Favaretto: "Unire Venezia e Mestre una scelta coraggiosa e giusta, difficilmente altrimenti avrebbero potuto scalare le categorie"

27.06.2022 16:45 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Favaretto: "Unire Venezia e Mestre una scelta coraggiosa e giusta, difficilmente altrimenti avrebbero potuto scalare le categorie"
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© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com

Paolo Favaretto è stato contattato dal Gazzettino per alcune dichiarazioni sui 35 anni di Unione tra Venezia e Mestre: «La fusione la porto nel cuore perché fu un momento cruciale nella mia storia personale, prima da giocatore e poi in panchina in vari momenti. Io col Mestre ho vissuto sulla pelle quel campanile che è senza alcun dubbio un aspetto molto importante, perché il derby col Venezia non vedevi l'ora di giocarlo e viverlo. Tuttavia andare oltre è stata una scelta coraggiosa e giusta, difficilmente quelle due società così com'erano allora avrebbero potuto scalare le categorie. Avevo solo 20anni, ero cresciuto nel Mestre e a 17 esordendo in prima squadra realizzai un sogno. Avrei forse dovuto essere più attaccato alla sponda arancionera, ma la fusione era dimostrazione di progettualità e la reputo una grande cosa. Merito di Zamparini, anche se poi è stato contestato e non mi pare abbia avuto chissà quali ritorni, i risultati straordinari sono davanti agli occhi. Lui cercò di proiettare questa piazza in un calcio diverso e ci riuscì, raggiungendo in poco più di due lustri quella Serie A che gli appassionati non vedevano dagli anni '60. Il ritorno del 2015? Un'emozione impagabile, lì credo di aver raccolto quello che avevo fatto da giocatore, ero uno dei tifosi. Nella C1 90/91 persi la promozione in B dello spareggio di Cesena, ma non ho troppi rimpianti, perché giocai in una realtà importante come Perugia. Poi tornai tra i cadetti, raccolsi 5 presenze però fisicamente quel livello era troppo per me. Il Venezia adesso? In B era una squadra unica dal presidente, ai dirigenti, allenatore e giocatori, mentre dopo aver centrato una promozione incredibile la minor coesione è costata cara. Ci vorrebbe più venezianità, sarebbe giusto cercare di mediare e impegnarsi al massimo per capire le sensibilità dei tifosi. Bisogna fare in modo che la gente venga al Penzo e si senta coinvolta. Le emozioni e il business non vanno molto d'accordo, se non tieni conto delle prime sei costretto a portare sempre i risultati e non è affatto facile».