Morris Donati: "Non sono riuscito a giocare ad alti livelli ed ho cambiato rotta, il mio primo obiettivo è stato quello di dedicarmi allo scouting"

20.06.2022 18:47 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Morris Donati: "Non sono riuscito a giocare ad alti livelli ed ho cambiato rotta, il mio primo obiettivo è stato quello di dedicarmi allo scouting"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Morris Donati, che diventerà ds del Venezia non appena terminerà l'apposito corso (nel frattempo la sua carica sarà ricorperta da Brendolin), ha ricordato il suo passato da calciatore, questo quanto riportato da La Nuova Venezia: «Fino a 23 anni sono stato un calciatore, cresciuto nelle giovanili del Brescia, poi sono andato alla Sampdoria nell'ambito della trattativa che ha portato Caracciolo in Lombardia via Palermo. Sono rimasto due anni a Genova tra il 2007 e il 2009, in Primavera, ma venendo chiamato spesso in prima squadra da Walter Mazzarri. Lasciata la Sampdoria, sono stato prima a Mezzocorona e poi a Carrara, alla fine di questa esperienza ho deciso di intraprendere un altro percorso, sempre all'interno del calcio, ma non più come calciatore. Sono stato un anno anche in Svizzera, vicino a Zurigo con il Dietikon. Volevo giocare ad alti livelli, non essendoci riuscito, ho deciso di cambiare rotta. Il mio primo obiettivo è stato quello di dedicarmi allo scouting dei calciatori, adesso studierò per diventare direttore sportivo. Sono arrivato al Venezia nella passata stagione, presentando al club il mio lavoro degli anni precedenti a Menta, Collauto, Poggi e Speggiorin. Dopo la promozione in Serie A, c'è stata la chiamata, c'erano altre proposte, ma ho preferito il Venezia perché mi piace molto il progetto avviato dal presidente Niederauer, anche a livello internazionale, che coincide perfettamente con quello che volevo fare. Siamo un gruppo di lavoro, non esistono ruoli definiti: le scelte che verranno prese saranno sempre condivise. Cercheremo di competere subito ai massimi livelli e salire in Serie A, pur essendo consapevoli che il campionato sarà difficile. L'importante è coltivare un percorso, continuare un progetto iniziato due anni fa in costante collaborazione con il tecnico per affrontare con rapidità le esigenze della prima squadra».