Vacca: "Punto con il Cagliari importante, fisicamente mi sento sempre meglio"

07.10.2021 15:42 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Fonte: Giuseppe Malaguti, trascrizione a cura di Davide Marchiol
Vacca: "Punto con il Cagliari importante, fisicamente mi sento sempre meglio"
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Antonio Vacca, tra i protagonisti principali del Venezia in questo avvio di stagione, ha parlato quest'oggi in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni.

l mister ha sempre sottolineato come tu sia l'unico regista vero di questa squadra, che ne pensi? A livello fisico come ti senti?
"Per quanto ha detto il mister per caratteristiche siamo in pochi in squadra a poter fare da regista, gli altri sono più propensi a fare da mediani a 2 o da mezzali. Per quanto riguarda la tenuta fisica sono più che soddisfatto visto che vengo da sette mesi di inattività e sono riuscito a fare due partite e mezzo in una settimana. Adesso abbiamo questi giorni per lavorare e nelle prossime partite se mi verrà chiesto di fare novanta ce la farò sicuramente".

Sei in scadenza di contratto, sei disposto a giocarti la A fino in fondo col Venezia anche rimanendo in scadenza o può succedere qualcosa?
"Ovviamente non fa piacere a nessun giocatore giocare a scadenza, ma si deve rispettare il contratto, devo fare del mio meglio fino a fine campionato, poi le vie del mercato sono immense. Bisogna fare delle valutazioni a gennaio come magari la società mi chiamerà prima, ad oggi la chiamata non è mai arrivata, intanto resto in attesa, il mio pensiero principale è in campo, sono concentrato a fare il mio".

TMW - Quanto è importante questa simbiosi che si è creata tra te e il mister?
"E' fondamentale, l'ho detto più volte senza Zanetti molto probabilmente non sarei a giocare qui e in Serie A, è stata una mia fortuna, gli devo tanto. Ogni volta che vengo schierato cerco di ripagare la sua fiducia, io sono uno che riesce a esprimersi al meglio se sente la stima dell'allenatore".

Come hai trovato la Serie A? L'impatto è stato come ti immaginavi?
"Sicuramente una differenza fisica con la B c'è, ma fortunatamente copro un ruolo dove se penso velocemente e faccio girare palla evito il contatto fisico, devo giocarmela su quello. Basta saperla proteggere anche se arrivano persone più grosse fisicamente. Il livello è molto alto, devo stare attento a non perdere palla in fase di impostazione perché in A ti puniscono alla prima occasione".

Che opinione ti sei fatto dei nuovi arrivati nel reparto?
"Con Busio ho giocato un po' di più rispetto agli altri e non me lo aspettavo inizialmente, però mi ha impressionato, non sembra un 2002. Pensavo avrebbe fatto un po' di fatica inizialmente in un campionato tattico come il nostro, invece sta già bene in campo, vuol dire che ha un gran futuro davanti. Peretz mi dispiace non si sia ancora fatto vedere, perché ha tutto, sembra strano che non sia entrato ancora nel nostro gioco, ma anche lui sta lavorando tanto e il mister riuscirà a farlo emergere".

In Serie A come vedi la lotta per la salvezza? Possono esserci squadre invischiate inaspettatamente come magari Sampdoria, Genoa o Cagliari?
"La Sampdoria non se la giocherà per la salvezza credo, davanti ha tanti gol a disposizione tra Quagliarella, Caputo, Damsgaard, sicuramente è più alla nostra portata il Cagliari nonostante abbia giocatori forti, abbiamo dimostrato sul campo che possiamo giocarcela. L'Empoli, nonostante abbiamo vinto contro di loro, sono molto organizzati, se la giocherà per la salvezza, ha buone chance come le abbiamo noi".

Quanto pesa il punto con il Cagliari?
"Pesa tanto, ci ha dato modo di lavorare in questi giorni col sorriso, perdere un'altra gara in quel modo avrebbe mandato giù il morale. Pareggiare all'ultimo dopo aver perso all'ultimo contro lo Spezia è servito per il morale".

Le palle perse sono state un po' un problema in questo avvio di campionato:
"Può capitare a tutti di perdere una palla sanguinosa, ad Udine si poteva evitare e andare sugli esterni subito, a Cagliari è stata persa molto lontana dalla porta, quindi si potevano mettere più pezze. Giocare da dietro e uscire palla al piede è nel nostro DNA, sappiamo che è rischioso ma lanciare palla avanti non ci appartiene, dovesse succedere me ne vado dal campo perché è un calcio che a me non piace (ride ndr)".

Hai un avversario con il quale ti sei trovato più in difficoltà in questo avvio di campionato?
"Quando giochi contro un determinato modulo, come l'Empoli che va a prendere direttamente il play, che sarei io, con il trequartista a quel punto io magari non tocco palla ma mi devo muovere per far sì che siano i miei compagni a giocarla. Personalmente in questo avvio di campionato non ho però avversari specifici che mi hanno dato più fastidi di altri".