Venezia-Modena, Vanoli: "Le voci sulla società non ci riguardano, focalizzati sul nostro sogno"

17.02.2024 13:47 di Davide Turco   vedi letture
Venezia-Modena, Vanoli: "Le voci sulla società non ci riguardano, focalizzati sul nostro sogno"

Paolo Vanoli è intervenuto oggi ai microfoni di Ca' Venezia in vista della partita di domani tra Venezia e Modena. 

Come sta la squadra?

"Stanno tutti bene, oggi valutiamo solo Jajalo se è a disposizione o se è meglio tenerlo fermo questo weekend per poi averlo al 100% settimana prossima, decideremo adesso insieme dopo l’allenamento, l’unico piccolo dubbio è su questo, gli altri stanno veramente bene. Lella è andato a fare un consulto ed è andato tutto bene, ora inizierà il percorso riabilitativo e a poco lo riavremo a disposizione".

Come vedi il Modena?

"Il Modena sta facendo davvero bene, ha cambiato sistema di gioco, si è messo a 3, è una squadra qualitativa soprattutto nel palleggio perchè a centrocampo hanno giocatori come Palumbo e Gerli che stanno facendo bene. E' una squadra pericolosa lo ha dimostrato contro il Parma, è in un momento in cui sta bene ed è una squadra temibile. Noi però dobbiamo sempre seguire quello che è il nostro percorso, passo dopo passo sappiamo cosa dobbiamo fare e siamo concentrati sulla partita di domani". 

In particolare a quali aspetti bisognerà prestare più attenzione?

"Soprattutto alla loro qualità in mezzo al campo perchè Palumbo e Gerli sono giocatori importanti per la categoria, poi hanno Tremolada che in questo momento non sta giocando ma è un altro giocatore di assoluta qualità, quindi anche sulle palle inattive hanno calciatori veramente forti. Se non sbaglio all’andata abbiamo preso proprio goal da calcio d'angolo perchè hanno dei calciatori molto bravi, quando c’è un tiratore molto bravo sei già a metà dell’opera". 

Ieri la cremonese ha pareggiato, oggi si gioca Palermo-Como, la partita di domani è un'opportunità?

"Glielo ho detto anche ai ragazzi, non dobbiamo guardare gli altri, sappiamo che per arrivare al sogno dobbiamo fare tot punti e tot vittorie, indipendentemente dagli altri. Il risultato di ieri deve essere una motivazione in più, sicuramente è un risultato positivo ma sappiamo benissimo che la media sono 73 punti, ci devi arrivare se vuoi fare qualcosa di importante, quindi dobbiamo andare in campo consapevoli che incontreremo una squadra importante. Nonostante i nostri tifosi siano gemellati e domani sarà una grandissima festa, noi dobbiamo raggiungere un risultato importante come fatto a Sudtirol". 

Giocare il giorno dopo mette pressione?

"La capacità di un allenatore è capire quando accendere e spegnere queste cose qua, poi dipende dai periodi, questi ragazzi vanno confortati e portati avanti perchè stanno facendo qualcosa di importante, hanno i mezzi per poter fare qualcosa di straordinario. Siamo lì e glielo ho detto prima della Ternana cosa mi era successo con il fatto della regata storica, domani c’è la possibilità di fare un piccolo sorpasso e dobbiamo esser bravi a fare questo. L’importante per me è riuscire a restare sempre lì attaccati, poi come nella regata storica adesso siamo sul Canal Grande e dobbiamo essere bravi a prendere l’opportunità facendo quella remata in più, arrivando a girare il paletto bene. Questa metafora della regata storica mi piace molto, e anche ai ragazzi è piaciuta molto, ci associa alla città di Venezia, e ogni volta che la rivedo mi emoziono perchè è vero, sei li e devi aspettare il momento. E' una cosa che mi entusiasma e quando ho visto il risultato di ieri ho subito pensato alla regata, al fatto che hanno ragione, siamo lì e dobbiamo aspettare l’onda giusta". 

Cosa ti ha dato in più il 3-5-2? 

"L’idea di cambiare qualcosa è dovuta alle esigenze, quello che mi inorgoglisce è che nel calcio moderno tutti devono saper interpretare i moduli di gioco, e noi devo dire lo facciamo bene. I ragazzi devono capire che quello che abbiamo fatto in questo anno e mezzo ci permette di modulare quello che può succedere. Siamo partiti con un’idea forte e l’abbiamo portata avanti. Poi non avendo la possibilità di avere i cambi per il 433, visto che avevamo solo Johnsen e Pierini con quelle qualità, c’è stato un momento in cui siamo passati al 442. Adesso sappiamo tutti quello che è successo e giustamente un allenatore deve trovare la soluzione. Dispiace perchè potevamo migliorare un percorso, ma allo stesso tempo sono fiero e orgoglioso perchè questi ragazzi riconoscono tutte le cose che stiamo facendo e lo abbiamo visto a Bolzano. Bravissimi loro e non è detto che in prospettiva futura non si possa cambiare di nuovo, anche se penso che per la situazione attuale il 3-5-2 sia il sistema perfetto e ideale per questa squadra e continueremo su questa squadra". 

Svoboda mediano come lo hai visto?

"Devo dire che creo dei mostri (ride, ndr): l’altro giorno divido difensori e centrocampisti e lui voleva andare coi centrcampisti, io gli ho detto "vieni qui e stai buono". Era preparata all’inizio perchè la paura era la loro fisicità e la condizione atletica di Andersen, a cui faccio veramente i complimenti. Andersen rappresenta lo spirito di questa squadra, si allena tutti i giorni col sorriso per guadagnarsi una maglia da titolare senza mai aver mollato un centimetro, e questo è il premio, perchè poi quando ti alleni bene quando entri ci sei e metti in difficoltà l’allenatore, questa è la cosa bella. Idzes era alla sua prima partita e non mi ha impressionato solo perchè lo vedo ogni giorno, ma ha tenuto i 90 minuti in maniera devastante, faccio i complimenti allo staff medico e al ragazzo perchè nei 3 mesi lo abbiamo saputo gestire veramente bene: arrivare subito e fare i 90 minuti non è da tutti, ha dimostrato ancora una volta che è un giocatore che avrà un futuro davanti importante. Poi all’interno della partita sapevo di avere due giocatori che avrebbero potuto calare e soprattutto non avevo un centrocampista che mi potesse schermare la difesa con una certa fisicità, allora prima della partita gli ho detto a Svoboda che avrebbe giocato lì, visto che sapevo che ai tempi giocava centrocampista. Poi è arrivato Idzes dicendomi che lo poteva farlo anche lui, gli ho risposto che siamo diventati tutti centrocampisti (ride, ndr)". 

Come fai a tenere la squadra al di fuori di tutte le voci che arrivano da fuori?

"Queste cose qua non ci riguardano, siamo molto tranquilli e focalizzati su quello che è il nostro sogno. Penso sia stato più pesante quello che è successo durante il mercato, queste cose qua non ci devono riguardare, è una società che vuole risolvere questi problemi e li risolveranno. Noi siamo pagati per dare delle soddisfazioni ai nostri tifosi, quando vedo i ragazzi festeggiare con i nostri tifosi per me è la cosa più bella, infatti li lascio soli perchè è un loro momento, quella è la vera unione". 

Il ritorno alla difesa a 3 ha portato a lasciare Altare in panchina, era legato alla partita oppure confermerai la scelta?

"Giorgio è un ragazzo strepitoso e un difensore forte. Ora ho la fortuna di scegliere, la competizione è fondamentale, se non hai competizione ti siedi, Zampa ogni tanto si siede perchè non ha competizione. Giorgio a Cagliari non era un titolare, oggi lo è diventato e penso che fino a oggi insieme ad altri ragazzi come Candela e Sverko ha tirato un po’ la carretta e penso che oggi vada gestito un attimino per averlo bello fresco. Giorgione è un po come Andersen, avere ragazzi così è sempre un piacere, è un ragazzo trascinante, energico, il vero difensore che sono stato io a volere. Nell’arco della stagione ci sono alti e bassi e non si deve assolutamente preoccupare, anzi ben venga ragazzi come lui e Nunzio, ragazzi positivi che vogliono solo il bene della squadra". 

A centrocampo rientra Tessman, hai dei dubbi o hai già scelto?

"Ho dei dubbi e me li porto dietro, devo dire che quando faccio le formazioni ho sempre dei dubbi, ma alla fine questi dubbi i ragazzi li smentiscono sempre, quindi ci penserò bene perchè devo dire che oggi i centrocampisti, a parte Lella che sta facendo rieducazione, sono centrocampisti giovani affamati e di gamba".