Poggi: "Lunedì sarà difficile, il Torino mi ha fatto un'ottima impressione. Ampadu è convocabile, sull'affluenza di pubblico al Penzo..."

Il direttore dell'area tecnica Paolo Poggi ha parlato ai microfoni del Corriere del Veneto in vista del match del Venezia con il Torino.
25.09.2021 12:14 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Poggi: "Lunedì sarà difficile, il Torino mi ha fatto un'ottima impressione. Ampadu è convocabile, sull'affluenza di pubblico al Penzo..."
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© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com

Al Corriere del Veneto il direttore dell'area tecnica Paolo Poggi ha parlato della sfida del suo Venezia contro il Torino, squadra in cui ha militato dal 1992 al 1994. Queste alcune delle sue dichiarazioni a partire dal match di San Siro contro il Milan, finito 2-0 per i rossoneri.

"Ho rivisto la partita e devo dire che la prima impressione era stata eccessivamente critica. Abbiamo sbagliato qualcosa e non siamo riusciti a pungere in attacco come avremmo voluto, ma abbiamo anche creato diverse opportunità che avremmo potuto sfruttare meglio. Torino? Ho ricordi davvero bellissimi, facevo parte di una squadra fortissima, con giocatori di grande livello come Fusi e Casagrande, tanto per fare due esempi. Il primo anno abbiamo vinto la Coppa Italia. L'allenatore era Mondonico, con lui mi trovai molto bene. Un grande personaggio e un allenatore molto intelligente e preparato. Posso dire che i colori granata mi sono rimasti nel cuore. Il Torino di quest’anno? Sono andato a Reggio Emilia, a vederlo giocare con il Sassuolo, e mi ha fatto veramente un’ottima impressione, al di là della vittoria. Quella di lunedì sarà una partita difficile, magari molto tesa e un po’ bloccata. Toccherà a noi andarci a prendere quello che vogliamo. Ampadu è a disposizione e verrà convocato. Poca gente allo stadio? Credo che tutte quelle che si sentano siano scuse. E faccio un esempio: da Sant’Elena fino alla Ferrovia o a piazzale Roma, ci sono circa 45 minuti di strada a passo rapido. Per uscire da San Siro ci abbiamo messo quasi un’ora. Se si ama la squadra, si viene allo stadio: siamo in serie A, non c’è altro da dire».