Venezia, Grandi: "Possiamo desiderare qualcosa di importante. Mio ruolo? A 31 ho ancora voglia di imparare"

20.03.2024 13:05 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Venezia, Grandi: "Possiamo desiderare qualcosa di importante. Mio ruolo? A 31 ho ancora voglia di imparare"
© foto di Credits: Giuseppe Malaguti

Matteo Grandi ha fatto quest’oggi il punto della situazione in casa Venezia in conferenza stampa. Queste le sue parole.

Come state vivendo questa lotta per il secondo posto? Ci parli un po’ del tuo ruolo di terzo portiere?

“Il campionato è molto avvincente, la classifica è corta, a parte il Parma che ha qualche punto in più ci siamo noi, Cremonese, Como che ce la giocheremo fino alla fine, saranno otto finali che dovremo affrontare nella maniera migliore possibile. Solo chi sarà più lucido e avrà più voglia di arrivare secondo ce la farà. Loro sono attrezzate, ma lo siamo anche noi, siamo entusiasti, giovani, propositivi e abbiamo tutte le carte in regola per desiderare qualcosa di importante. Per quanto riguarda il mio ruolo, Joronen ha tantissime partite tra i professionisti ed è un ottimo portiere, anche a 31 anni bisogna avere l’umiltà di imparare. Sia lui che Bertinato sono due spunti importanti, uno scuola finlandese, l’altro scuola brasiliana, sono due approcci diversi dai miei e quindi ci sono diverse cose che posso apprendere. Bisogna sempre avere l’umiltà di migliorarsi dentro e anche fuori dal campo, ogni anno si va a mettere un mattoncino in campo e fuori per migliorarsi”.

TVS Giuseppe Malaguti – Visto da te, com’è il mister?

“Il mister è esattamente come lo si vede da fuori, una persona sanguigna, esige il massimo in ogni allenamento perché poi così si va forte anche in partita, il mister è molto bravo nella gestione, coinvolge sempre tutti e non si fa problemi a fare dei cambi in gara. Pretende il massimo dell’impegno, a primo impatto ti sembra che possa quasi aggredirti, ma tutto quello che fa lo fa per tirare fuori il meglio da te, un po’ alla volta che lo conosci capisci che non lo sta dicendo per andare sul personale ma lo fa per la tua crescita”.

TVS – Si vede in campo la forza di questo gruppo, chi sono i punti di riferimento? Come vedi il tuo ruolo?

“All’interno del gruppo ce ne sono tanti di leader. Nel mio cerco di essere una persona importante nel gruppo e in spogliatoio, essendo un gruppo giovane ci sono certe cose che non bisogna sbagliare, bisogna mantenere un certo rigore. Nonostante ci siano tanti stranieri non ci sono gruppetti, normale che qualcuno parli di più con qualcun altro, ma siamo poi tutti uniti soprattutto in campo”.

TVS – Cosa farà la differenza in questa volata promozione?

“Quanto uno desidera arrivare realmente al traguardo, poi servirà essere più lucidi rispetto al finale del girone d’andata. Penso che la squadra sia cresciuta tantissimo, anche dopo quel periodo là ha sempre reagito fornendo ottime prestazioni. Questa sosta qua cade a pennello, abbiamo avuto qualche giorno per ricaricare mentalmente, ora ci ricarichiamo con il lavoro e affrontiamo queste otto gare nel miglior modo possibile”.

Cosa ti ha convinto in estate ad accettare il Venezia?

“Sicuramente una piazza bellissima, un progetto che c’è dietro mi ha stimolato anche. Sapevo che ambiente mi aspettava, il mister è una persona che guarda a tutti, anche io che ho il ruolo di terzo portiere sono considerato, il non essere messo in disparte in allenamento incide, sono messo alla pari di Joronen e Bertinato e questo sicuramente incide nel sentirsi parte del gruppo e questo succede con tutti gli elementi del gruppo. Poi sapevo che la squadra era forte e che punta in alto; quindi, per la carriera è sicuramente uno stimolo”.

Punti di riferimento come portiere?

“Io sono cresciuto vedendo il miglior Buffon di sempre, poi ora ci sono tanti portieri, penso a Vicario che è al Tottenham, nessuno pensava che dall’Empoli potesse andare in Premier League e fare la differenza. Anche adattarsi a nuovi metodi di lavoro può essere uno stimolo in più per imparare nuove cose e arricchirsi come portiere”.