Ecco a voi il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

18.04.2022 09:49 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Ecco a voi il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

QUAE CARET ORA CRUORE NOSTRO?

FIORENTINA - VENEZIAMESTRE 1-0

Non se la prenda, il nobile Orazio, se come di consueto faremo un uso criminoso di una qualche citazione a sproposito. Non si scompongano i suoi eruditi accoliti per una appropriazione tanto ardita quanto fuori contesto messa in atto da una banda di perdigiorno della via sacra. Quale lido non è bagnato ora del nostro sangue? supponiamo che Orazio ponesse questo interrogativo, che poi era una domanda retorica, per far riflettere i suoi concittadini sul fatto che all'indomani di secoli di guerre e conquiste ogni angolo del mondo da loro conosciuto era disseminato di luoghi ove si erano combattute sanguinose battaglie e dove molti erano caduti. Ma se a Orazio questo pensiero sorgeva, come detto, su quelle che sarebbero state le fondamenta del più potente impero della storia dell'uomo, a noi nel nostro piccolo (per fortuna) sorge come conseguenza dell'ennesima ineluttabile ed inarrestabile scia di sconfitte che la nostra beneamata Unione si lascia alle spalle. Una scia di lacrime e sangue, per dirla alla Elsa Fornero, sparsa su tutti i campi di serie a della penisola e che lascia ormai davvero poco spazio alle speranze anche dei più indefessi accoliti del dio Culo.

Di ottimismo infatti non ne è rimasto molto a queste latitudini, almeno da quando un mesetto fa abbiamo deciso di miracolare quella che pare al momento essere l'unica squadra più in aseodella nostra, quella Sampdoria del maestro Giampaolo alla quale abbiamo steso il tappeto rosso al Penzo. Ma come direbbero i mai troppo apprezzati amici di Napoli, scurdammoce o passato. Non c'è davvero bisogno di rivangare.

I più blasfemi tra i credenti avrebbero potuto farsi inebriare dall'atmosfera pasquale e credere che la partita odierna sarebbe potuta essere quella della resurrezione. Ahimè e ahinoi, a non essere del tutto d'accordo con questa prospettiva c'era anche un avversario, la Fiorentina, che come sempre ci capita quest'anno incontravamo nel suo momento migliore, mentre veleggia verso l'Europa. E infatti nella scomoda ma spettacolare cornice del Franchi i 360 fuoriclasse del settore ospiti dovevano registrare un primo tempo degno dell'Opitergina dei tempi migliori, con una Viola padrona del campo e un'Unione che sembrava scesa in campo con meno garra dei veci al calcio saponato di Aqualandia. È solo grazie a una serie di inspiegabili miracoli di Denti Bianchissimi che il risultato non assumeva connotazioni rugbistiche, ma si sa, la nostra non è una terra di eroi, e allora volle il destino che proprio un'uscita da pasquetta coi fioi del pur valente estremo finnico consegnasse a Torreira la palla dell'uno a zero, che poi sarebbe stata quella decisiva dell'incontro. 

Non era certo lo spettacolo indecoroso offerto dal campo però a scoraggiare i cuori dei supporter arancioverdi che continuavano a cantare e festeggiare fin ben oltre il novantesimo; lo spettacolo di una tifoseria ritrovata che ci consente di sognare, almeno questo, un futuro più entusiasta e partecipato, al di là della categoria. Già, perché se finora le concorrenti nella "corsa" salvezza davano segnali di morte una dietro l'altra, è stato il Cagliari a dare la sferzata all'ambiente vincendo contro un Sassuolo non pervenuto e portandosi a un più corposo margine di sei punti. Ci si attendeva una reazione dai nostri, uno scatto d'orgoglio, un qualcosa. E in fin dei conti quel qualcosa c'è stato, nel secondo tempo si correva e si combatteva, ma mancava sempre la lucidità, la cattiveria, l'uomo giusto al momento giusto. E a nulla valevano i vari innesti del Barbanera di Valdagno su una formazione già rimaneggiatissima: alla fine le statistiche recitano uno score lusinghiero, un tiro in porta, per altro piuttosto pericoloso, frutto dello spunto personale di un Henry che non si arrende, ebbasta. A dirla tutta di chance per andare al tiro anche in maniera pericolosa ne erano capitate, ma i nostri preferivano sempre cincischiare, temporeggiare, aspettare il proverbiale momento giusto, piuttosto che assumersene la responsabilità. Tu chiamala se vuoi personalità.

Si perde, quindi. Di nuovo. Senza recriminazioni, senza assurdi gol al novantesimo. Si perde e basta, una sconfitta da manuale delle sconfitte che ci aiuterà a metabolizzare meglio le future sconfitte. Come quando ti inietti un veleno a piccole dosi per sviluppare una resistenza. Non che io lo abbia mai fatto, ben inteso. A questo punto della stagione si parla spesso di matematica, che ci condanna o non ci condanna. La matematica però come penso sappiamo bene tutti non è una scienza esatta, perché vede i numeri e coi numeri ci sa fare, ma non vede gli uomini. Forse è questo il problema che sta alla base anche degli eleganti algoritmi amerindi. Noi invece, bestie imperfette e irrazionali, non siamo studiati ma sappiamo vedere gli uomini, e vediamo uomini che loro malgrado più di così non sembrano essere al momento in grado di dare. Pazienza. Ma d'altronde è Pasqua e noi bestie irrazionali dalla notte dei tempi abbiamo bisogno di aggrapparci a qualcosa, agli alberi prima, a delle credenze poi. Lasciamoci quindi questi ultimi barlumi di speme da vivere a cuor leggero, fin quando anche i sensiati dea matematica non dovranno alzare le mani. 

Sempre e comunque FORZA UNIONE

PAGELLONE

MÄENPÄÄ: ultimo superstite dell’antica dinastia dei portieri lagunari, inizia alla grandissima salvando la baracca con due pregevoli interventi. Accecato dal riflesso del sole sui suoi denti bianchissimi, esce con farfalloneria da teen ager e sul flipper che ne sussegue arriva il gol partita dei gigliati. Peccato. ODI ET AMO voto: 6

HAPS: il salmone del Suriname ci mette la solita grinta per cercare di risalire le correnti, ma l’approdo dei sui guizzi pieni di vita è inesorabilmente tra le fauci di un soddisfatissimo Grizzly. COTTO E MANGIATO voto: 5,5

CECCARONI: il suo ciuffo increspato come le onde del mare di Sarzana è l’ultimo ad ammainare la bandiera della causa persa Unionista, tra un sorriso che va ben oltre il sapore amaro della sconfitta e la consapevolezza che quel che si poteva dare, si è dato. ORA ET LABORA Voto: 6

CALDARA: ritorna titolare topo il cammino di penitenza passato nel convento delle temibili monache carmelitane di Casale di Scodosia per espiare le empietà commesse nel corso della sua stagione. Dà segnali di redenzione anche se Cabral lo svernicia con una pennellata di pennello Cinghiale. SIGNORE PIETA’ voto: 5,5

MATEJU: arrivato un po’ per caso, un po’ per necessità, un po’ per quella sana disperazione di chi non sa che pesci pigliare, si prende la briga di trasferire tutte queste caratteristiche in campo con una prestazione arrivata un po’ per caso, un po’ per necessità, un po’ per quella sana disperazione di chi non sa che pesci pigliare. MEDIOMAN voto: 5,5

BUSIO: disperso da novembre con tutti i suoi demoni nel bosco della strega di Balir, viene schierato un po’ ovunque in campo, fino a retrocedere dalle parti di Mäenpää con cui scambia lemigliori trame di passaggi dell’intera partita arancioneroverde, tanto per rendere l’idea. E in fin dei conti è tutto qui. SALAME DAI CAPELLI VERDERAME voto: 5,5 – PERETZ: torna ad assaporare l’inconfondibile odore dei campi da calcio dopo aver a lungo infiammato le notti di Favaro Veneto. Un giro di shottini e si va a fare una doccia ripigliante. RUM E PERA voto: sv

TESSMAN: leggenda vuole che Alex Menta si sia innamorato di lui vedendolo giocare contro una rappresentativa di alcolisti messicani. Voci maligne insinuano che tra gli ubriachi ci fosse Alex Menta stesso. Lo si nota solo nello sventurato rimpallo del gol viola. SOUTHERN COMFORT voto: 5 – ARAMU: arrivato nella terra dei poeti e dei grulli a mezzo servizio, a cui sommare lo stato di apatia endemico in cui è precipitato insieme alla squadra da novembre ad oggi, gioca di fatto quasi un tempo, ma la fase di attacco della squadra è una valle grondante di lacrime. LO SIENTO voto: 5,5

CRNIGOJ: è uno dei pochi a portare sul viso i segni di quella merce rara e preziosa che si fa chiamare impegno. Per quanto ammirevole, non è comunque abbastanza. SOLDATO RYAN: voto 6 – NSAME: nel tutto per tutto e per non dire di avere rimpianti, alla fine si ritrova catapultato nella mischia. Capisce ben presto che non è aria. UFO voto: sv

JOHNSEN: la sua capigliatura tanto inconfondibile quanto improponibile è una sferzata d’aria fresca in un primo tempo da 37 passaggi di squadra complessivi (!) Ha le idee giuste, ma le distrugge con i suoi stessi piedi con l’inesorabilità con cui Crono mangiava i suoi figli. SCIENZIATO PAZZO voto: 5 – KIYINE: esatto opposto del Backstreet Boys di Manuzio Palace, ha i piedi giusti ma le idee di chi è stato vittima di un grosso equivoco. Si spera in lui, e questo rende un po’ l’idea di quanto grave sia la situazione. LUIGI DI BELLA voto: 6

HENRY: difficile vivere in un luogo arido, abbandonato dai compagni e lasciato senza uomini e con solo quattro porchi per combattere il nemico. Colpisce il palo con una specie di avvitamento, ma il gioco era già fermo. ROBINSON CRUSOE voto: 6

OKEREKE: corre, corre, corre, ma ‘ndo cazzo core? Direbbero a Roma. Ma siccome siamo in laguna, ci limiteremo a emettere un pacato gemito di disappunto. Ghe sboro. FORREST GUMP voto: 5 – FIORDILINO: il paragnosta di Valdagno si gioca anche la sua carta nel disperato tentativo di vedere sgorgare sangue dai muri dell’undici in campo. Ma è un due di bastoni. MODIANO voto: sv

ZANETTI: lo Juri Gagarin della florida Valle dell’Agno dice di crederci, ma chissà se in cuor suo anche lui sappia che la stagione ormai è definitivamente compromessa. Come è possibile proporre calcio se al terzo passaggio si spara puntualmente la palla in tribuna, o si ricomincia dal portiere sperando di passare la nottata? Come è possibile proporre calcio con il 17% di possesso palla? Èil fallimento di un’annata, di un’idea di business, ma anche di un’idea di calcio. È stato davvero solo il sogno di un’estate, come nelle mitiche Notti Magiche? L’unica cosa che ci sentiamo di dire, è che sarebbe davvero un tremendo peccato se finisse così. ATTIMO FUGGENTE voto: 6