Venezia-Palermo 2-0, UP&DOWN degli arancioneroverdi
Si chiude con un nitido 2-0, più ancora per la prestazione che per il risultato, il sontuoso percorso del Venezia contro il Palermo al Pier Luigi Penzo. Per la partita, mister Stroppa non fa rinunce, schierando l'undici titolare tipo, fatta eccezione per Adorante, assente per squalifica e sostituito da Lauberbach. L'attaccante tedesco troverebbe anche il gol nel finale della prima frazione, annullato per fuorigioco, e come i compagni offre una partita frizzante, con il desiderio di poter colpire. Gli arancioneroverdi provano più volte a rendersi pericolosi, soprattutto da fuori con Yeboah, ma manca un pò di connessione negli ultimi metri a differenza che nel Palermo, specialmente con Le Douaron, vicino al gol in due occasioni, con un palo e un colpo di testa poco alto su cross di Pierozzi. Ancora più vicino alla rete ci va inoltre Palumbo, costringendo Stankovic a un intervento salvifico che devia la palla sul montante.
Cambia però completamente la musica già dai primissimi minuti del primo tempo, i quali si aprono con il gol di Doumbia su assist di Yeboah. Il Venezia acceso sulle ali dell'entusiasmo continua ad attaccare con qualità colpendo ben quattro legni nell'arco di meno di venti minuti di gioco: prima con Lauberbach e Doumbia su tap-in, poi ancora con lo stesso scatenato centrocampista e infine con un colpo di testa di Kike Perez, con una buona dose di fortuna i rosanero rimangono in partita. Lo stesso spagnolo porta a cinque il numero di pali complessivi della squadra di mister Stroppa, centrando il legno su tap-in sopo una galoppata di Haps il cui tiro è respinto da Joronen. Alla fine il gol arriva negli ultimi minuti grazie a un imbucata di Busio per Compagnon che chiude l'ultima partita di una stagione che rimarrà negli annali della storia arancioneroverde.
UP
3) KIKE PEREZ
Dopo essersi improvvisato capo ultrà al triplice fischio della partita contro lo Spezia che ha sancito la promozione in Serie A del Venezia, il centrocampista spagnolo è ritornato in campo contro il Palermo per dispensare calcio. Nel primo tempo si fa apprezzare per il suo consueto palleggio, senza rinunciare a innescare più di una volta le incursioni dei compagni. Nella ripresa cresce insieme alla squadra e non poteva fare a meno anche lui di partecipare al festival dei legni che si chiude a ventisette per la squadra di mister Stroppa in questa stagione, di cui ben quattro contro i rosanero (cinque contando quello di Doumbia da posizione di offside). Questa volta, l'ennesimo personale, di cui ormai si perde il conto, è arrivato da un colpo di testa, non tra i principali colpi del repertorio, che però, come accade di solito, non inficia la bontà della sua prestazione complessiva.
2) YEBOAH
Tra i briosi nel primo tempo, tra conclusioni, dribbling e servizi ai compagni, migliora ulteriormente nella ripresa. In questa seconda frazione, pronti via e mette il pallone in area per Doumbia a seguito di una bella serpentina personale, giocata che non fa che galvanizzare e mantenere alto il suo contributo qualitativo sino alla sua dipartita dal campo.
1) DOUMBIA
Impressionante la sua performance, a tratti incontenibile per i diretti marcatori avversari. Il centrocampista italiano è ovunque e la sua prepotenza atletica e dinamica è forse solo seconda alla fiducia che fa trasparire nelle giocate. Doumbia vuole e cerca il pallone e, quando non può essere il compagno a fornirglielo, lo va a cercare azzannando le gambe dell'avversario. Trova un gol pregevole a inizio secondo tempo, segnato con freddezza sebbene favorito da una leggera deviazione, e andrebbe vicino anche al raddoppio quando, su tap-in del palo di Lauberbach, non ci pensa tanto a calciare, centrando l'interno dell'altro palo da posizione favorevole. Successivamente ne prende un altro, su fuorigioco, dopo una deviazione di un difensore, e continua a macinare palloni su palloni, chiudendo come meglio non si può la stagione e dando credito a tutte quelle sirene di mercato che lo vedranno inevitabilmente protagonista questa estate.
DOWN
Un primo tempo con diversi grattacapi seguito da un maestoso secondo tempo che valorizza la vittoria con il Palermo. Si potrebbe sintetizzare così, in poche righe, il successo della squadra di mister Stroppa su quella di Inzaghi, con appunto i lagunari che potevano chiudere in passivo la prima frazione, ma anche arrotondare di molto lo score finale nella ripresa. In questo senso, vanno dati ampi meriti ai rosanero, capaci di limitare gli attacchi dei padroni di casa negli ultimi metri di campo, rendendosi altresì pericolosi in avanti con Palumbo e soprattutto Le Douaron.
D'altro canto, hanno rischiato qualcosa sia Franjic che Busio in un paio di disimpegni non precisassimo. Se per il croato, KO alla mezz'ora, non è nulla da matita rossa, l'americano si rifà decisamente con un secondo tempo di ottima fattura, impreziosito dall'assist per il gol del 2-0. Poi, per una difesa che regge e un centrocampo che convince, in attacco c'è, oltre all'imprevedibilità di Yeboah, la propositività di Lauberbach. Se magari l'affiatamento tra i due compagni non può definirsi massima, di certo quest'ultimo si fa apprezzare per la personalità con il quale si fa cercare dai compagni, così come dalla bontà di movimenti e giocate. Infine, bene i subentranti, da Sidibé a Casas, i quali pur non incantando, entrano adeguatamente nel contesto. Benissimo invece Compagnon che, in quarto d'ora, colpisce un palo e sigla un gol.
