Venezia, Altare: "Lautaro il più forte che ho affrontato, ma Pohjanpalo non scherza"

26.03.2024 17:16 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Venezia, Altare: "Lautaro il più forte che ho affrontato, ma Pohjanpalo non scherza"

Giorgio Altare ha parlato ai microfoni del sito di Gianluca Di Marzio, queste alcune del difensore del Venezia: “Sono qui perché ci ho creduto. A Venezia si sta bene. L’obiettivo? La Serie A”.

Lo spogliatoio:

“Un bel mix internazionale. A volte parlo inglese, altre provo a insegnare un po’ di bergamasco. Volevo tornare a essere protagonista, non essere uno dei tanti. So quanto valgo e desideravo potermi esprimere”.

Il ruolo fondamentale del ds Antonelli:

“Mi chiamava sempre per convincermi. Vanoli è il miglior allenatore avuto. I tifosi? Il nostro uomo in più. Vogliamo averli vicini. Se ci sarà bisogno, comprerò un biglietto a chi non potrà comprarselo. Cerco di trasmettere positività ai compagni. Mi chiamano ‘Gigante buono’, mi faccio voler bene. Vedo che mi seguono e sono la mia benzina. Unione, lavoro e cura del dettaglio, il resto arriva di conseguenza”.

Il presente dice Venezia:

“Sono convinto di poter tornare in A. Mi pongo sempre degli obiettivi, senza è inutile giocare. Sognavo la Nazionale, ma non è mai arrivata la chiamata. Rispetto ad altri che ci andavano, sono riuscito a fare carriera. E comunque la maglia azzurra resta un mio obiettivo”.

Il più forte?

"Lautaro. Ma anche Pohjanpalo non scherza. La pasticceria? Alle superiori facevo l’alberghiero. Era un’alternativa nel caso in cui non ce l’avessi fatta con il calcio. Il rifiugio in montagna? Mi rilassa”.

Ora:
“Ora mancano 8 finali. I gol? Da piccolo mi piaceva esultare come Toni. Replicare la sua esultanza? Dai, va bene. Promesso”.