Milan-Venezia, la trasferta si trasforma in un'odissea: l'Unionista denuncia i disagi vissuti dai tifosi arancioneroverdi
Si è rivelata essere molto più dura del previsto la trasferta dei tifosi arancioneroverdi per Milan-Venezia, con fortissimi disagi nel deflusso post gara ma non solo. L'associazione l'Unionista, attraverso una lettera indirizzata agli enti competenti e a un comunicato stampa (che di seguito riportiamo) ha riassunto i fatti.
"L’Associazione di promozione sociale L’Unionista APS, impegnata nella tutela dei diritti dei tifosi e nella promozione di un calcio accessibile, sicuro e rispettoso della dignità delle persone, denuncia pubblicamente le gravissime criticità riscontrate nella gestione della tifoseria del Venezia FC in occasione della partita “Milan – Venezia” disputata venerdì 28 agosto 2026 allo Stadio Meazza di Milano.
Secondo le numerose testimonianze raccolte, l’intera trasferta è stata caratterizzata da ritardi, disorganizzazione e condizioni di forte disagio: dai pullman fermati e rallentati già all’ingresso in città, alle lunghe attese al “Park Acquatica” su navette sovraffollate e totalmente prive di aria condizionata, fino all’accesso allo stadio avvenuto per molti tifosi solo a ridosso del fischio d’inizio o a partita già iniziata. All’interno del settore ospiti, con oltre 1.400 persone presenti, i servizi sono risultati del tutto inadeguati, con un solo bar e un numero insufficiente di servizi igienici, generando code interminabili e condizioni non compatibili con un’accoglienza dignitosa di famiglie, bambini e anziani.
Le segnalazioni più gravi riguardano il deflusso a fine gara: dopo una lunga attesa all’interno dello stadio, centinaia di tifosi sarebbero rimasti bloccati per oltre venti minuti lungo le scale della spirale di uscita, ammassati in spazi ristretti, in un clima di caldo, aria pesante e crescente agitazione, con episodi di malori e forte disagio. All’esterno, la presenza massiccia di forze dell’ordine in assetto antisommossa e il blocco dei varchi da parte degli steward avrebbero ulteriormente ostacolato lo sfollamento, in un contesto in cui non si erano registrate tensioni tra tifoserie né episodi di violenza.In questo quadro si inserisce l’episodio ritenuto più allarmante: un giovane tifoso del Venezia sarebbe stato colpito da uno steward con una mossa particolarmente violenta, cadendo a terra e battendo la nuca sul marciapiede. Il ragazzo, in apparente stato di incoscienza o semiincoscienza, non sarebbe stato soccorso tempestivamente sul posto e si sono rese necessarie le cure del Pronto Soccorso di Milano raggiunto con mezzi di fortuna grazie all’aiuto della sua compagna. Presso il nosocomio il giovane tifoso è rimasto per alcune ore in osservazione.
Per L’Unionista APS quanto accaduto rappresenta un fallimento complessivo nella gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza dei presenti, nonché un segnale preoccupante di un approccio che considera il tifoso, soprattutto ospite, come un soggetto da contenere e non come un cittadino da tutelare. In una partita priva di tensioni tra le tifoserie, con maglie arancioneroverdi e rossonere mescolate pacificamente sugli spalti e nei dintorni, l’adozione di misure così restrittive e penalizzanti appare del tutto ingiustificata e in aperto contrasto con la retorica del “calcio per le famiglie”.
L’Unionista APS ha inviato in data odierna una lettera di segnalazione e denuncia con la quale chiede che A.C. Milan, Lega Calcio Serie A, Questura di Milano, Prefettura e Comune di Milano avviino immediati accertamenti su quanto avvenuto, chiarendo le responsabilità organizzative e individuali, con particolare riguardo all’episodio che ha coinvolto il giovane tifoso e alle modalità di gestione dei tempi e delle condizioni di afflusso e deflusso della tifoseria ospite.
L’Associazione sollecita l’adozione di misure concrete affinché simili situazioni non si ripetano, a tutela della sicurezza, della dignità e dei diritti dei tifosi. L’Unionista APS richiede a A.C. Milan, Lega Calcio Serie A, Questura di Milano, Prefettura e Comune di Milano un formale riscontro scritto alle doglianze espresse e si dichiara disponibile a un incontro con le Autorità competenti, insieme a una rappresentanza dei tifosi del VeneziaMestre, per fornire testimonianze dirette e avanzare proposte operative per una gestione più umana, razionale e rispettosa delle trasferte. L’Associazione si riserva inoltre di promuovere tutte le iniziative ritenute opportune a tutela dei propri iscritti e dei tifosi coinvolti, ferma restando la facoltà dei singoli di adire l’Autorità giudiziaria per la salvaguardia delle proprie legittime pretese.
Ignorare episodi di questa gravità significherebbe accettare un modello di gestione del calcio che allontana le famiglie dagli stadi e impoverisce la passione sportiva che le istituzioni dichiarano di voler difendere".


