Rieccoti Unione mia!

14.02.2026 22:39 di  Manuel Listuzzi   vedi letture
Rieccoti Unione mia!

A volte mi sembra quasi irreale quando leggo alcuni commenti, qualche post, in cui chiamano “eroi” i ragazzi che seguono l’Unione in trasferta. Mi guardo intorno, ma vicino a me non vedo dei valorosi, io, almeno, di certo, non mi sento così. Perché non vedo nulla di “eroico” nel godersi una mezza giornata con i miei amici, magari godendo di un bel pranzo in compagnia, per poi assistere allo show che questa squadra mi regala da mesi. Di cosa dovrei vantarmi quando l’unica cosa che mi viene da dire è: grazie. Ho la profonda convinzione che sia questione di tempo, di anni magari, in cui questa città si renda finalmente conto che l’arancioneroverde è impresso nel nostro DNA, marchiato a fuoco nella nostra anima. Le generazioni che abbiamo perso per strada in questi venticinque anni di buio, con tre fallimenti che hanno fatto vacillare la fede anche dei più passionali tra noi, ora si stanno pian piano ritrovando. Ci aspettavamo tutti una curva più piena, un esodo per quella che era, ed è, una della partite chiave della stagione. Ma, alla fine, i numeri che stiamo facendo al Penzo, gli exploit di San Siro e Modena, non sono semplici episodi, ma il segnale che la nostra città si è ridestata dopo lustri di apatia e che, finalmente, abbiamo ripreso la strada maestra. Quando vi renderete conto di quanto è unico vivere serate così, in cui si detta calcio, si reagisce dopo uno schiaffo, e si rende uno stadio rivale un’arena di tripudio unionista, vedrete che i nostri numeri cambieranno, ed i nostri colori saranno la cosa più bella che potete vivere.

E non è un caso se tutto ciò è accaduto al Manuzzi di Cesena, lo stadio in cui è nata l’UNIONE. Il teatro in cui due città hanno deciso definitivamente di fondersi, in un abbraccio che non si è più sciolto, e mai si scioglierà. Avevo paura alla vigilia, lo ammetto. Temevo che calando la fisicità questa squadra potesse andare in crisi di identità. Smarrendo quella consapevolezza che per mesi ci aveva convinto di essere la miglior squadra della categoria potevano nascere dubbi sul ritmo di un VeneziaMestre che correva a velocità folle. Ed invece in quel di Cesena si è rivista la formazione dominante che lascia pochissimo spazio alle velleità avversarie. Nonostante una partenza con un velo di ruggine che si notava tra le file veneziane, i ragazzi di Stroppa hanno nuovamente dato la sensazione di poter colpire in ogni situazione. La perla di Busio su punizione ha così tolto di dosso d’un colpo la pressione che, forse, iniziava a pesare sulle spalle dei nostri. Da lì in poi la gara è stata chiusa e sigillata grazie sia ad un Venezia che ha aperto la cassaforte romagnola, sia per colpa di un Cesena che ha mostrato poco coraggio, accontentandosi di qualche imbucata alle spalle della difesa, costantemente letta alla perfezione da un reparto tornato a livelli altissimi. Il ritorno di Yeboah ha riacceso la manovra veneta, costringendo i padroni di casa in una ricorsa al pallone che li ha prima sfiancati e poi distrutti. Ma è la crescita di tutti gli interpreti ad aver deciso la sfida, con un Duncan preciso ed ispirato a dettare geometrie, sostenuto dagli inserimenti di Busio e Doumbia a rendere illeggibile la strategia arancioverde. Bene, benissimo gli esterni, con un super Hainout ed un ottimo Sagrado a cui si perdona serenamente l’occasione gettata alle ortiche. Puntuale e combattivo Adorante in un grande stato di forma, ed ottima la mentalità con la quale sono subentrati sia Lauberbach che Dagasso, un ragazzo il cui tocco di palla, devo dirlo, mi esalta parecchio. 

In ogni caso mai uno zero a quattro è stato tanto meritato, un punto esclamativo sul campionato di cui avevamo enormemente bisogno dopo il passo falso col Modena. Questo gruppo, questi ragazzi, ci hanno dimostrato stasera di essere qualcosa di grande, un’armata che sa rialzarsi nei momenti più delicati, e che mentalmente risulta quasi ingiocabile per chi, dietro di noi, sognava un tracollo. Ed invece il VeneziaMestre non solo è ancora in piedi, ma dopo stasera lancia uno di quei messaggi che fa male a tutti.

Adesso ci aspettano una serie di gare che sulla carta appaiono meno improbe, ma la realtà è che solamente con questa testa, con questa voglia e con la carica di questa curva, ogni sfida può esser superata. Sentite la nostra spinta, bagnatevi del nostro entusiasmo, perché vi porteremo fino in fondo.

Avanti Unione!!!