Vanoli: "Tante insidie per noi, soprattutto a livello mentale, con la Reggina voglio vedere mentalità"

11.11.2022 17:37 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Fonte: Giuseppe Malaguti, trascrizione a cura di Davide Marchiol
Vanoli: "Tante insidie per noi, soprattutto a livello mentale, con la Reggina voglio vedere mentalità"
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© foto di Venezia

Mister Paolo Vanoli ha presentato in conferenza stampa la sfida di domani del Venezia contro la Reggina. Queste le sue dichiarazioni.

Il lavoro in settimana:

“La squadra questa settimana sta dimostrando di voler uscire da questo periodo qua, normale poi che la partita sia un’altra storia, ovviamente conta la gara. Dobbiamo sudare questa maglia, indipendentemente da quello che sarà il risultato. Indisponibili sono Maenpaa con un problema alla schiena e Connolly che settimana prossima dovrebbe rientrare in gruppo”.

La Reggina:

 “Sicuramente incontriamo una squadra che aveva già dimostrato prima della gara con il Genoa di essere forte. Allenata da un tecnico che sa bene cosa sia la Serie B. Si è visto soprattutto a fine partita la coesione che c’è tra tifoso e giocatore. Faccio i complimenti a Pippo. Per noi le insidie sono tante, soprattutto a livello mentale. Quando una squadra è costruita per altri obiettivi e si ritrova sotto perde a volte autostima e fiducia. Quindi dobbiamo avere sempre testa nell’arco dei 90 minuti, perché in una gara ci sono più partite. Potremo poi dimostrare il nostro valore, perché contro una squadra forte possiamo vedere dove possiamo arrivare”.

La disaffezione dei tifosi e le possibili contestazioni:

“Ho avuto il piacere di incontrare una parte della tifoseria che mi ha spiegato la situazione. Ci siamo passati tante volte per queste situazioni qua, loro hanno le loro ragioni, è giusto che oggi i giocatori sappiano questo, noi un altro aspetto che dobbiamo recuperare è quello che riguarda i tifosi. Vogliono sudore e attaccamento per la maglia, questo è quello che dobbiamo dimostrare piano piano ai nostri tifosi”.

Emozioni in vista della prima panchina in Italia?

“Non ho ancora avuto il tempo di pensare a questo perché sto pensando a come far reagire questi ragazzi, ad oggi il mio pensiero non sono le emozioni per la mia prima panchina in Italia ma motivare i ragazzi per far uscire le loro qualità. Magari domani quando metterò piede in campo ci saranno emozioni diverse, in questo momento il mio unico pensiero è stato far capire ai ragazzi che domani sarà una di tante nostre partite importanti”.

Un commento sui tanti giovani allenati nelle nazionali giovanili e che ora sono nelle squadre più forti della Serie A? Si può ripetere un certo tipo di lavoro con il Venezia che per giunta quest’anno non ha mai vinto in casa?

“I ragazzi in nazionale del ‘97/’98, i vari Locatelli, Barella, Dimarco, è una soddisfazione vederli così in alto. Quando lavori in nazionale lavori per vedere un giorno questi ragazzi in Serie A. Barella e Dimarco ho avuto la fortuna di vederli anche all’Inter, se lo erano meritato. Quando fai una finale dopo 20 anni con l’U19 in Germania vuol dire che qualcosa avevano. Sono molto orgoglioso, spero di riuscire a farlo anche con questa rosa di giocatori perché ci sono diversi elementi giovani. La squadra in casa non ha mai vinto, la gente si aspetta tanto, mi aspetto di vedere lo spirito per riuscire ad arrivare più velocemente possibile ai punti salvezza”.

Da che traccia tattica dobbiamo aspettarci che si parta?

“Ti confermo le potenzialità di questa squadra, ci sono ragazzi con qualità che mi permettono di cambiare anche in corsa. Ho ancora diversi dubbi e spero stanotte di risolverli”.

TVS Giuseppe Malaguti – Busio è uno dei giovani del Venezia e pedina importante, non è stato chiamato per il Mondiale, ci hai parlato?

“Non ho parlato con il ragazzo, non mi sembra il momento. Penso siano lezioni, se uno è bravo, che ti fanno anche chiedere il perché. Se per lui moralmente, anche essendo giovane, è un momento difficile può riversare il tutto in campo dimostrando che la nazionale ha sbagliato a lasciarlo a casa. Tengo tanto ai giovani, ma è giusto che i giovani passino anche attraverso questi momenti, quando parlo di sacrificio e resilienza parlo non solo di stato d’animo ma anche di reazione. Oggi sei fuori, magari con calma qualcuno esce e tu rientri, fino a oggi non sei convocato, fino all’ultimo però devi provarci e avere anche magari la speranza che succeda qualcosa che ti permetta di rientrare. Io ho sempre creduto nei sogni e nel lavoro che permettono di realizzarli, i giocatori devono fare questo”.

Che insidie presenta la Reggina?

“E’ una squadra costruita bene e formata da qualità individuali che giocano per il collettivo, si è visto fin da subito nonostante qualche difficoltà iniziale. Si sono calati subito nel campionato. Pippo crea sempre cose importanti come qua a Venezia, in secondo luogo quando penso alla mia occasione penso a lui quando è sceso di categoria partendo dal Milan. Si merita tutto questo. Però noi dobbiamo capire che domani ci servono punti”.

Gli italiani possono essere il traino per uscire dalle difficoltà?

“Normale che una squadra deve avere una base solida, siamo in Italia e l’esempio lo devono dare gli italiani, piano piano ci sto parlando e quando ho battuto il tasto su Ceccaroni e Modolo, così come su altri ragazzi, sono loro che devono insegnare agli altri cosa sia il Venezia. Lo stanno facendo da quanto ho visto io. In questa situazione qua non pretendo che siano un gruppo, se ci riescono buon per loro, ma a me serve una squadra, mi serve capire chi verrà inserito nelle battaglie future. Oggi non si può parlare di qualità o di singoli, oggi dobbiamo tirarci fuori da questa situazione e non basta la qualità, quando perdi l’autostima non basta”.