Venezia, Stroppa: "Yeboah porta entusiasmo. Schingtienne ha potenzialità"

10.04.2026 13:52 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia, Stroppa: "Yeboah porta entusiasmo. Schingtienne ha potenzialità"

Alla vigilia del match di Serie B contro la Virtus Entella, è intervenuto in conferenza stampa l'allenatore del Venezia, Giovanni Stroppa. Di seguito le sue risposte alle domande dei giornalisti.

La vittoria con la Juve Stabia vi ha consentito di allungare sulla terza in classifica: che settimana avete vissuto? Come avete preparato la partita di domani e come sta la squadra? C'è un problema di sovrabbondanza?

"Sì, sono tutti a disposizione. Non lo dico con tristezza, ma chiaramente c'è questa difficoltà (nelle scelte ndr). C'è fuori Sidibé che ha preso un colpo al ginocchio e non sarà disponibile e Minelli, mentre gli altri sono tutti convocati. E' stata una settimana tipo; un pò più corta rispetto al solito per il lavoro che abbiamo fatto. Per quanto riguarda il discorso dalla terza, non voglio ridire le stesse cose. Quindi, partita per partita, pensando domani alla Virtus Entella vedendo di superare anche questo ostacolo. Dobbiamo cercare di fare più punti possibili con il massimo impegno e qualità. Poi vedremo domani sera a che punto saremo. Purtroppo è un campionato veramente difficile e bisogna essere concentrati a portare tutti gli episodi dalla nostra parte".

Con dieci punti tagliereste il traguardo della Serie A: è questo un pensiero che considerate?

"No, perché so che la quota è 81 punti e il Monza, vincendole tutte, potrebbe arrivare lì. Però, non è un discorso del Monza ma nostro. Vado a fare discorsi generali e generici che non hanno senso, quindi rispondo che la quota è quella e che chiaramente dipende non solo da noi, ma anche da quello che fa il Monza. Per il resto, è tutta roba nostra e, partita dopo partita, magari succede qualcosa fra due o tre giornate o magari no, decidendosi tutto all'ultima giornata. Sono tutti discorsi campati in aria e, quindi, mi presto alla risposta ma non hanno senso di essere considerati almeno da parte mia e da parte della squadra".

Stasera si gioca una partita che può essere uno snodo fondamentale per Frosinone e Palermo: giocare sapendo questo risultato rappresenta un vantaggio o uno svantaggio?

"Non ha mai rappresentato nulla sia che abbiamo giocato prima delle altre, per lo meno tra quelle che sono lì, o dopo. Vediamo quello che succede e magari la vediamo o magari no. A noi e a me interessa quello che succede domani alle 15".

Quale può essere il fattore decisivo di queste ultime cinque gare?

"Sicuramente la testa è determinante, ma lo è dalla prima giornata. La fa chi è mentalizzato e chi riesce a superare gli episodi e non ad adagiarsi a quelli positivi per tutto quello che è stato il percorso. Quindi, vado a ridire le stesse cose, ma noi dobbiamo andare a guardare sempre al percorso che abbiamo fatto e alla mentalità e alla qualità che abbiamo messo, così come agli episodi e ai duelli che abbiamo messo dalla nostra parte. Quindi, è un mattoncino che, per varie caratteristiche, è stato messo e che costruisce qualcosa di solido. A maggior ragione, gli episodi delle ultime cinque partite fanno e faranno la differenza, così come a maggiore gli episodi di domani faranno la differenza".

Guardando al rendimento dell'Entella, c'è disparità tra quello casalingo e quello esterno, con 27 punti su 34 conquistati tra le proprie mura amiche. Qual è la prerogativa maggiore di quando giocano in casa? E' questione soltanto del terreno, considerato che il Monza lì ha perso e il Palermo e il Frosinone pareggiato? Quali sono le insidie?

"Ci aggiungo anche il Modena. Questo non lo so, ma magari è un aspetto caratteriale e ambientale o la capacità di fare le cose con abitudine. Però, sono tutte cose dette che hanno un senso, perché poi i punti sono quelli lì, 27 a confronto di 7, e sicuramente in casa è una partita ancora più tosta di quello che potrebbe sembrare. Bisognerà adattarsi subito, dalle palle inattive alle rimesse laterali, a questi duelli che possono avvenire su palle lunghe e, quindi, bisogna essere molto più bravi rispetto a quello che siamo. Loro sono forti sulle palle inattive, anche se concedono sulle stesse palle inattive. Quindi, è una partita di duello sia sulle palle da fermo che su quelle in movimento".

Haps è recuperato al 100% rispetto alla scorsa settimana?

"Sì".

TVS - Una chiave della partita potrebbe essere ad esempio Yeboah che, contro la Juve Stabia, ha dato la sensazione di essere magari alla ricerca di questo gol che lo porterebbe a doppia cifra personale: come lo ha visto nell'ultima partita e che momento sta vivendo il giocatore?

"Il momento è straordinario. Io vado a vedere la settimana scorsa, quando ha fatto queste due partite tra l'Olanda e a Madrid contro il Marocco davanti a settanta mila persone. Veramente un calcio di altro livello. Si sta preparando al Mondiale e, quindi, si allena con entusiasmo e ha portato entusiasmo che poi è lo stesso che lo ha contagiato in Nazionale. Non ha iniziato benissimo la partita di lunedì scorso, finendola in crescendo. Questa settimana è andata come al solito. Ha colpi e ha fatto intravedere dei colpi: mi auguro che domani li porti al servizio della squadra, al di là della doppia cifra. E' lo stesso discorso che ho fatto ad Adorante la settimana scorsa, ovvero che non devono pensare al loro percorso individuale, perché lo stesso arriva sempre dopo, ma arriva. Perché, se la squadra gioca e loro giocano al servizio della squadra, tutti i numeri personali arrivano. Lo hanno fatto fino ad adesso e devono continuare a farlo".

TVS - In caso di calcio di rigore, considerando quanto accaduto con la Juve Stabia, potrebbe esserci una variazione nel modo in cui viene gestito, considerato che Adorante ha spiegato di essere il battitore principale ma che decidono sul momento?

"Vediamo chi si sentirà di batterlo e a chi concederanno la possibilità di batterlo. Chiaramente, per batterlo bisogna crearsi le occasioni per andare in area e davanti alla porta".

TVS - Nel secondo tempo abbiamo visto Dagasso subentrare al posto di Doumbia, mentre generalmente siamo abituati a vedere più una staffetta con Kike Perez: la convince un centrocampo con Dagasso e Kike Perez come mezzali o cambierebbero troppo le alchimie della squadra?

"No, non cambia niente. L'importante è che lo spartito venga, in un certo senso, interpretato. Non voglio che venga eseguito bensì, appunto, interpretato. L'interpretazione la da la caratteristiche individuale e le scelte che i giocatori hanno nel loro bagaglio tecnico e nella loro intelligenza calcistica. Io sono aperto a tutto e, siccome noi lavoriamo per conoscenze e capacità di stare in campo rispetto a quella che è l'idea comune della squadra, nel momento in cui un calciatore ha più caratteristiche e mette più qualità all'interno della coralità della squadra, può giocare. Quindi, io non ho preclusioni con e per nessuno. Quindi, più Dagasso cresce di conoscenze e più è possibile, addirittura da play, perché secondo me potrebbe fare alla grande anche quel ruolo lì".

TVS - Schingtienne ha raggiunto quest'anno il suo numero maggiore di presenze in una sola stagione: qual è il suo parere sulla sua annata e sul contributo particolare che questo giocatore da alla squadra?

"Ha una presenza importante e deve fare molto meglio. Gioca ancora con una percentuale molto bassa rispetto alle qualità che ha. Detto questo, non manca la mia stima perché l'ho sempre fatto giocare e lo vedo sicuramente meglio degli altri. Però, è ancora indietro rispetto alle potenzialità che ha. Deve lavorare tanto e individualmente; questo lo facciamo tutti i giorni. Sicuramente può diventare un giocatore molto importante e non solo per il Venezia".

La quota promozione è altissima con ancora quattro squadre a giocarsela a cinque giornate dalla fine: considerato il momento attuale del calcio italiano, che segnali può dare una stagione così competitiva?

"Per me è la qualità del gioco che fa poi fa differenza e sicuramente i giocatori, senza di essa, ma anche senza di essi, non si può avere. Io faccio i complimenti ai miei colleghi che hanno sicuramente portato le squadre a questo livello. Perché ci vuole mentalità e, se prima parlavamo di testa, sicuramente c'è una qualità mentale e una mentalità di continuità. Senza dimenticare la qualità dei giocatori che compongono queste rose".

Considerato il campo sintetico dell'Entella, sono stati fatti degli allenamenti sul vostro sintetico in preparazione dell'impegno?

"No, mi sembra inappropriato. Nel senso che quello che abbiamo noi non è quello di Chiavari. Quindi, non vado a creare un disagio perché poi non siamo abituati ad allenarci e a giocare sul sintetico. Preferisco adattarmi a una partita e vedere che cosa succede anche per problematiche di tendiniti o altro. Poi, il sintetico dell'Entella non è quello di un'altra città".