ESCLUSIVA – Crnigoj: “Credo nel progetto Venezia, sento il grande affetto dei tifosi. Javorcic? Ci fa lavorare duro e trasmette energia”

01.09.2022 15:35 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Fonte: Giuseppe Malaguti, trascrizione a cura di Davide Marchiol
ESCLUSIVA – Crnigoj: “Credo nel progetto Venezia, sento il grande affetto dei tifosi. Javorcic? Ci fa lavorare duro e trasmette energia”

E' stato uno dei trascinatori nell'incredibile cavalcata che ha portato il Venezia guidato da Zanetti in Serie A, così come uno degli ultimi ad arrendersi in massima categoria quando i risultati purtroppo hanno iniziato a prendere la piega sbagliata. Domen Crnigoj anche quest'anno sarà uno dei pretoriani arancioneroverdi e in esclusiva ai nostri microfoni ha fatto il punto della situazione raccontandoci anche un po' di quella che è la sua terra, la Slovenia, e dandoci nel finale anche qualche sensazione sull'EuroBasket, da appassionato anche di pallacanestro.

Il Venezia è ripartito con un nuovo ciclo, che sensazioni hai dopo queste prime quattro partite ufficiali considerando anche quella di Coppa Italia?

“Oggi è l’ultimo giorno di calciomercato, vediamo se ci sarà ancora qualche cambiamento nel gruppo, poi potremo dare ancora di più conoscendoci, qualcun altro magari sarà più calmo di testa mentre altri ancora continueranno il loro ambientamento. Potremo lavorare al massimo con mister Javorcic per migliorare, lavorando su noi stessi anche come squadra. Sono a Venezia da tre anni e ogni stagione cambia un po’ di gente, c’è uno zoccolo duro che è ancora qui, mentre i nuovi devono imparare la lingua e adattarsi all’Italia. Non è poi la Serie B che conoscevamo noi due anni fa, è nettamente più di livello, poi ci sono coloro che sono scesi dalla A e che devono capire che ogni gara sarà una battaglia”.

C’erano interessamenti dalla A, credo anche dalla Premier League, alla fine perché hai scelto di restare al Venezia?

“C’è stata qualche proposta, ma non ho mai pensato di andare via da Venezia fin da quando siamo retrocessi, credo nel progetto. Questo è un passo indietro, ma ne vogliamo fare tre in avanti, vogliamo fare grandi cose già quest’anno, poi vediamo come andrà”.

Come si lavora e che tipo di calcio fate con un allenatore come Ivan Javorcic?

“Il mister abbiamo già visto cosa sa fare al Sudtirol, con la promozione che mai avevano ottenuto. Stiamo lavorando duro, forse come mai fatto in questo biennio a Venezia. Si vede che ha sangue dei Balcani. E’ carico, vuole trasmetterci la sua energia. Penso però che stiamo facendo un grande lavoro. Il modulo è rimasto lo stesso, ma chiede molto più uomo su uomo. Mi è parso un piano il suo dove vuole tutti al massimo delle energie e penso che quando arriverà qualche risultato positivo in più si compatterà tutto”.

Per quanto riguarda i nuovi sono sicuramente tutti ottimi giocatori, ma ce n'è uno che ti ha impressionato maggiormente?

“Tutti questi che sono arrivati, compresi giovani primavera che hanno contribuito a gara in corso e contro l’Ascoli facendo molto bene. Penso che tutti noi possiamo migliorare ancora di più e poi vedremo a fine stagione chi farà la differenza”.

Sei alla terza stagione con la maglia del Venezia, quanto sei cresciuto e migliorato come giocatore da quando sei arrivato in Italia.

“Prima di arrivare ero fermo da un anno, non ero semplice, ero un po’ fuori forma. Sicuramente grazie alla società e al mister che mi hanno aiutato tanto ho potuto fare una buona Serie B e penso una A anche migliore. Quest’anno voglio migliorare ancora, sto lavorando tanto su di me e penso di essere in quell’età dove emerge il meglio da un calciatore”.

Sei uno dei giocatori più amati dai tifosi arancioneroverdi, non solo per il tuo valore tecnico, ma anche per lo spirito di squadra e combattivo che metti in campo in ogni partita giocando anche in ruoli diversi. Quanto è importante per un atleta sentire l’affetto e il calore dei propri tifosi?  

“Sicuramente è la cosa più bella che può succedere. La riconoscenza che la gente ti dà è bella. Quando passeggi e la gente ti riconosce e ti dà la carica ti fa capire per cosa noi giochiamo, penso sia la cosa che dà più soddisfazione. Queste cose mi piacciono, anche se c’è la giornata no io voglio dare il massimo e mi piace comunque incontrare la gente e voglio essere sempre migliore individualmente parlando. Ringrazio tutti coloro che mi supportano”.

Dove può arrivare il Venezia in una Serie B che mai come in questa stagione ha grandi valori?

“Il percorso è ancora lungo e dobbiamo ancora tutti ambientarci completamente. Per ora stiamo facendo un bel lavoro e anche la società sta dando tanto e insieme ai tifosi ci darà il sostegno per arrivare ai nuovi traguardi. Ora dobbiamo pedalare e alla fine arriveremo dove meriteremo”.

Da tempo fai parte in pianta stabile della nazionale slovena. Ecco la Slovenia è una Paese che fa 2 milioni di abitanti il Veneto ne fa 5. Quale è il segreto di una nazione così piccola per numero di abitanti che nello sport di squadra ma non solo eccelle? Pallacanestro, ciclismo, sci alpino.

“Un po’ come tutti gli Stati piccoli non vogliamo essere inferiori a nessuno. Ci piace stare uniti, combattere, poi alla fine ci si stringe la mano, ma sempre poi con la voglia di migliorare per la volta successiva. Tante volte ci riesce altre no, anche quando non ti va bene però devi essere te stesso e dare il massimo”.

Chi vince l’EuroBasket?

“Spero la Slovenia, poi non si sa mai, speriamo non ci siano infortuni, speriamo che i più forti arrivino al torneo per renderlo ancora più competitivo. Abbiamo questi due o tre giocatori forti dalla NBA ma questo non ti dà garanzie di vittoria, ci sono squadre organzzate e forti come la Francia, la Serbia, la Germania. Anche l’Italia avrei detto fino a pochi anni fa, anche se tutt’ora ha i mezzi per sorprendere”.