Cheryshev: "Mi sono subito sentito in sintonia con il Venezia durante i confronti con Javorcic e Menta"

14.09.2022 16:28 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Fonte: Giuseppe Malaguti, trascrizione a cura di Davide Marchiol
Cheryshev: "Mi sono subito sentito in sintonia con il Venezia durante i confronti con Javorcic e Menta"
© foto di Giuseppe Malaguti

Denis Cheryshev, ultimo acquisto estivo del Venezia, è stato presentato in conferenza stampa. Queste le dichiarazioni dell'ex Valencia.

Come è nata l'idea Venezia?

"L'ultimo anno a Valencia è stato difficile, con un minutaggio più basso di quanto avrei voluto, ho scelto di cercare una nuova avventura che mi potesse garantire un'esperienza migliore e più minuti. Ho ricevuto diverse offerte da più paesi e diverse categorie, ho parlato con Alex Menta e con il mister e mi sono subito trovato in sintonia con quanto poteva offrire Venezia, quindi ho pensato fosse la piazza giusta per la mia carriera".

Javorcic in estate aveva parlato della necessità di un esterno destro:

"Ho parlato con il mister e so che può esserci la richiesta di giocare in un ruolo diverso rispetto a quanto fatto in passato. Il mio primo obiettivo è mettermi a disposizione della squadra, non è fondamentale giocare a sinistra o a destra, voglio aiutare il mister, non guardo alla posizione in cui giocherò, non mi farò problemi a giocare in più ruoli perché in passato ho giocato in diverse posizioni".

Hai giocato con squadre importanti come il Real Madrid in passato:

"I momenti nella mia carriera sono molti, ma per pensare al passato ce ne saranno tanti quando mi ritirerò, ho potuto giocare in grandi squadre. Ora c'è da pensare al presente e al Venezia".

Come stai fisicamente? Che emozione è stata segnare e vivere un Mondiale in casa?

"Il campionato spagnolo è finito a maggio, dopo maggio mi sono allenato da solo per tre mesi, quando sono arrivato a Venezia ho iniziato ad adattarmi lavorando con la squadra. La mia condizione migliorerà con il tempo anche grazie al minutaggio che il mister mi darà in partita. Per ogni giocatore è un sogno giocare un Mondiale, segnare in un Mondiale in casa chiaramente è qualcosa di ancora di più, ma sono concentrato sul Venezia e non penso ai ricordi".

Sogni di tornare in Nazionale?

"La situazione della nazionale russa ora è ovviamente complicata, come per tutti i giocatori però il sogno è sempre quello di indossare la maglia della nazionale. Se riuscirò a fare bene al Venezia ci tornerò".

TVS Giuseppe Malaguti - Cosa pensi del calcio italiano da esterno?

"Da esterno ho guardato il calcio italiano ovviamente e anche grazie a quanto mi hanno raccontato lo vedo come un calcio fisico e tattico, sono contento di essere qua per provare questo tipo di calcio. E' una crescita personale provare esperienze diverse, le squadre italiane prendono pochi gol, mi piace come sfida".

Come è stato il ritorno in campo?

"Ovviamente a livello personale sono stato contento di poter tornare a giocare e disputare minuti. A nessun giocatore piace perdere quindi sono dispiaciuto del risultato, in campo tutto sommato la squadra non ha giocato così male, è mancato il gol che poteva cambiare le sorti della partita, loro le occasioni per segnare le hanno sfruttate e noi no. Però è un buon punto di partenza, sono contento tutto sommato del mio esordio".

Impressioni dal gruppo?

"La mia impressione sul gruppo è stata buona, c'è un buon mix tra i profili esperti e più giovani, l'ambiente di lavoro è buono, c'è tanta voglia di lavorare e continuando come abbiamo lavorato in questi giorni i risultati arriveranno. Non conoscevo nessuno della rosa, il grosso dei calciatori parla inglese e conosco la lingua, ora sto imparando l'italiano per ampliare ulteriormente le possibilità di comunicazione".

Ricordi della famosa gara con il Cadice? Allenatori che hanno inciso nel tuo percorso?

"Rispetto a quella gara per me alla fine non è stata colpa di nessuno, sono cose che purtroppo sono successe e fa parte del passato. Per quanto riguarda i tecnici di ricordi ne ho tanti, da Mourinho che mi ha fatto esordire, ad Ancelotti che è una persona splendida, Capello in nazionale è stato molto attento nei miei confronti. C'è stato poi Marcelino con cui ho lavorato sia al Villarreal che al Valencia. Cerceshov poi è stato molto importante perché mi ha convinto a provare una posizione diversa facendomi crescere".