguire il loro percorso in Italia. Sono orgoglioso di essere spalatino, croato e poi uomo di mondo visto che ormai sono da 25 anni in Italia e le mie figlie sono nate in Italia”.