Reyer, Spahija: "L'anno scorso squadra a fine ciclo, ho scelto giocatori di fisicità e atletismo"

19.03.2024 16:35 di Giovanni Girardi   vedi letture
Reyer, Spahija: "L'anno scorso squadra a fine ciclo, ho scelto giocatori di fisicità e atletismo"

Un’altra puntata della rubrica “Nice to Meet” targata LBA ha avuto modo di essere svolta all’interno del Taliercio. Questa volta il protagonista è stato il coach orogranata Neven Spahija.

Questo è il suo primo anno completo a Venezia. Come sta andando?

Bene. Ci sono cose che devono essere migliorate. Abbiamo avuto tanti infortuni. Per queste partite posso dire bene, però quando saremo completi possiamo fare anche meglio.

Facciamo un salto nel passato. Lei ha cominciato ad allenare a 23 anni. Come mai questa scelta?

Sono cresciuto in ex-Jugoslavia a Sebenico in una squadra molto forte con giocatori di livello internazionale. Ho fatto un anno registrato in prima squadra ma non potevo giocare nella prima divisione. Sono stato molto vicino a coach Djurovic, che era il mio head coach di allora. Lui mi ha consigliato di intraprendere la carriera da allenatore. Quindi sono andato in una squadra di un livello più basso, equiparabile all’attuale terza lega italiana, ed ho cominciato a lavorare come allenatore.

Com’è cambiato coach Spahija da quando aveva 23 anni?

Sono una persona ed un allenatore completamente diverso. Tutto cambia: non si può lavorare con la pallacanestro come facevamo tanti anni fa. Un allenatore moderno, al di là della sua età, deve essere aggiornato. Dunque devi progettare il futuro ideando cose nuove e non rimanere nel passato. Io sono cambiato tantissimo e voglio imparare. Quando non sentirò più questa voglia di lavorare con energia ed attitudine lascerò tutto.

Tra basket europeo ed NBA, coach Spahija ha avuto anche una piccola parentesi italiana. Nella stagione 2004-05 è stato il miglior condottiero di sempre della Pallacanestro Roseto, che ha chiuso arrivando ai quarti di finale playoff.

Si dice “una volta a Roseto e per tutta la vita rosetano”. È stato molto bello. Un’esperienza diversa, però bellissima. Un periodo che non dimentico. Tutt’ora sono in contatto con gente di Roseto. Non ci sono stato negli ultimi tre anni purtroppo, ma quest’anno di sicuro tornerò a trovare tutti gli amici.

Cosa le piace del basket italiano? Lei ha girato per tutta Europa ed in NBA. C’è qualcosa del nostro campionato che le piace particolarmente e che magari lo differenzia da altri campionati? In che direzione sta andando il basket italiano?

Quando ho lavorato a Roseto Basket il livello della pallacanestro italiana era molto alto, con squadre di alto livello. Era il migliore o il secondo miglior campionato d’Europa. Dopo abbiamo avuto una pausa a livello economico, dove sono cresciuti altri mercati e quello italiano è andato un po’ in calare, ma adesso lo considero un campionato molto importante che sta crescendo con Milano e Bologna. Penso che quest’anno loro faranno qualcosa di più anche in Europa. Non c’è più Cantù. Sono rimaste Varese e Treviso, speriamo che anche loro tornino ad alti livelli. Ora ci sono altre nove squadre che non avevano mai giocato in prima divisione quando c’ero io, team molto forti con allenatori giovani e molto bravi.

A proposito del campionato di quest’anno, quali sono le squadre che potrebbero mettere più in difficoltà la sua Venezia? Secondo lei ci sarà qualche sorpresa?

L’anno scorso abbiamo avuto molte squadre in questa lega che magari si posizionavano tra le ultime, ma poi vincevano contro le prime, ad esempio Napoli che batte Bologna. Questo rafforza una lega. Ora, nonostante la mia esperienza, non posso sapere chi andrà vicino a Milano o a Bologna e chi andrà negli ultimi posizionamenti.

Quest’anno ha avuto la possibilità ma anche la responsabilità di scegliere i nuovi giocatori di Venezia. C’è un filo conduttore che ha seguito? Quali caratteristiche dovevano avere i suoi giocatori?

L’anno scorso abbiamo avuto una bella squadra con giocatori bravi, ma penso che fossimo la squadra più vecchia in Italia ed una delle più vecchie in Europa. I giocatori avevano terminato i loro anni migliori per quanto riguarda la pallacanestro. Dunque, seguendo la mia idea di basket, ho scelto giocatori con più fisicità, più atletismo e più velocità. Siamo consapevoli che questa squadra ha meno esperienza di quella dell’anno scorso, ma ha più gambe. È in grado di giocare con un’altra velocità. Ad inizio stagione ho capito che tanti errori sono dovuti all’esperienza, ma questo campionato è lungo, e speriamo che con allenamento e partite la squadra crescerà.

Che cosa augura a lei e alla sua squadra al termine di questa strada?

Io ho sempre detto alla società ed si giocatori che ogni giorno devi imparare e migliorare. Al dopo si vedrà.