Esposito: "Mi sento già di famiglia. Davanti posso giocare ovunque"

18.01.2021 13:14 di Davide Marchiol Twitter:    Vedi letture
Fonte: Dal nostro inviato Giuseppe Malaguti
© foto di Venezia FC
Esposito: "Mi sento già di famiglia. Davanti posso giocare ovunque"

Sebastiano Esposito, fresco già di esordio con il Venezia contro il Pordenone a neanche 24h dal suo arrivo, è stato presentato oggi alla stampa. Si parte proprio da alcune considerazioni sul match contro i ramarri: “L’impressione che abbiamo avuto è che non meritavamo di uscire senza punti dal match col Pordenone, abbiamo creato tantissimo subendo poco, abbiamo subito due o tre tiri tra cui un rigore, noi invece abbiamo creato diverse palle gol. Dobbiamo lavorare sotto questo aspetto, penso sia l’unica cosa che manca a questa squadra”.

Su cosa hai basato la scelta di venire a Venezia? “Ho avuto fretta di venire qui per essere a disposizione per la partita di Pordenone, la scelta è stata pensata in base al mister, alla società e in base anche al modulo, il mister usa spesso le due punte e questo ha influito. La società, il presidente, i direttori e Zanetti mi hanno fatto sentire subito a casa quando ci ho parlato, venivo da un momento un po’ difficile e magari la fiducia era poca, ma loro mi hanno fatto sentire subito importante. Adesso tocca a me dimostrare e far sì che la fiducia aumenti e non diminuisca”.

Che posizione preferisci in campo? Più prima punta o va bene ovunque? “La posizione per me conta poco, in passato ho giocato con Lukaku che faceva più da prima punta e io svariavo, qua il paragone possiamo farlo con Forte, lui è più prima punta, io posso giocare alle spalle, a fianco, non ho problemi a giocare da qualsiasi parte. Posso essere una delle due punte, o trequartista anche”.

Alla SPAL avevi ritrovato tuo fratello Salvatore: “Era bello giocare con mio fratello, poter condividere lo spogliatoio con lui perché era dai tempi dell’Inter che praticamente non ci vedevamo. È dispiaciuto a entrambi, mi ha detto di far bene e dimostrare il mio valore. Purtroppo nell’opportunità che ho avuto alla SPAL per colpe mie e per colpe altrui non ho dimostrato quanto potevo”

Una famiglia in cui si vive di calcio: “Fin da piccoli andavamo al campo della Juve Stabia, mio padre allenava lì, faceva il secondo, siamo cresciuti vedendo tanti calciatori, ho conosciuto D’Ambrosio con cui poi ho giocato all’Inter. Ho visto tanti passare da lì facendo il raccattapalle, grazie a mio padre e a mio fratello maggiore abbiamo avuto sempre passione per il calcio, è la nostra vita e penso non ci sia nulla di più bello”.

Senti di avere tanti occhi addosso? “Fa parte del gioco, ho avuto la fortuna di giocare in una delle squadre più importanti del mondo, l’Inter è questo. Ho avuto modo di giocarci e bisogna conviverci con la pressione, di sicuro se sbaglio qualcosa non è colpa della pressione o degli occhi che ho addosso, siamo calciatori e uomini, quindi ci possono essere problemi tecnici, personali, è normale. La pressione è anche bella, ti fa sentire importante, deve portarti a migliorare giorno dopo giorno”.

Com'è stato l'esordio in Europa League con Spalletti? “È stata una cosa che di sicuro non mi aspettavo. In Europa League eravamo in 5 della Primavera e non me lo aspettavo di esordire, in Champions potevo aspettarmelo un po’ di più. Prima dell’esordio Conte era un paio di settimane che mi diceva di tenermi pronto, poi chiaro c’è sempre un po’ di sorpresa quando ti chiama ed entri in campo davanti a 80 mila persone. È stata un’emozione unica e ringrazio i tifosi, che mi sostenevano e mi sostengono tutt’oggi”.

Perché la 70? “In Europa League avevo la 70, per quello l’ho scelta, l’anno dopo purtroppo non l’ho potuta scegliere”.

Prime impressioni sulla Serie B? “La Serie B è un campionato molto diverso dalla Serie A, lo trovo più bello perché tra primi e ultimi ci sono pochi punti. Il Venezia era molto in alto, poi qualche partita non l’abbiamo vinta e siamo scesi, ma questo non vuol dire che siamo diventati scarsi o che non possiamo più lottare per le posizioni alte della classifica. La concorrenza è tanta, bisogna lavorare di più e noi lotteremo per quei posti là. Anche il Brescia era in alto e poi in poco tempo è sceso, è un campionato dove bastano pochi risultati non ottimali per scivolare indietro”.